Brighi: dobbiamo risalire la classifica
da forzaroma.info
E’ stato l’uomo copertina di questa settimana dopo la doppietta a Cluj e le ultime prestazioni in giallorosso. Matteo Brighi intervistato da a Sky pensa solo alla sfida di domenica contro la Fiorentina. “Dobbiamo risalire la classifica, quindi ogni partita che ci mette contro una squadra che ha più punti di noi, ci permette di accorciarla. Sarà importante continuare questa striscia positiva, per raggiungere il prima possibile le prime posizioni”.
A Parma hai avuto Prandelli come allenatore. Che ricordo hai di lui? “Ho un buonissimo ricordo, sia come uomo che come allenatore. Era uno che faceva sentire tutti importanti, pensava al bene del gruppo. Ricordi solo positivi”.
Qui a Roma chi si è opposto al tuo trasferimento è stato Spalletti. Lo sapevi? “Sì, lo sapevo. Con il mister ho parlato in quel periodo in cui di diceva che andavo via. La sua fiducia non l’ho mai sentita venire meno. Adesso sta a me”.
La fiducia dei tifosi è tanta. Ti hanno soprannominato Mattheus Brighi. “I tifosi sono importanti per noi. Ci hanno sostenuto anche nei periodi iniziali dove non stavamo andando bene. Speriamo di toglierci soddisfazioni insieme”.
Come stai vivendo questo periodo da grande protagonista? “Con molta serenità, come prima. Sapevo che prima o poi il lavoro avrebbe pagato. Stiamo raccogliendo i frutti, speriamo di continuare”.
Hai ricevuto gli elogi anche di Marcello Lippi. Ci pensi ad una convocazione in Nazionale? “Io continuo a lavorare per me e per la Roma. Il mister sa fare il suo lavoro e lo ha già dimostrato, sa cosa fare”.
La coppia De Rossi-Brighi è esportabile anche per l’Italia? “Con Daniele ho giocato in Under 21 tante volte insieme. E’ esportabile, però penso che chi veste la maglia azzurra in questo momento non abbia eguali”.
Fiorentina, Gamberini: a Roma sarà difficile, ma andremo là a giocarcela
da violaplanet.com
Periodo di forma non eccellente per Alessandro Gamberini che racconta le sue sensazioni a ventiquattro ore dalla partenza per Roma. La Fiorentina è reduce da due sconfitte consecutive in trasferta e i gigliati sono chiamati ad invertire il trend negativo; “Sarà una partita difficile quella di Roma ma in campionato stiamo facendo la nostra parte; conosciamo le loro qualità e adesso hanno anche ritrovato la buona forma dei loro giocatori più rappresentativi, noi andremo là a giocarcela. Le partite che abbiamo perso in trasferta se le analizziamo bene scopriamo che gli episodi e la sfortuna ci hanno impedito di fare punti, ce la siamo sempre giocata. L’obiettivo adesso è quello di crescere come gruppo e levarci delle soddisfazioni personali; sapevamo che la Champions sarebbe stata difficile perché per noi era la prima volta e perché abbiamo incontrato grandi squadre. Non abbiamo rimpianti perché abbiamo dato sempre il massimo, questa esperienza ci farà crescere. La Roma è una grande squadra e sono gli stessi da tanti anni, giocano a memoria in attacco e in difesa e davanti hanno giocatori che fanno la differenza. In questo periodo ci sono state cose che mi hanno dato fastidio ma non sul lato sportivo, sono nate leggende che mi vedevano essere diventato un pugile perché si diceva che facevo a botte con tutti. Mi sono preso un momento di tranquillità e adesso ho superato queste cose. Mi riferisco al litigio con Mutu, con Adrian siamo come fratelli e ci troviamo la sera a cena; le prime volte che giravano questi voci ci facevano ridere ma poi è una cosa durata troppo tempo, ci sono rimasto male perché non so da dove è nata. Dopo la partita contro la Lazio sono rimasto a parlare per rispetto dei giornalisti ma il mio sfogo non era riferito ai rapporti dei giocatori, perché lo spogliatoio non ha mai avuto problemi, bensì il mio discorso riguardava il fatto che abbiamo cambiato tanti giocatori e avevamo bisogno di tempo per amalgamarsi, era una cosa fisiologica. Anche da li però è nata un po’ di confusione e non era il momento giusto. Totti e Mutu sono due campioni; Francesco è il simbolo della Roma e affrontare la Roma senza di lui sarebbe stata un’altra partita. Adrian è la nostra arma in più ma tutti dovremo essere concentrati e determinati. Se a