Inferno nel metrò

marzo 30, 2010 categoria Dal mondo

Leggo.it – Mosca, sfida dei ceceni: due donne kamikaze fanno 38 morti. Putin: «Eliminare i terroristi». L’inferno in terra è arrivato all’improvviso nel cuore della città, a due passi del Cremlino. Il terrorismo è tornato a colpire il metrò di Mosca. Due donne kamikaze si sono fatte esplodere in mezzo ai viaggiatori, causando 38 morti e oltre 100 feriti. Investigatori, analisti e politici non hanno dubbi: l’attentato ha matrice cecena. Lungo la linea Sokolniceskaia il traffico del lunedì mattina scorre tranquillo. Ore 7.56 (5.56 in Italia), il primo ordigno, 2 o 3 chili di tritolo, esplode all’altezza del secondo vagone, il treno si è appena fermato alla stazione Lubianka. Quaranta minuti dopo la seconda deflagrazione, alla fermata Park Kulturi. A saltare in aria è il terzo vagone del convoglio, che viaggia in direzione contraria rispetto al primo. Nelle viscere di Mosca è carneficina. La polizia è sulle tracce di altre due donne e un uomo, ripresi dalle telecamere a circuito chiuso. «Parti dei corpi ritrovati sui luoghi degli attentati ci consentono di dire che i kamikaze erano donne», fa sapere la polizia: una di loro era giovane di 18-20 anni. Dovevano essere in tre: nella stazione di Park Kulturi, è stata trovata una cintura inesplosa. L’incubo ritorna. L’ultimo attacco a Mosca avvenne il 31 agosto 2004: una donna si fece esplodere fuori da una stazione del metrò: i morti furono 10. Sei anni dopo, il Caucaso resta una polveriera. Dopo l’eliminazione dei capi della guerriglia in Cecenia, i ribelli si sono riorganizzati e non vogliono più l’indipendenza ma la costituzione di un emirato del Caucaso sotto la guida di Doku Umarov, che il 14 febbraio scorso ha lanciato con un video l’ultima minaccia, promettendo di portare la guerra «nelle case dei russi». Ieri la risposta del premier Putin: «I terroristi saranno eliminati».