STORIE

Novembre 30, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

Ieri era il compleanno di mia moglie e come regalo mi sono procurato i biglietti per il suo cantante preferito insieme a Baglioni,GIANNI MORANDI, che si esibisce in uno spettacolo itinerante molto bello con accompagnamento di sola chitarra.
Spettacolo piacevole e veloce di oltre due ore durante il quale, non visto,ogni tanto osservavo lo sguardo rapito di mia moglie che guardava Morandi cantare e quasi dava l’impressione di vedere un fantasma tanto che a un certo punto le ho detto”…guarda che è lui in persona mica un fantasma…”. Tutto il repertorio ed un omaggio a Modugno con “Nel blu dipinto di blu” che apre il concerto, Modugno fu colui che spinse il Nostro a diventare cantante, ed un bellissimo “Che sarà” accompagnato dal contrabbasso e che quelli della mia generazione ricordano in una commovente versione di Josè Feliciano. Ad un certo punto la strepitosa storia dell’incontro con Micheal Jackson e del suo cuoco pakistano “de Roma”,che m’ha fatto lacrimare dalle risate e poi il finale con i suoi pezzi migliori.Fra questi,ovviamente,”C’era un ragazzo” al quale nella seconda strofa ha cambiato qualche parola :”C’era un ragazzo che come me amava EROS e VASCO ROSSI,girava il mondo ma poi finì a far la guerra in AFGHANISTAN…”Me s’è gelato il sangue.Ho pensato soltanto “FLAVIO SBRIGATE A RITORNA’ PER FAVORE…”
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L’”ARTIGLIO” è una delle società più gloriose del calcio romano,ma GLORIOSE di gloria no di chiacchiere come certe “Pippe Nere” vanno raccontando. Prende il nome, come tutti sapete,da un sommergibile italiano affondato in circostanze mai definitivamente chiarite il 7 dicembre del 1928 in Atlantico durante un’operazione di recupero di un relitto, lavoro per il quale all’epoca avevamo i migliori specialisti del mondo pur con mezzi minori rispetto alle Superpotenze marinare del tempo. “ARTIGLIO” nome glorioso e importante e sinceramente sono stato contento quando ho saputo che mio figlio avrebbe giocato lì domenica mattina. Un campo, quello di Via Boemondo, che ha fatto la storia del calcio giovanile e non solo di Roma, dove anche mio padre ha giocato col Cynthia di Genzano nei lontani Anni Sessanta. Confesso di essere arrivato al campo emozionato e dopo aver lasciato mio figlio nello spogliatoio me ne sono andato in giro a cercare foto e storie che riguardassero l’”ARTIGLIO”. Ho trovato poco ma ho respirato un’aria che mi è rimasta dentro.
La partita è andata bene.Il portierino dei nostri, Arturo, ha fatto il fenomeno, tanto che ho pensato che fosse lui il vero “ARTURO” che fa il secondo a Doni.
Una storia bella e suggestiva quella dell’”ARTIGLIO”.
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Era importante Roma Fiorentina.Una classica,una partita che ha fatto Storia.
Ormai ci troviamo lì da anni sempre gli stessi abbonati. Quest’anno ho due nuovi arrivi,un signore sulla cinquantina e suo nipote che si sono spostati di due posti perchè dov’erano loro la partita la vedono in piedi e non è il caso.
Come sempre si parla di tutto e prima del derby si parlava di politica e dello stato italiano.Io me ne sono uscito con una frase che voleva essere una battuta amara “…tra qualche anno ci diranno che il pilota di Ustica si è suicidato per amore…”. Oggi quel signore mi ha raccontato una Storia su Ustica che riguardava da vicino il ragazzo che è con lui ed io mi sono scusato perchè ovviamente non sapevo. Lui mi ha detto di non preoccuparmi anche perchè non potevo sapere.
La partita l’abbiamo sofferta insieme ma l’abbiamo portata a casa ma il pensiero del ragazzo mi fa ancora compagnia.
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Storie di amici,di gloria,di gente comune,di affetti.
Storie di un fine settimana di un tifoso della Roma.

