Alena sulla terra

Marzo 10, 2010 categoria Dal mondo

La Seredova al cinema con “La valigia sul letto”: «Ma non sono un’attrice, penso a Buffon e ai figli». Dovevano sposarsi dopo la nascita del secondo figlio, ma 4 mesi non sono bastati ad Alena Seredova e Luigi Buffon per pianificare le sospirate nozze. Per il portiere della nazionale e l’ex modella di Praga è difficile trovare anche solo il tempo di andare al cinema: «Adesso però non prenderò altri impegni finché non avrò sistemato la mia famiglia«, ha detto ieri la Seredova presentando a Roma La valigia sul letto, la commedia in cui ha recitato al quinto mese di gravidanza nei panni di un’assassina. «Mi fermerò almeno per un paio di mesi, voglio stare con i miei figli. Tv o cinema? Dal cinema non ho avuto proposte, per la tv vedremo. Ricomincerò a guardarmi intorno da quest’estate». A meno che non raggiunga il “suo” Gigi in Sudafrica, dove si giocheranno i prossimi mondiali: «Volerò da lui una settimana se l’Italia passerà il primo turno, ma non porterò i bambini: Cape Town non è una città sicura per loro. E poi ritornerò se la nazionale arriverà in finale. Ho già prenotato mia madre per fargli da baby sitter, spero tanto di poter partire». Con o senza nozze, la coppia sembra funzionare (stasera a Le iene uno scherzo al portiere su un falso scoop che vede impegnata Alena in un flirt con Chiellini): una casa a Torino, due figli, due carriere parallele, con la Seredova che fa il tifo allo stadio e Buffon che la va a trovare sul set, «perché portarlo al cinema è difficilissimo», anche a costo di sopportare un bagno di folla come nel caso delle riprese napoletane de La valigia sul letto. Dei due, in fondo, la star è sempre stata lui: «Ma io francamente non mi ritengo nemmeno un’attrice. Magari sarò migliorata, ma non sono certo da Oscar. Sono spontanea, mi diverto, e recitare è molto più gratificante che lavorare nella moda, un mondo in cui tutti ti dicono quello che devi fare e non puoi nemmeno toccare il cibo». E dove la maternità è un lusso che poche si possono permettere, «per quanto anche al cinema avere il pancione non aiuti. La maternità sul lavoro non è stata il massimo, ma mi ha migliorata come persona e mi ha raddolcita. Se lo rifarei? Non subito, ma nel futuro progettiamo già un terzo figlio». (leggo.it)

scrivi un commento

Inserire il codice sicurezza: