Mou, doppia sfida: Balotelli e Cska

marzo 31, 2010 categoria Sport -

Leggo.it – Champions. Stasera l’Inter ospita i russi. Mario: «Ho ragione e non chiedo scusa». «Non parlo dei non convocati». José Mourinho utilizza la solita tattica per confermare che tra lui e Mario Balotelli la pace è tutt’altro che firmata. L’attaccante non è stato convocato nemmeno stavolta: niente andata dei quarti di finale di Champions League contro il Cska Mosca stasera a San Siro. Mario non l’ha presa bene: è sgommato fuori dalla Pinetina con la sua Audi coupé nera (l’auto di molti giocatori milanisti…) mentre ancora i compagni erano sotto la doccia dopo la rifinitura. E in serata ha calato l’asso che rischia di diventare la frattura definitiva col tecnico portoghese. «Non sono così stupido da saltare cinque partite: se avessi dovuto chiedere scusa, lo avrei chiesto dopo la prima: avendo ragione io, non chiedo scusa», ha detto intervenendo al telefono in tv al Chiambretti Night. Anche col Chelsea negli ottavi Balotelli non c’era. Ora Mourinho, tornato a parlare ma senza mezzo sorriso, ha l’incubo di un calo di tensione contro un avversario alla portata. «L’Inter sta facendo una grande Champions, la migliore negli ultimi anni. Otto partite, 4 contro due delle migliori squadre del mondo: abbiamo perso solo a Barcellona, la sfida col Chelsea è stata fantastica, il modo in cui abbiamo giocato sotto pressione e Kiev e col Rubin è stato importante. Faremo di tutto per arrivare in semifinale. Mi aspetto anche un grandissimo supporto dal pubblico di San Siro. Col Cska sarà una partita bruttina, contro una squadra molto chiusa che ci obbligherà a giocare con molta attenzione. Sarebbe stato meglio giocare la prima a Mosca». Un Mourinho stile spia russa che parla di una “zona grigia” nel Cska. «Se due giocatori, in un controllo antidoping, vengono trovati con una sostanza non consentita, c’è una macchia grigia». Mou si riferisce alla squalifica di un turno inflitta a Ignashevich e Aleksei Berezutski, colpevoli di non aver rispettato il regolamento antidoping al termine della sfida col Manchester United del 3 novembre scorso. Il Cska si era giustificato parlando di semplice errore burocratico e aveva pagato un’ammenda di 25.000 euro. A chi gli chiede di un finale di stagione zeppo di impegni e da affrontare col fiato corto in campionato, Mourinho punge: «Io penso partita dopo partita, ma un professionista di calcio che si allena bene, dorme ben e beve acqua può giocare tutte le partite senza problemi». Infine lascia intende che in Italia continuerà il silenzio stampa: «In campionato mi fa bene. Il mio lavoro è stare più vicino possibile alla squadra. E non parlare di campionato italiano, mi permette di andare in panchina e non essere squalificato». Chi pensava a un Mourinho conciliante, è servito.