Asicurazione, casalinghe e colf fino al 1 febbraio
gennaio 27, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
C’è tempo fino al 1 febbraio, (visto che il 31 gennaio è festivo) per versare la quota annuale per l’assicurazione Inail contro gli infortuni domestici, che tutela chi svolge lavoro entro le mura di casa in maniera abituale, esclusiva e gratuita. Possono essere coperti dalla polizza anche i pensionati che non hanno superato i 65 anni e coloro che sono in mobilità o cassa integrazione. Per iscriversi la prima volta basta ritirare il bollettino di pagamento presso gli Uffici Postali, le Sedi Inail e le Associazioni di categoria. Una volta compilato, si paga alla Posta o allo sportello bancario, dove però la commissione è più salata. Il prezzo è di 12,91 euro, detraibile al 50 per cento, e si può pagare anche online sul sito dell’Inail. Senza accesso alle notizie Secondo le cifre fornite da Federcasalinghe sono 2 milioni le donne che usufruiscono della polizza. Numero che aumenta, di poco, se consideriamo anche gli uomini. Gli ultimi dati Inail dicono che sono 22.600 i “c asalinghi ”, l’1% di coloro che hanno sottoscritto la polizza. Che è obbligatoria ma conta circa 3 milioni di persone ancora fuori tutela. «La legge – spiega la presidente di Federcasalinghe Federica Rossi Gasparrini – prevede l’iscrizione gratuita per chi ha reddito minimo. Sono loro le persone più esposte ai rischi di infortuni domestici. E sono proprio loro quelle che non riusciamo a raggiungere. Sono circa un milione e mezzo e della polizza avrebbero tanto bisogno». Un problema essenzialmente di informazione, secondo l’associazione di categoria. Informazione che deve essere accessibile al massimo grado per raggiungere donne che spesso non hanno livello di istruzione sufficiente a comprare il giornale. La soluzione a portata di mano è la tv. «Ma la Rai dedica tante ore agli show sulla cucina e poco e niente alla sicurezza in casa. Se vuole comunicare sulla polizza l’Inail deve comprare spazi pubblicitari». Eppure è dimostrato che gli incidenti domestici sono frutto di comportamenti sbagliati spesso inconsapevoli. Conun costo sulla collettività e sul sistema sanitario nazionale. «Ci sono 3 milioni e 800mila incidenti domestici all’anno che vedono coinvolte persone – riprende Gasparrini – quelli che richiedono il ricovero stanno diminuendo grazie alle campagne informative. E perché la le case sono più sicure di qualche anno fa».
Baciami ancora dieci anni dopo
gennaio 27, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
Che L’ultimo bacio non sarebbe stato proprio l’ultimo lo sapevamo da tempo. Che, però, in Baciami ancora trovassimo gli stessi protagonisti poco maturati e molto più complessati di prima non era scontato. E invece il sequel del fortunato generation-movie che ha portato il nome di Gabriele Muccino alla ribalta (prima ancora della trasvolata hollywoodiana e dell’adozione artistica di Will Smith, con cui ha girato la Ricerca della Felicità e Sette Anime), ci presenta i personaggi tanto amati 10 anni fa leggermente diversi fuori (su tutti, un Paolo/Pasotti uscito di carcere, con inguardabile parrucchino), più tormentati dentro. La storia ce la racconta il solito dongiovanni Carlo/Stefano Accorsi, che dopo essersi divorziato da Giulia (la Mezzogiorno, ora sostituita dalla Puccini e la differenza si nota) si tuffa fra le braccia di mille amanti, l’ultima è una Martina Stella versione mora (Francesca Valtorta). Anche se hanno una bimba, Sveva, Giulia si è rifatta una vita con la new entry Adriano Giannini. Santamaria e Impacciatore sono un’instabile coppia sulla crisi di nervi, idem Favino e Piazza, l’uno geloso marcio, l’altra alla disperata ricerca di una gravidanza. Fra loro si metterà un’altra new entry, Primo Reggiani (ma il cast è impreziosito anche dalla Bruni Tedeschi), mentre Cocci farà una scelta di vita (e di fuga) estrema. Questa in breve la trama, attraversata da