Lione vincevamo 1-2 e non trovavano quel gol fortunoso e se in casa con lo Steaua avevamo la fortuna di fare gol senza rubare niente si parlava di un altro girone. Noi abbiamo fatto il massimo e abbiamo dato tutto in questa Champions League. Io sono il primo ad ammettere che non ho una condizione fisica ottimale, non sono scuse il fatto che ho avuto due infortuni e ho sempre cercato di recuperare prima del dovuto; preferisco stringere i denti e dare il mio contributo alla causa; sicuramente voglio migliorare. Io di scontenti nello spogliatoio non ne vedo, vedo molta professionalità anche da parte di chi non gioca molto e il rapporto è sempre ottimo queste cose riguardano la società e chi decide di intraprendere altre strade. E’ un diritto del tifoso che viene a vederci esprimere un parere, personalmente penso che abbiamo dato tanto a Firenze e a questi colori; noi siamo stati bravi a cambiare i fischi in applausi a fine partita perché come diceva il mister dobbiamo essere noi a ricreare l’entusiasmo fra i tifosi. Questo fa parte del nostro lavoro, si passa da un estremo all’altro con facilità e penso che alcune volte dobbiamo tapparci le orecchie e dobbiamo mettere in campo l’impegno, la gente vuole soprattutto quello e la voglia di sacrificarsi. Questa voglia di sacrificio ce l’abbiamo tutti e l’abbiamo sempre avuta noi della Fiorentina. E’ normale che ci sia la voglia da parte di tutti di andare a Roma a fare risultato, penso che Santana ha espresso il suo parere ma è il pensiero di tutti che vogliamo andare a fare punti a Roma. Quest’anno per la prima volta abbiamo pareggiato con l’Inter e negli anni precedenti ci ha sempre dato problemi, questo fa parte del nostro merito. Con Santana esterno o trequartista non cambia tanto per noi, ogni modulo ha i suoi pregi e difetti ma la fase difensiva riguarda tutta la squadra e non solo i quattro difensori. Con il rombo Mario è il primo che pressa il portatore di palla e quindi ci dà una grande mano. I problemi extra campo di cui parlavo prima non hanno influito minimamente sulle partite, ci sono solo rimasto male per delle cattiverie gratuite. In questo momento voglio solo ritrovare la mia condizione migliore e non penso alla Nazionale, devo fare cure e terapie per stare bene”.
Alessandro Latini
Finale Champions League all’Olimpico: Uefa perplessa, poi tranquillizza
da ilmessaggero.it
Acque agitate per tutta la giornata intorno alla finale di Champions programmata a Roma, dopo che Giorgio Marchetti, direttore competizioni Uefa, aveva manifestato perplessità sulle dotazioni dello Stadio Olimpico. Perplessità fugate nel tardo pomeriggio da William Gaillard, capo della comunicazione dell’Uefa, dopo che si erano rincorse voci di un possibile campio di sede per la finale del 27 maggio.
Le parole di Giorgio Marchetti. Il direttore delle competizioni Uefa, aveva manifestato l’intenzione di vedere «uno stadio senza barriere e senza gabbia per i tifosi, come in tutti gli impianti in cui si è giocata la finale di Champions».
Roma deferita. A seguire era venuta la notizia del deferimento della Roma per «organizzazione insufficiente», in relazione agli scontri tra tifosi durante la partita con il Chelsea, quando è stato anche arrestato un tifoso italiano, e per l’accensione di fumogeni sugli spalti. Questo non è che l’ultimo di una lunga serie di episodi spiacevoli del tifo capitolino. Il caso verrà esaminato dalla commissione di controllo e disciplina dell’Uefa che si riunirà l’11 dicembre.
Albertini tranquillizza. Pronta la replica della Figc, tramite le parole del vicepresidente federale Demetrio Albertini: «La Federazione sta lavorando moltissimo sulla finale del 27 maggio, che si disputerà e sarà la più bella mai vista». Albertini ha spiegato il programma di avvicinamento alla finale: «Stiamo facendo gli adeguamenti per la sicurezza, a febbraio si apriranno le biglietterie ed è in programma un grande evento per l’arrivo a Roma della Coppa. Anche Platini (Presidente dell’Uefa) è soddisfatto». Infine il commento sulle barriere: «Esiste un vincolo dettato da un decreto ministeriale – spiega Albertini – È una legge dello stato su una materia molto delicata, quella della sicurezza».
