Di Caprio a Roma per “Shutter Island” di Scorsese
Febbraio 9, 2010 categoria Dal mondo
Proprio come succedeva ai tempi di Titanic, ieri le fan hanno seguito la carovana di sei macchine che lo scortava per Roma, ne hanno gridato il nome, lo hanno aspettato fuori dal suo albergo in Piazza di Spagna nella speranza di un autografo: ma lui, Leonardo DiCaprio, ancora una volta non si è concesso. E non importa se non ha più vent’anni ma trentacinque, se il fisico si è leggermente allargato, se sfoggia una barbetta trascurata: per il thriller Shutter Island Martin Scorsese lo ha voluto «nel ruolo più dark, oscuro e violento della mia carriera», ma per il grande pubblico quella di DiCaprio resta ancora la faccia d’angelo dell’eroe di Titanic e del belloccio di Romeo + Giulietta. Leo è in Italia con la madre e la fidanzata, la modella Anne Vyalitsyna, per presentare Shutter Island, al cinema dal 5 marzo. «Non vorrei sembrare narcisista ma da quando sono piccolo ho sempre guardato a James Dean e Robert De Niro come modelli - ha detto rispondendo a una pioggia di domande mentre il Maestro Scorsese, seduto accanto a lui, attendeva invano il suo turno per parlare - ancora oggi, quando mi capitano personaggi drammatici, tragici o incasinati, mi ispiro a loro due. Forse ci vorrà una vita per raggiungerli, io non mi sento certo un attore arrivato: ogni volta che comincio un nuovo lavoro sono nervoso, temo il fallimento». Al quarto film con Scorsese dopo Gangs of New York, The Aviator e The Departed, quattro film in uscita in America e almeno 27 in preparazione, nonostante non sia James Dean, DiCaprio è pur sempre tra i 10 attori più potenti (e pagati) di Hollywood, con un cachet medio di 20 milioni a pellicola. Cioè esattamente il doppio dello stipendio di De Niro: «I soldi? Sono utilissimi ma non fanno la felicità e poi credo che una volta raggiunto un certo limite si scada nell’eccesso. Io, che di soldi ne ho più che abbastanza, cerco di usarli per finanziare la difesa dell’ambiente». Oltre che quella, probabilmente più costosa, della sua preziosissima privacy. (Leggo.it)




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