Al Ghetto torna la paura
giugno 3, 2010 categoria Dal mondo
«Israele: stato falso di veri assassini» e «Maledetti p…, l’ora si avvicina! Israele boia!». È questo il contenuto di alcuni striscioni affissi nella notte tra martedì e mercoledì, a firma Militia, su Ponte Nenni, ai quali poche ore dopo se ne sono aggiunti altri dello stesso tenore a Batteria Nomentana. Ieri, nei controlli prima delle celebrazioni del 2 giugno, nei giardini di piazza San Marco la polizia ha rinvenuto uno striscione con una frase incompleta contro gli israeliani per il quale sono stati fermati 17 appartenenti alla sinistra antagonista, rilasciati dopo gli accertamenti di rito. A due giorni dal corteo pro Palestina, che, lunedì scorso, ha tentato di invadere il Ghetto, lasciando anche qui più scritte antisioniste, la tensione rimane decisamente alta e coinvolge l’intera città. Forte è la paura nel quartiere ebraico. Malgrado la zona sia presidiata da carabinieri e poliziotti, chi ci abita non riesce a dimenticare l’attentato alla Sinagoga del 1982, in cui perse la vita un bimbo di due anni. «Ricordiamo bene ciò che è successo nel 1982 – dice Leo B., seduto al tavolo di un bar – la nostra non è paura ma attenzione, perché sappiamo che queste sono situazioni ad alto rischio. Non a caso, lunedì quanti sfilavano nel corteo hanno cercato di sfondare i cordoni per entrare nel quartiere». «Dicono di non essere antisemiti ma antisionisti – commenta Miriam S. – ma allora cosa vengono a cercare qui? Qui ci sono gli ebrei romani, non gli israeliani. E poi questi pacifisti dov’erano negli altri attentati e omicidi? Dove quando Ahmadinejad faceva sparare sulla folla? Diciamo la verità: è gente che non ha nulla da fare e cerca scuse per manifestare». Stesso interrogativo per Lello Astrologo: «Dov’erano i pacifisti quando, da ragazzino, durante la guerra, ho visto portare via mio padre? In nome della pace ora si fomentano i popoli, incitando alla violenza». «È un momento rischioso – conclude Alex Zarfati – e precauzionalmente è bene aumentare la sicurezza nella zona. La situazione politica è diversa dal 1982, meno tesa, ma la gente è spaventata». -leggo.it-