intrecci passionali, corna, tormenti esistenziali e infinite scene madri. «Se gli uomini del film sono disperati – scherza Favino, riferendosi alla descrizione di quarantenni esauriti, mammoni, eterni ragazzini – le donne non stanno meglio». Il femminile secondo Muccino è, in effetti, un misto di fragilità, instabilità (senti)mentale, nevrosi pre e post maternità. In sintesi: un mistero, lo ammette il regista stesso: «Faccio grande fatica a comprendere il misterioso fascino delle donne, creature che spesso noi uomini per capire ci riuniamo in gruppo». Donne-Sfingi, uomini “disorientati” e bambini vittime di errori non loro, questa l’attualità fotografata nel film, dal budget sostanzioso (8 milioni e mezzo di euro) che dal 29 verrà distribuito da Fandango in più di 600 sale, di cui 7 sottotitolate per non udenti, sparse in tutto lo Stivale. Ma «non è un film sui 40enni, così come allora non era sui 30enni: non sono uno che si mette in cattedra e parla di generazioni – chiarisce Muccino -. Dal mio orizzonte limitato vedo rapporti di coppia nevrotizzati dalle tensioni sociali. Non ci sono mai state tante famiglie separate come in questo tempo, è un fenomeno nuovo di cui come padre e cineasta sento la responsabilità: dobbiamo fare i conti con questo collasso familiare». Collasso qui raccontato attraverso scenate isteriche e urla a non finire, ecco perché gli attori diretti da Muccino, felici di rincontrarsi dopo anni, sono provati: se la Puccini dice di aver fatto flessioni prima di una scena (e aggiunge: «È un regista che ti sfinisce, chiede tanto e vuole che l’emozione sia estrema. Recitare con lui è un salto nel buio») e Giannini parla del suo «effetto pitbull, respira con te», Santamaria e Accorsi confessano di esser stati schiaffeggiati. «A volte devi picchiarli, altre parlare sotto voce per farli concentrare», ammette il regista. Insomma: botte, ciak, azione.
Caos Juve: Ferrara “congelato”
gennaio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
(Leggo.it) Tutti lo sanno, ma nessuno lo dice ufficialmente: Ciro Ferrara è già un ex. Eppure giovedì potrebbe sfidare José Mourinho nel quarto di finale in coppa Italia. Una situazione poco paradossale: il tecnico napoletano salterà anche in caso di vittoria contro l’eterno rivale nerazzurro. La proprietà juventina ieri ha recapitato un messaggio preciso: «Bisogna scegliere in un senso o nell’altro». Urge un traghettatore oppure un nuovo allenatore per un progetto a lunga scadenza. Un altro. L’entourage di John Elkann smentisce qualsiasi tipo di problema tra l’azionista di riferimento e i dirigenti bianconeri. Tradotto: il management juventino rimane sotto stretta osservazione, e potrebbe essere presto ridimensionato, ma almeno sono state sciolte le ultime resistenze di Jean-Claude Blanc sull’esonero di Ferrara. La Juve cerca il quarantunesimo allenatore della sua storia, il quinto in quattro anni di gestione del manager francese. Un piccolo record nella ultracentenaria vicenda juventina. Idee? Poche e molto confuse: nonostante la crisi si perpetui dalla fine di ottobre, la Juve non ha ancora delineato un piano B. Incassati i “no” dagli ex Zoff e Trapattoni, restano percorribili le strade che portano a Sacchi e Gentile. Scartato Vialli. Nomi buoni per tenere in caldo il futuro piano Lippi, con Mazzarri o Allegri alla lavagna. Suscita meno entusiasmo l’ipotesi Carrera, attuale responsabile del settore giovanile juventino: il suo profilo è troppo simile a quello di Ferrara. Parallelamente alle soluzioni-tampone, reggono le candidature prestigiosi di Guus Hiddink (ieri rilanciato in Russia in quota Juve) e ora soprattutto Rafa Benitez. «Ha altri quattro anni di contratto – spiega l’agente dello spagnolo – nessuno sa cosa accadrà nei prossimi cinque mesi, nel calcio tutto muta molto rapidamente». Quasi impossibile una soluzione rapida, il dispendioso matrimonio tra la Signora e Benitez potrebbe essere celebrato in estate.