L’ANDAMENTO LENTO DEI CAVALLI CHE RITORNANO

Novembre 30, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

Dopo la partita in Transilvania c’era tornata in mente la Roma del Barone, normalmente flemmatica come il suo ispiratore, ma in grado di infiammare all’istante la scena e di colpire in maniera inesorabile. Ci siamo ricordati di quell’andamento lento, dondolante e ritmato, capace di accelerazioni tanto improvvise quanto tremendamente efficaci.

Pensavamo quindi che il nuovo assetto tattico avesse suggerito in generale un approccio più prudente, lasciando alla qualità tecnica dei calciatori, che la Roma ha in rosa, di fare la differenza.

La nostra era solo una suggestione.

La partita di oggi ha invece dimostrato che in trasferta e in casa non sempre va in onda lo stesso film. Questo accade spesso quando il regista non ha le idee chiarissime sulle parti da assegnare a ciascuno dei protagonisti ma, diciamolo tra noi, non venisse mai di peggio!

Abbiamo quindi assistito ad un combattimento a viso aperto con continui capovolgimenti di fronte fatti assai più da lancioni a svariare alla ricerca di qualcuno li davanti che facesse qualcosa che non a quel disegno perfetto rasoterra che tracciava proiezioni geometriche avviluppanti e apparentemente sconclusionate ma ingannevoli per gli avversari come i quadri di Escher per la percezione sensoriale comune.

È però andata in onda una sfida avvincente, colpo su colpo, con una squadra specchio come quella dei viola che in estate aveva rappresentato per alcuni un termine di paragone.

Da questo confronto, oltre che il risultato, indubitabilmente il fatto più interessante, sono uscite altre cosette che meritano di essere sottolineate.

La prima: lodato sia chi ha lasciato Mutu e Vargas dove stanno. Non vogliamo certo paragonare il primo con il secondo, mai confrontare la seta con la lana, ma che le cose siano andate così, oggi come oggi, non ci deve dispiacere poi tanto.

La seconda invece sta in casa nostra ed sicuramente il partitone del roscio norvegese che è riuscito per la prima volta ad offrire un presidio continuativo della fascia sinistra. Gli ha detto anche male in qualche occasione ma oggi sembrava un giocatore vero e non il cugino sceso a Roma per visitare i manumenti. Al buon John Arne Riise ora manca solo di mostrare quelle saraghe fulminanti che tirava in Premier League per aiutarci a far corrispondere le tessere del mosaico dei ricordi con quelle oggi oramai scompaginate dei desideri.

La terza riguarda la difesa che è tornata imperiosa. Grande Filippo e bravo Juan, puntuale e preciso, checché ne dica l’ex arbitro Longhi in televisione.

La quarta, forse la più importante, è che oltre alla battuta Fiorentina, si cominciano a manifestare un congruo numero di cavalli di ritorno.

Tra tutti Udinese e Lazio, che sembra abbiamo fatto una sparata di inizio Campionato che una volta era appannaggio della modulazione delle neopromosse, mentre il Napoli si è difeso come ha potuto in quel di Milano e, nelle nostre opinioni, pensiamo che possa essere la reale avversaria se e quando riusciremo a portare a casa quel famoso quarto posto di cui abbiamo bisogno come l’aria per respirare.

Certo è che non eravamo partiti con queste idee e sarebbe stato curioso vedere cosa sarebbe accaduto se la porta scorrevole del destino avesse fatto entrare il rigore del Capitano nella finale di Supercoppa.

Ma la realtà oggi è questa e dobbiamo prenderla partita dopo partita, finale dopo finale.

In fin dei conti, nelle corse dei cavalli, l’handicap è assegnato a quelli più forti.

E l’aglietto, con l’olietto, è tanto consolatorio insieme allo spaghetto.

Ad maiora

Pedalare

Novembre 30, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

La ruota continua a girare, l’ingranaggio bloccato di inizio stagione sembra oliarsi di partita in partita. Via cosi, fino a raggiungere il pieno regime. Arrivare con i motori a tutta prima della sosta natalizia per sfruttarlial massimo con l’inizio dell’anno nuovo.

I giallorossi e i viola si sono dati battaglia a viso aperto, senza sconti e senza calcoli. Poco filtro a centrocampo per entrambe gli schieramenti e difese sottopressione.

