Solo mezza Inter
agosto 31, 2010 categoria Sport -
Vita dura per l’Inter campione d’Italia. Quarto pareggio consecutivo all’esordio in campionato. Rafa Benitez ha ripetuto quanto avevano fatto Mancini (2007) e Mourinho (2008 e 2009) e pensando a come era andata a finire in maggio, questo rilievo statistico è l’unico elemento che può indurre il tecnico spagnolo all’ottimismo. La partita con il Bologna ha dimostrato che, al momento, le stelle guardano da un’altra parte. Dopo un primo tempo di stenti, contro un avversario che ha corso di più e che si è battuto con il massimo del furore agonistico possibile, gli interisti hanno provato in tutti i modi a vincere la partita nella ripresa, riuscendo a tirare 15 volte in porta e costruendo almeno 5 palle-gol, compreso quella di Eto’o, che ha calciato il pallone sulla traversa (31’). Si è vista ancora una squadra imperfetta, lontano dalla migliore condizione, che litiga con il gol, ma che ha messo in campo tutto quello che aveva, anche se l’impressione è che il gruppo abbia perso un po’ di convinzione, cioè la sicurezza di arrivare al traguardo con i 3 punti che tante volte si era vista nel biennio di Mourinho. Benitez ha insistito sul 4-2-3-1, immettendo un uomo fresco, Mariga, che molto ha corso e che ha recuperato tanti palloni, ma la formula a trazione offensiva non è sembrata congrua alla condizione degli uomini d’attacco e allo sviluppo di partenza della partita. Milito e Pandev sono apparsi ancora fuori dal gioco; Eto’o, che aveva cominciato male, pretendendo di fare tutto, anche quello che non gli compete e Sneijder sono cresciuti nella ripresa, trascinando l’Inter all’assalto per portare a casa la vittoria. Però questo sistema di gioco non è obbligatorio; si possono tentare in partenza anche altre soluzioni, magari meno dispendiose, in un momento in cui la condizione generale è ancora precaria. La prima parte della gara aveva confermato gli stenti nerazzurri: poche idee e tutte poco chiare, uno sviluppo del gioco macchinoso e tormentato, nessun movimento senza palla, situazioni sempre prevedibili, contro un avversario che, nonostante l’esonero dell’allenatore (Colomba) all’antivigilia del debutto, ha dimostrato di avere lavorato bene in estate. Contro il pressing del Bologna, gli interisti rimanevano fermi ad aspettare, cercando soltanto dribbling avventurosi, in assenza di un gioco collettivo e di quei movimenti senza palla, senza i quali non si va da nessuna parte. In assenza di sbocchi in avanti, l’Inter ha concesso anche due palle-gol al Bologna, per errori che chi ha vinto la Champions League non dovrebbe fare: Gimenez ha avuto una doppia occasione per il vantaggio, sprecato con due conclusioni sbilenche. Per vedere qualcosa di accettabile nei 20 metri finali da parte degli interisti, è stato necessario aspettare gli ultimi 5 minuti, quando il ritmo è salito e la partita si è in parte sbloccata. Era evidente che il Bologna non avrebbe potuto reggere il ritmo imposto nel primo tempo, anche se fino all’ultimo secondo la squadra ha difeso il pareggio con dedizione assoluta. Così l’Inter, nella ripresa, ha cominciato a guadagnare campo e a farsi minacciosa, riducendo la forza del contropiede rossoblù. L’Inter ha provato in tutti i modi a cercare il gol, con soluzioni centrali, da lontano, compresa la punizione finale di Sneijder (50’), deviata in angolo da Portanova e allargando il gioco sulle corsie esterne. Ma la difesa del Bologna ha sempre saputo reggere l’urto, e Viviano, che al 50% è ancora dell’Inter, ha parato tutto quanto era possibile. È mancata all’Inter anche un po’ di lucidità negli ultimi 20 metri, segno che la squadra resta un cantiere aperto: la sosta per le nazionali difficilmente risolverà i problemi, perché a lavorare con Benitez resteranno in pochi, per prepararsi a un settembre nel quale già si giocheranno molto. Con questi uomini, perché oggi, ultimo giorno di mercato, non sono previsti fuochi d’artificio. Per una volta, sarà un’estate austera. (Monti coSera)