Veleno-Inter contro il “Palazzo”
gennaio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
(Leggo.it) Inter, la rabbia dopo l’esaltazione. Più delle magie di Milito, al 13° centro in campionato, e di Pandev, al secondo gol consecutivo in nerazzurro, delle parate della saracinesca Julio Cesar e della solidità del duo Lucio-Samuel e di capitan Zanetti, in casa nerazzurra, all’indomani del derby stravinto, a tenere banco è ancora la polemica sulla “longa manus” dei nemici. Una miccia innescata nel post partita da un furioso Mourinho, autentico trionfatore della super-sfida della Madonnina, per l’operato dell’arbitro Rocchi e ieri bacchettato dal vice presidente della Figc nonché ex milanista, Demetrio Albertini. «Si sta facendo di tutto per riaprire il campionato in una maniera non completamente leale e sportiva – ha rincarato la dose l’ad nerazzurro Ernesto Paolillo -. Derby fantastico: i ragazzi hanno vinto contro tutto e tutti. Perché che qualcosa non vada, mi sembra evidente». Al di là della direzione arbitrale di Rocchi nel derby, pessima per Moratti e decisamente insufficiente per gli addetti ai lavori, «le cose che non vanno sono infatti tante – ha proseguito Paolillo -, a partire dagli spostamenti di Fiorentina-Milan. Per un recupero ci deve essere una data certa, altrimenti si falsa il campionato. Poi ricordo la mancata espulsione di Bonucci in Bari-Inter e l’ammonizione ingiusta di Lucio nel derby. C’è, insomma, aria di voler riaprire il campionato. Non parlo di congiura premeditata, ma sono arrabbiato soprattutto per quello che è successo in Lega: è lì che vedo mancanza di rispetto». Più morbido, ma in sintonia con la linea dura della società, anche Javier Zanetti, che non crede al complotto: «Ma chiediamo semplicemente di tenere gli occhi aperti. Dopo quello che è successo nelle ultime partite, é giusto che la società si faccia sentire…». Le polemiche non hanno però attenuato la felicità per il 2-0 ai cugini. «Un grande segnale alla concorrenza. Il Milan ha ha trovato un’Inter che ha avuto un grandissimo approccio fin dall’inizio – ha proseguito il capitano -. E’ stato uno dei derby più belli ed intensi di sempre». E ora sotto con la Juve, nei quarti di Coppa Italia di giovedì al Meazza.
Roma, curva pericolosa
gennaio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria In primo piano
(Leggo.it) Coppa Italia. Stasera i quarti col Catania, Ranieri lascia a riposo Totti e Vucinic, ripesca Okaka e avverte la squadra «Attenzione a non sbandare». Il cartello stradale lo mette Ranieri nel bel mezzo del curvone percorso a tutta velocità dalla sua Roma che non conosce sconfitta da 15 partite consecutive. Sulla strada che porta alla semifinale di Coppa Italia arriva stasera il rigenerato Catania di Mihajlovic. «Sarà una gara difficile. Il Catania attraversa il più bel momento della sua stagione, va a mille all’ora e ci vorrà una grande Roma», ha detto ieri il tecnico. Oltre al momento di forma dei siciliani (che faranno a meno di Mascara e Martinez) a preoccupare Ranieri c è anche la grana-infortuni. Se appena 3 giorni fa c’era l’imbarazzo della scelta in attacco, stasera l’imbarazzo nasce proprio dalla mancanza di punte. Oltre a Toni e Baptista, saranno infatti assenti anche Totti e Vucinic: «Di Francesco lo sapevo, per questo non lo volevo far giocare a Torino. Vucinic ha preso un po’ di botte e deve recuperare». A guidare l’attacco giallorosso ci sarà quindi Okaka che sembrava dover approdare al Fulham da un momento all’altro e che ora resta l’unica punta abile e arruolabile nella rosa giallorossa. Dietro di lui verrà data un’altra chance a Menez. «Se torna a fare il Menez non ci saranno problemi», si è augurato