William Gaillard chiarisce. Nel tardo pomeriggio il capo della comunicazione dell’Uefa ha definito «assurde e prive di fondamento» le voci di un cambio di sede. «Non so chi abbia messo in giro simili stupidaggini. La finale di Champions League si giocherà a Roma come previsto, senza ombra di dubbio. Secondo me si è creata una confusione fra due cose totalmente diverse – ha spiegato all’Ansa – È vero che è stata aperta una procedura disciplinare per la partita con il Chelsea, ma non c’entra assolutamente nulla con la finale. Infatti, l’ultimo atto della Champions League è organizzato dalla federazione italiana, non da un club». Gaillard ha anche precisdato che il deferimento della Roma è un atto di routine.
Capocciate Ar Muro: Si vince di nuovo!
Due vittorie lontane dalla Capitale e un pizzico di ottimismo torna ad albergare nel tifoso romanista. La Roma sembra essersi ritrovata con il nuovo modulo e le belle vittorie di Lecce (0-3) e Cluj (1-3). C’è ancora tanto da lavorare ma rispetto a poche settimane fa è davvero tutta un’altra storia.
Dopo la perentoria e sicura prestazione di Lecce, dove i salentini non sono mai stati fatti entrare in partita, Carlo rn. afferma che “sembra ci sia una trasformazione in atto” mentre Urfdt invita tutti a “volare bassi,che ancora ce n’è di strada da fare”.
Partita di una ipotetica svolta quella di Lecce a parere di ^Mr-Drakula^: “Questa, più del Derby, la considero la partita della possibile svolta. Oggi si è rivista una bella Roma, senza paure, senza timori, concentrata e determinata a far pesare sull’avversario la propria superiorità. Tutto ciò è successo e sono arrivati 3 gol, un discreto gioco e, soprattutto, zero rischi in difesa (a parte qualche passaggio avventuroso), con Doni praticamente inoperoso. Questa è la strada da seguire ma senza farsi prendere da facili entusiasmi. La classifica resta ancora “calda” e finchè non usciamo da li, vietato rialzare la testa”.
Dispensa “carezze” all’allenatore Romatto che ricorda i tantissimi punti lasciati per strada in questa prima travagliata parte di stagione: “Spalletti pezzente e idiota, la ROMA non poteva giocare in maniera diversa dal 4-2-3-1? Brighi non era INDISPENSABILE al fianco di DE ROSSI? BAPTISTA ERA UN ESTERNO? PERROTTA CENTRAVANTI?”.
La striscia positiva prosegue poi in Europa dove la Magica si è imposta sui rumeni del Cluj vendicando la pessima prova fornita in occasione della gara d’andata e, in virtù del risultato di Bordeaux – Chelsea, è addirittura balzata in testa al girone. Oramai solo un punto ci separa dagli ottavi di finale…
Gioia per la vittoria e rimpianto per i punti persi in passato per Orazio Pennacchioni: “Una bella Roma… certo, avesse cambiato modulo prima e messo Brighi quando doveva, a quest’ora…”
A questo rimpianto risponde però Elvis che giustamente scrive: “PENSIAMO A COSA SAREBBE POTUTO ACCADERE SE NON L’AVESSE FATTO, NON A COSA SAREBBE ACCADUTO SE L’AVESSE FATTO PRIMA…. ER BICCHIERE MEZZO PIENO, CAVOLO! E COMUNQUE CONSIDERA I RIENTRI DI ALCUNI GIOCATORI FONDAMENTALI”.
Insoddisfatto invece Gladiatore74 che si preoccupa del fatto che “tra il 2 a 0 e il 3 a 1 ho rivisto la roma de palermo, deconcentrata e senza cattiveria e ringraziamo come dice k1 gli happy sodi artrimenti stavamo a parla’ de n’antra partita”.
Diverse parole sono poi state giustamente spese su Matteo Brighi, autore di una doppietta nella terra dei vampiri ed efficace e fondamentale interprete del nuovo modulo scelto dalla squadra e dal mister per tentare la risalita in campionato e in coppa.
