Cinepanettone da guinness “Natale a Beverly Hills”

Dicembre 19, 2009 categoria Dal mondo

De Laurentiis scommette ancora su Neri Parenti e il suo ‘clan’di scatenati attori. Tra questi Gassman e Tognazzi jr, la Hunziker, la Ferilli e Massimo Ghini. Squadra che vince non si cambia: per il 26° anno De Laurentiis scommette ancora sulla professionalità di Neri Parenti e sulla simpatia del mattatore Christian De Sica per l’attesissimo Natale a Beverly Hills, pronto a invadere più di 800 sale. Concorrenza spietata con Pieraccioni? «Non m’importa che il nostro film arrivi primo - spiega il produttore-. Ormai è così amato che lo si accosta al panettone, cosa immancabile a Natale. È un fenomeno sociale di rilevanza nazionale: siamo nel Guinness dei Primati come serie più lunga del cinema. Noi siamo meccanici al servizio del pubblico: mentre Pieraccioni fa film tradizionali e ha due anni per realizzarli, il nostro è una macchina da guerra con ritmi assurdi». Conferma il regista, che con sfacciata onestà ammette: «Nessuna novità: gli ingredienti restano risate, bei posti, ritmo, azione. Bisogna fare sempre lo stesso film, se no siamo rovinati». Cambiano storie, location e cast: da una parte il trio lui-lei-l’ex (i romani Ghini- Ferilli-De Sica), dall’altro una bagnina (Hunziker) contesa fra due ex compagni di scuola (i “fessi” Gassman e Tognazzi jr), nel mezzo due baby-star (Propizio e Quattrociocche). De Sica, nel sottolineare come grazie a questi film possa dedicarsi a «teatro, libri, tv, film di Avati», confessa di ispirarsi a quel Sordi che «rendeva simpatici i mascalzoni per calarsi in personaggi maschilisti e prepotenti». Nella speranza di «commedie future con De Laurentiis, diverse e fuori Natale», definisce il cinepanettone «una farsa: non c’è drammaturgia complessa, ma 10 minuti di vera comicità sì». Paragonando i colleghi a De Filippo (Ghini) e Vitti (Ferilli), promette grande sintonia comica e ci tiene a dire che il film sarà preceduto dallo spot per la campagna Bravo della comunità di Sant’Egidio, interpretato da lui e diretto dal figlio Brando.

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