Occasioni da una parte e dall’altra con i portieri protagonisti. Mutu si danna l’anima, ma non riuscirà a incidere più di tanto sul match, noi senza rimpianti lui chissà.

Il nuovo schema porta tante soluzioni davanti e qualche rischio dietro ma ci ha regalato una nuova Roma, sempre in partita, sempre viva.

All’intervallo sembra tutto in bilico, la bilancia rimane in equilibrio, nessuno riesce a farla pendere dalla sua parte. Ma l’aria degli spogliatoi fa bene più ai padroni di casa. Piano piano i giallorossi iniziano a mettere pesetto su pesetto e i piatti non sono più sulla stessa linea.

Totti guida i suoi compagni verso la vittoria, mettendoci testa e gambe e come al solito il gol. Sempre più decisivo, sempre più determinante, sempre il più bravo. Frey deve capitolare sul destro del capitano. Il portiere francese tira fuori una prestazione super che limita il passivo dei viola.

La Fiorentina ci prova a pareggiare, ma non ha più quelle occasioni pulite del primo tempo. Certo che l’uscita di Cassetti prima e quella di Mexes poi fanno crescere la paura della beffa finale.

Il raddoppio non arriva, vuoi per errori vuoi per sfortuna, vedi traversa colpita de Baptista. Si soffre, con gli ospiti che rinunciano alla manovra ricamata e cercano con insistenza l’area di rigore.

Fino alla fine con il cuore in gola, a pochi secondi dal termine la manona di Doni dice no ad un’altra Bologna. Sarebbe stata una mazzata tremenda. Invece questo tre punti sono benedetti e pesanti, nonché strameritati.

Lavorare e pedalare per ricucire gli strappi iniziali. Finche non saranno rattoppati quelli la vela non potrà mai gonfiarsi al massimo. Quindi maniche su e trottare.

petra@corederoma.it

Roma 1 - Fiorentina 0

Novembre 30, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

MARCATORE: Totti (14′ st).

ROMA (4-3-2-1): Doni; Cassetti (20′ st Cicinho), Mexes (30′ Loria), Juan, Riise; Taddei, De Rossi, Brighi; Baptista, Vucinic; Totti (43′ st Menez). (Artur, Perrotta, Virga, Montella). All.: Spalletti.
FIORENTINA (4-3-1-2): Frey; Zauri, Gamberini, Kroldrup, Vargas; Kuzmanovic (28′ st Almiron), Melo, Montolivo; Santana (16′ st Jovetic); Gilardino (31′ Pazzini), Mutu. (Storari, Da Costa, Pasqual, Osvaldo). All.: Prandelli.

ARBITRO: Tagliavento di Terni.
NOTE: spettatori: 37.500 (8.840 paganti) per 243.652 euro. Ammoniti: De Rossi, Mutu e Taddei per gioco scorretto, Melo per proteste. Angoli: 5-4 per la Roma. Recupero: 0 e 5′.

Roma 1 - Fiorentina 0… E mo saltate!

Novembre 30, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

Clicca per vedere il tabellino della partita

Convocazioni: Pizarro, Panucci e Tonetto out

Novembre 30, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

da asroma.it

14^ SERIE A TIM 2008/2009. AS ROMA-ACF FIORENTINA. Stadio Olimpico di Roma, Domenica 30 novembre 2008, ore 15.00. Arbitro: sig. Tagliavento.

A.S. Roma Artur
Baptista
Brighi
Cassetti
Cicinho
De Rossi
Juan
Loria
Marangon
Menez
Mexes
Montella
Perrotta
Riise
Taddei
Totti
Virga
Vucinic

Indisponibili: Aquilani, Okaka, Panucci, Pizarro, Bertagnoli, Tonetto.

Spalletti: contro la Fiorentina per avere delle conferme

Novembre 30, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

da lasignoraingiallorosso.it

Luciano SpallettiQueste le dichiarazioni rese in conferenza stampa da Luciano Spalletti alla vigilia di Roma-Fiorentina gara valevole per la quattordicesima giornata del campionato di Serie A:

Roma-Fiorentina match importante, di ricordi, ma soprattutto per confermare quanto la Roma sia tornata a livelli altissimi. “C’è bisogno di conferme e di conseguenza ora dobbiamo fare dei risultati straordinari per rimettersi in carreggiata per la ricerca del risultato di fine stagione”.