Spende parecchi elogi in merito Puffox, che dedica anche due parole a Perrotta: “Sono contentissimo per Brighi e ieri avevo detto spero che stasera segna lui… Ne ha fatti due quasi tre perchè c’era pure er rigore. So’ contento pure pe’ Perrotta, un giocatore a cui semo sempre boni a rompeje er cazzo ma quanno c’è da raspà nun s’è mai tirato indietro anzi è sempre er primo, sul gol de Brighi ha fatto una gran cosa dal movimento in verticale c’ha creduto fino all’urtimo e ha messo un pallone d’oro pe’ Brighi”.
Su Brighi va più cauto I23FILA43 che propone una diversa chiave di lettura: “E’ sicuro che il contributo che sta dando sia decisivo, ma lo è più dal punto di vista tattico (non subiamo più la cronica inferiorità numerica a centrocampo) che su quello strettamente tecnico. Attraversa un buon momento, era così da inizio stagione e andava utilizzato esattamente come adesso. Per me l’elemento decisivo è la ritrovata salute del Capitano: con lui la palla resta su, poi corre e segna. Senza di lui la Roma vale la metà. Ma con un giocatore così, sarebbe lo stesso per qualsiasi altra squadra”.
Ma tutto sommato ancora non si è fatto nulla e la strada da percorrere è ancora lunga. Scrive bene Marforio: “Un passo alla volta. Senza montasse la testa. Lavorare”. E mò sotto coi viola!
Daje Roma Daje!!!
5 giorni di riposo assoluto per Aquilani
da lasignoraingiallorosso.it
Cinque giorni di riposo assoluto: questa la prima precauzione che dovrà osservare Alberto Aquilani, dopo la lesione muscolare al quadricipite destro, riportata nel corso dell’allenamento di rifinitura prima della gara giocata con il Cluj. La prossima settimana, tra martedì e mercoledì, il centrocampista di Montesacro effettuerà una nuova risonanza magnetica per verificare l’entità dell’infortunio e programmare i tempi di recupero.
Pantaleo Corvino: troveremo una Roma molto motivata
da romanews.eu
Il dg della Fiorentina Pantaleo Corvino a Radio Radio ha parlato dell’eliminazione in Champions League dei viola e della prossima sfida contro la Roma all’Olimpico.
Roma-Fiorentina sarà una partita decisiva, se la Roma vuole risalire deve vincere. Dopo l’eliminazione il vostro sarà un contraccolpo positivo o negativo per voi? “Io credo che noi pur essendo a dicembre, dopo essere partiti quest’estate, aver fatto il preliminare, siamo a un punto dal quarto posto. Solo un punto dietro a squadre indicate come grandi rivelazioni. Il nostro valore è inalterato, la partita di Roma è importante soprattutto per loro. La Roma sa che la partita è decisiva, La Fiorentina deve leccarsi le ferite, non assaporare il gusto amaro dell’eliminazione e deve andare con il piglio di chi lotta per il quarto posto. Non dobbiamo sbagliare nulla contro una Roma che avrà grandi motivazioni e che sa che non deve sbagliare dopo la vittoria in Champions”.
Uno tra Pazzini, Osvaldo, Papa Waigo potrebbe partire? “Per tanti motivi, tra preliminare girone e campionato, abbiamo tenuto una rosa molto larga. Dovevamo vivere un’avventura così, l’abbiamo vissuta in maniera logica. Ora il mercato si riaprirà, potrebbe andare via chi non ha avuto lo spazio che merita o che sperava. Noi metteremo un paio di giocatori sul mercato”.
Nel rendimento di Mutu, entra anche la delusione per non essere venuto a Roma? “No, tutti sanno che il ragazzo ha avuto uno stiramento che lo ha tenuto lontano dal campo per recuperare. Non c’entra nulla la Roma”.
Fiorentina eterna incompiuta. Da che dipende? “Il salto la Fiorentina l’ha fatto, anzi, lo ha fatto troppo lungo. quattro anni fa venendo dalla B si salvò all’ultima, ora è arrivata un anno prima della Roma e due del Milan. Certo, non possiamo pensare di essere sopra le grandi, ma i risultati dimostrano che abbiamo fatto cose grandissime, non è facile fatturare 70 milioni e lottare con chi ne fattura 300. Forse più su non si può andare, o ci puoi andare passando per campionati in sordina. Invece noi siamo arrivati due anni terzi e due anni quarti, e questo dimostra che il salto c’è stato”.
