Roma, Adriano: tornerò Imperatore
luglio 23, 2010 categoria In primo piano
A Riscone di Brunico l’Imperatore Adriano è il più fotografato, perfino più del suo nuovo capitano. Il più osservato, specie dai bambini, il giocatore su cui si posano i viaggi onirici della tifoseria romanista. Il più inseguito dai cronisti, alla ricerca d’uno scoop continuo, ovviamente difficile da ottenere perché la squadra, nonostante il clima alla “volemose bene”, è blindatissima, con buona pace di chi sperava di fotografare il pupo di turno al fianco di uno dei tesserati dell’As Roma. Adriano s’è soffermato sullo schema offensivo che intriga – e non poco – la piazza. «Il tridente mi piace» ha spiegato. Poi ha aggiunto: «Bisogna lavorare molto, ma c’è la possibilità di giocare insieme. Totti al centro, io e Mirko al lato è una soluzione che può essere attuata». Poi, nel merito dell’attuale forma fisica, ha spiegato: «Devo lavorare come sto facendo adesso, sto conoscendo poco alla volta i miei compagni e sanno che se so sto bene posso aiutarli». Secondo l’Imperatore «la Roma rappresenta tantissime cose, voglio dimostrare di essere un grande giocatore. La Roma è una grande famiglia, e mi aiuterà a tornare il grande giocatore che ero». Dalle parole ai fatti Il sudamericano è convinto del fatto suo: «Non devo parlare, devo dimostrare. Anche al Flamengo erano molto scettici su di me, sono stato capocannoniere e abbiamo vinto la coppa dopo 17 anni». Il discorso scivola anche su Totti: «Ogni giocatore ha il suo modo di essere dentro e fuori dal campo. Lui dentro al campo è un giocatore con tante responsabilità, fuori dal campo è un ragazzo che ama scherzare e parlare. Mi piace e voglio imparare molto da lui». Dal numero 10 giallorosso al resto della truppa il passo è breve. «Siamo una bella squadra – ha sussurrato – se viene Burdisso è chiaro che è ancora meglio. Possiamo giocarci campionato e Champions, siamo Il più seguito all’altezza delle altre e possiamo vincere subito lo scudetto». Emozionato, il brasiliano ha poi trovato un paragone per la città che lo ospiterà: «Si dice che Roma è come Rio, c’è tanto calore qui e a noi brasiliani questo aiuta molto. L’accoglienza che ho avuto al Flaminio è stata bellissima». Inevitabile anche la confidenza sul peso: «Se dico che ho perso 10 chili non mi crede nessuno, sono stato fermo tre mesi ma ora sto lavorando bene e mi sento molto meglio». Finale dedicato alla saudade: «Non mi manca il Brasile, adesso no. Ci sono stato un anno, ho imparato tantissimo, ora so che non devo più sbagliare, sono qua per dimostrare d’esser quello di prima». -dnews-