Match in ricordo di Mutu. Lo sblocco nel gioco della Roma, Mutu serviva così tanto? “Secondo me Mutu è un calciatore di valore assoluto. Questa trattativa, in quel momento li, era stata portata avanti da Pradè. Fu un’idea sua e la portò avanti lui, che io condividevo. Aveva definito l’operazione in maniera corretta. Quello che è importante è la programmazione al di la del valore di un calciatore singolo. La Roma può sopperire alla mancanza di un elemento grazie alla forza del gruppo. E’ sempre il progetto che conta ed adoperarsi di conseguenza per lavorare in maniera corretta”.

Nelle ultime quattro partite, le ha varato quattro centrocampisti diversi, con delle piccole differenze l’uno dall’altra… “Dobbiamo sempre valutare le caratteristiche dei calciatori. Rimane un punto fermo la difesa a quattro e di conseguenza si possono adoperare dei sistemi che abbiamo mostrato fino a questo momento, non archiviando del tutto il modulo precedente. Abbiamo dei calciatori in più, di diverse caratteristiche, e quello che stiamo facendo ora lo reputo corretto”.

Domani che Fiorentina si aspetta? Alla pari, ferita dopo la Champions? “Sarà sicuramente dispiaciuta per l’eliminazione alla Champions, ma io spero possa qualificarsi in Uefa. I viola hanno dimostrato di essere una gran bella squadra con Prandelli, arrivando in semifinale di Coppa Uefa, sono arrivati quarti e sarà ancor di più stimolata per la sconfitta nell’ultima partita”.

Lei dovrà contenere un po’ l’entusiasmo della squadra… “Secondo me è importante venir fuori dalle vittorie. Anche questo entusiasmo che c’è, lo trovo giusto, ma non deve essere eccessivo. I ragazzi sanno cosa devono fare. I calciatori si sono riappropriati della loro identità e sanno che devono ottenere risultati importanti. Dobbiamo evidenziare un buon calcio come nelle ultime partite”.

Deve migliorare di più la squadra secondo lei? “Può ancora migliorare. Quello che mi fa ben sperare per il futuro è la facilità di far viaggiare la palla che deve essere una caratteristica nostra”.

Brighi è la star del momento. I tifosi ed i critici dicevano che si poteva far giocare di più… “Mi sembra che Brighi abbia fatto una trentina di presenza, quindi è stato tenuto in considerazione. Anche se, per quello che sta facendo vedere ora, poteva essere usato di più Bisogna tenere presente anche quelli che sono stati i risultati della squadra. Io gestisco un gruppo e non faccio mai titolari e riserve. Brighi è un calciatore che ha giocato in diverse parti, sia in grandi squadre che in quelle meno blasonate. E’ ritornato alla grande con la Roma, ha perso la nazionale ma sono convinto che ci ritornerà. E’ un insistente. Qualcuno ha sostenuto che ha delle batterie che si ricaricano da sole, fa sempre tutto al massimo”.

Si potrebbe ritornare con un modulo all’antico? “Non credo. Dipende sempre da quello che mettiamo in campo, al di la dei moduli. I giocatori devono sapere che stanno facendo bene, che stanno facendo cose interessanti, e possono fare ancora meglio. E si è visto dai risultati. Sono cambiate le idee, la disponibilità alla corsa. Ho visto a Cluj molta corsa”.

Ieri due elementi importanti Juan, Tonetto e Panucci hanno riscontrato dei problemi. “Juan e Tonetto sono a disposizione. Panucci è da valutare”.

Pizarro? “Anche lui è da valutare”.

Rimanendo sulla difesa, eslcude che uno tra Riise e Cicinho possa andare via a gennaio? “La considerazione è totale per i miei giocatori. Non voglio parlare di mercato. Il gruppo è buono e me lo tengo”.