C’è il rischio che possa deflagrare l’ambiente per la delusione? “Prevenendo queste considerazioni, quest’estate dissi che questa deve essere per tutti, dai tifosi alla stampa per il tecnico e la squadra, la stagione di una laurea importante. Ci sono annate in cui magari non ottieni nulla ma possono servire per far capire dove si sbaglia e far capire che la laurea l’abbiamo resa. In quattro anni, pur facendo quello che abbiamo fatto, non si è capito che abbiamo fatto cose immense, siamo arrivati due anni prima del Milan e due prima della Roma. Noi sono quattro anni che cerchiamo di far diventare la Fiorentina una grande squadra oltre che una grande società con grandi tifosi”.
Rimpiange i venti milioni di mancato incasso per la cessione di Mutu? La Roma può tornare in corsa per il quarto posto? “La Roma può rientrare, deve recuperare una gara, diciamo che ha le condizioni. Ha una gara difficile contro di noi che non dobbiamo sbagliare nulla per contrapporci al loro entusiasmo. Hanno un grande organico, credo che possano rientrare in corsa. Per il passato io non rimpiango nulla, mi guardo avanti, non dietro”.
Cosa temete e cosa vi preoccupa meno della Roma? “Ogni squadra ha tanti pregi, soprattutto le squadre di vertice. La Roma sa i nostri pregi e i nostri difetti, siamo giovani, freschi, forti, ma abbiamo i nostri difetti. Noi anche conosciamo i loro pregi e i loro difetti. Toccherà agli allenatori che sono bravi trovare i punti deboli”.
Vucinic le fa paura? “A me tutti gli ex fanno paura, mi segnano sempre”.
Toni fu ceduto dopo essere stato trattenuto. La Roma potrebbe sperare in qualcosa di simile per Mutu? “Penseremo al futuro quando sarà il momento”.
Il treno passa una volta e basta. È d’accordo? “Del passato non mi piace parlare. Non voglio essere di circostanza, sono sincero. Voglio pensare alla nostra avventura Champions dove rimpiangiamo qualche occasione perduta, ma abbiamo dimostrato anche quest’anno di poter stare nell’Europa che conta. Mi fa pensare che siamo a un punto dal quarto posto, delle prossime sei gare ne abbiamo quattro fuori. Dobbiamo rimanere in queste posizioni per poi sprintare e fare il solito grande campionato”.
Fiorentina, Santana: a Roma dobbiamo vincere
da lasignoraingiallorosso.it
Le dichiarazioni dell`esterno della Fiorentina, Mario Alberto Santana, a pochi giorni dalla sfida contro la Roma:
“A Roma dobbiamo fare risultato, c`è poco da pensare. Vogliamo vincere. Chi mi preoccupa di più dei giallorossi? Tutti. Stanno tornando su buoni livelli e poi hanno Totti che può far male sempre. Dobbiamo andare a Roma come a Palermo, con la voglia di vincere una partita importante. Sicuramente c`è l`impegno giusto per andare là e vincere. Non vogliamo pareggiare a Roma, vogliamo i tre punti. Ce la giocheremo, l`abbiamo sempre fatto. Lione? Abbiamo trovato una squadra molto forte. Comunque abbiamo dato tutto e ci siamo guadagnati tante occasioni che poi non abbiamo sfruttato. Ognuno di noi ha dato il massimo per vincere anche se non ci siamo riusciti. Dobbiamo stare tranquilli perchè abbiamo dimostrato alla gente che non siamo poi molto inferiori a loro. Rimpianti ce ne sono. Penso però che questa esperienza sia stata positiva al di là dei risultati. Siamo andati a giocare contro grandi squadre, dimostrando di potercela giocare. I risultati non ci hanno dato ragione, ma abbiamo dimostrato che ci possiamo stare. Con squadre come la Roma, psicologicamente non devi fare molto per preparare la gara. È sempre bello giocare all`Olimpico. Domenica dovremo essere cattivi. Il 4-4-2 a rombo? Sicuramente sta facendo bene anche con questa disposizione tattica. Non credo che ci siano grosse differenze tattiche. Credo che la Roma sia tornata forte con il ritorno a certi livelli di alcuni giocatori. Julio Baptista? È un giocatore molto forte. La Coppa Uefa? Non ci penso. Adesso c`è da preparare la gara con la Roma”.
Brighi, decisivo per la rinascita della squadra
novembre 28, 2008 pubblicato da: News Roma
categoria In primo piano
Entrato a causa degli infortuni che hanno travolto la Roma, Matteo Brighi si è rivelato decisivo per la rinascita della squadra.
Tutti pazzi per Brighi. I tifosi naturalmente, di cui sta diventando uno dei beniamini, ma anche Luciano Spalletti che, nel dopogara di Cluj, non ha lesinato complimenti per quello che può essere considerato il vero volto nuovo della Roma versione 2008/09. L’eroe di Cluj sembrava quasi stupito di quanto gli stesse accadendo nel freddo polare della Transilvania. Due gol nella stessa partita Brighi non li aveva mai fatti. Due gol sul palcoscenico della Champions League probabilmente non li aveva sognati neanche nei sogni più belli. «Hai visto che ora segno anche?» Il testo, quasi sorpreso, dell’sms mandato in nottata da Cluj al proprio agente Vanni Puzzolo.
Eppure Brighi ancora una volta ha dimostrato di essere uno dei pochi insostituibili di questa Roma formato 4-3-1-2. Insostituibile per un momento di forma fisica scintillante, ma anche per le capacità di interpretazione di un ruolo, quello di esterno del rombo, che anche se non è il suo naturale, ne sta esaltando le caratteristiche. In quella posizione, infatti, Brighi si sta scoprendo non solo un centrocampista di fatica, ma anche uno straordinario incursore. E i due gol, più il secondo del primo, sono anche segno di una qualità che in pochi riconoscevano al giocatore. Stop di sinistro e tiro immediato di destro. Una rete non banale arrivata dopo un’ora e tre minuti di corse in lungo e in largo per il campo, di contrasti con gli avversari, di un’applicazione tattica fuori dal comune.
E allora via con i paragoni. Il Brighi di Cluj ha ricordato per certi versi il miglior Perrotta, un altro giocatore che in Romania ha dimostrato di potersi adattare perfettamente al nuovo modulo, anzi di poter ricoprire più di un ruolo nel centrocampo di Spalletti: trequartista, ma anche esterno destro al posto di Taddei. Quello più ricorrente però per Brighi è il paragone con Tommasi. «E’ un onore per lui essere paragonato a Damiano – ha detto l’agente – ma anche Tonetto può essere accostato a Matteo. Sia Tommasi che Tonetto sono giocatori arrivati a Roma con grande umiltà e si sono guadagnati un posto da titolare sia nella Roma che in Nazionale». E il ritorno in azzurro, dopo aver vinto da capitano un Europeo Under 21, è uno degli obiettivi di questo nuovo, incontenibile, Brighi.
(Fonte:R.Loria,leggo.it)
Migliora Pizarro, si ferma Aquilani
novembre 28, 2008 pubblicato da: News Roma
categoria In primo piano
ROMA – Niente tifosi, né striscioni fuori dai cancelli di Trigoria. Tutta colpa dell’improvviso cambio di programma deciso dai giocatori che, pur essendo rientrati a notte fonda dal gelo di Cluj, hanno chiesto espressamente a Spalletti di allenarsi al mattino anziché, come da programma, alle 15. Uno Spalletti che, tra l’altro, durante il volo di ritorno dalla Transilvania ha avuto modo di rivedere il match con i rumeni sul proprio pc portatile. Chi è sceso in campo a Cluj ha svolto la classica seduta defaticante del giorno dopo; lavoro completo per il resto del gruppo.
La notizia, positiva, sono i rientri di Panucci e Cicinho. Il primo ha smaltito i problemi di tendinite al ginocchio, mentre il brasiliano ha sfebbrato. Mattinata a Villa Stuart, invece, per Alberto Aquilani: gli accertamenti hanno evidenziato una "soffusione nel contesto del vasto mediale del quadricipite destro", che di fatto mette fuori uso il centrocampista per la gara con la Fiorentina. Migliora Pizarro, che si è limitato a qualche giro di campo, ma che a tratti ha provato a forzare i ritmi per verificare le condizioni del suo ginocchio destro.
Simpatico siparietto al termine dell’allenamento, con Riise che si è trattenuto sul campo per effettuare delle ripetute sui cento metri. Spalla a spalla con il norvegese, un infaticabile Luciano Spalletti.
(Fonte:Marco Calabresi,leggo.it)