Il problema di Aquilani qual è? “Quando uno fa attività fisica di livello, è esposto a problemi. Bisognerà valutare in maniera più approfondita determinate situazioni”.

Ad oggi quanto rimarrà fermo Aquilani? “Non posso saperlo. Spero per poco perchè le sensazioni del ragazzo sono positive. L’ho visto sereno”.

Quando si ricercavano le cause della crisi della Roma, si escludeva il modulo. C’era anche questo o c’era dell’altro? “Molte cose hanno determinato la crisi della Roma. Ci sono state diverse problematiche. Sono cose che possono succedere in una squadra di calcio, come si vede anche all’estero in altri club. Probabilmente il momento di qualche calciatore, dal punto di vista psicofisico, non era ottimale”.

Uno dei problemi era quello della testa. Secondo lei conterà la voglia di riscatto della Fiorentina o il buon momento della Roma? “Io mi aspetto un’ulteriore prova della squadra. Mi dispiacerebbe se non fosse così. Io aspetto con fiducia l’esito della partita di domani”.

F.Cav.

Prandelli: a Roma una Fiorentina rabbiosa

Novembre 30, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

da ilromanista.it

Cesare Prandelli«È una Fiorentina più motivata e rabbiosa dopo l’eliminazione dalla Champions League. Vogliamo riprendere il cammino in campionato». Così Cesare Prandelli, tecnico dei viola, alla vigilia del match dell’Olimpico contro la Roma. Contro la squadra di Spalletti «sarà molto difficile, perchè loro hanno ritrovato continuità ed entusiasmo, hanno superato le difficoltà incontrate. Sarà dura ma è una partita da giocare con lo spirito giusto e con la voglia di mettere in difficoltà la Roma», afferma Prandelli, secondo il quale quella di domani non è una sfida per il quarto posto: «Noi non la vediamo così, anche se sicuramente può essere un esame importante per vedere quanto questa squadra vuole superare i propri limiti». La Fiorentina fa affidamento su Mutu: «Conoscendolo dico che nei momenti particolari dà sempre il meglio, sarà così anche questa volta. Ha cercato di recuperare dall’infortunio e per noi è importante. Mutu contro Totti? Quando le gare sono in equilibrio di solito decidono campioni come loro. Dobbiamo mettere Adrian in condizione di fare la differenza». Prandelli elogia anche il capitano della Roma: «Totti è un campione straordinario, uno dei pochi giocatori che determinano l’andamento di una gara. Dà tranquillità e sicurezza a tutti, gioca per la squadra e sa essere molto efficace». Prandelli non ha visto una Fiorentina scarica dopo il ko con il Lione: «In settimana ho avuto buone sensazioni e anche con il Lione abbiamo dimostrato di stare bene, dobbiamo però dare meno possibilità di ripartenze agli avversari».

Brighi: l’importante non è chi segna, ma che la squadra vinca

Novembre 29, 2008 pubblicato da: News Roma  
categoria AS Roma

da romanews.eu

Matteo BrighiL’uomo giallorosso del momento, Matteo Brighi, è stato intervistato dai microfoni di Radio Erredue:

Cluj. “E’ stata una vera notte da lupi, vedendo anche il clima che faceva. I tifosi che ci hanno seguito erano pochi ma ci hanno sostenuto per tutti e novanta i minuti. Fantastici!!”.

Ora si pensa a domani, partita fondamentale: “Dobbiamo assolutamente vincere per poter risalire la classifica. Meritiamo di stare nei primi posti della classifica e per far questo serve la continuità nei risultati”.

State vivendo un momento bellissimo come gruppo. “Io posso garantire che il gruppo è stato sempre unito, anche se da fuori dicevano e scrivevano il contrario. Ora, a differenza di prima, ci sono i risultati”.

Ci hai preso l’abitudine a segnare. “L’importante non è chi segna, ma che la squadra vinca. Io cerco di dare il mio apporto sempre quando vengo chiamato in causa, poi se segno meglio ancora”.

Due parole su Roma città? “All’inizio l’impatto è stato difficile perchè non ero abituato con la grande città. Ora però va benissimo. E’ una città bellissima che ha tutto e mi ci trovo davvero bene”.

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