Ranieri, che concederà un turno di riposo anche a Juan. Al suo posto tornerà finalmente Mexes davanti a Doni e al fianco di Burdisso. Pochi dubbi anche sulla fascia destra. Ranieri ha scaricato quasi ufficialmente Marco Motta, convocato ma ormai prossimo al trasferimento al Manchester City. «E’ una questione numerica. Tre esterni di destra sono troppi», ha risposto Ranieri a chi gli domandava se non fosse un rischio mandare via l’unico, vero sostituto (per qualità e caratteristiche) del 33enne Cassetti, vista anche la scarsa considerazione per Cicinho. Poi il tecnico è tornato sulla vittoriosa trasferta di Torino: «La vittoria è bella, ha sempre un buon sapore». E quando gli si chiede il perché del mancato saluto ai dirigenti bianconeri, Ranieri risponde con una battuta: «Non li ho incontrati per questo non li ho salutati, magari non ho fatto molto per far avvenire questo incontro». Il tecnico si è soffermato infine sugli insulti ricevuti da Totti: «Ci sono gli insulti a prescindere dal colore della pelle. Totti ha ragione, però vedo che più lo insultano più lui si carica».
Toni potrebbe rientrare il 7 marzo col Milan
gennaio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria In primo piano
Parziale rottura della giunziale muscolare e lacerazione di 15 mm. al terzo discale del gastrocnemio: in poche parole lesione di primo grado al polpaccio che vuol dire un mese e mezzo di stop. Questo l’esito ufficiale della risonanza magnetica effettuata ieri al Gemelli da Luca Toni. Il bomber modenese è arrivato intorno alle 12,30 in stampelle e ha lasciato il policlinico due ore dopo con il volto decisamente più disteso. La prima, veloce diagnosi dei medici giallorossi parlava appunto di lesione ma era da valutare il grado di gravità della stessa. «Mi dà tanto fastidio dovermi fermare proprio ora, ma tornerò presto e più carico di prima», ha dichiarato Toni all’uscita del Gemelli. L’attaccante 32enne già prima della partita con la Juventus soffriva di un leggero affaticamento al polpaccio. «Nessun recupero affrettato – ha però tenuto a precisare Toni – l’infortunio non si poteva evitare». Difficile ora stabilire una precisa data per il rientro di Toni che tornerà ad allenarsi a fine febbraio per poi sperare di tornare a disposizione entro il 7 marzo contro il Milan. Fugace apparizione al Gemelli anche per Vucinic che ha accusato una forte contusione. Per lui 2 giorni di riposo e rientro probabile con il Siena. (Leggo.it)
Palermo, Hernandez esordio da titolare e due gol
gennaio 25, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
Deve ancora compiere vent’anni e, fino a ieri pomeriggio, non aveva mai giocato una partita da titolare in Serie A. Abel Hernandez, uruguayano, nel primo tempo al Barbera di Palermo ha fatto impazzire la difesa della Fiorentina e, al netto degli immancabili miracoli di Sebastien Frey, ha deciso la gara con la sua doppietta. Il primo gol di pura rapina, tap-in di testa dopo la traversa colpita da Miccoli, il secondo con un tiro preciso dopo corsa solitaria in contropiede. Il tutto in meno di 9 minuti. L’esordio dal 1’ di Hernandez per sostituire Cavani entra dunque nella lista delle mosse azzeccate di Delio Rossi.
Samp fuori dal purgatorio, Udinese di nuovo battuta
gennaio 25, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
Sia Udinese che Sampdoria sono vicine all’ultima spiaggia: alla fine solo la squadra di Del Neri può festeggiare tornando alla vittoria (3-2) che mancava da quasi due mesi, una vittoria ottenuta senza Cassano. Eppure il primo tempo vede partire più forte la squadra di casa, che è già in vantaggio al 7’ con un calcio di rigore, netto, guadagnato da Sanchez e trasformato da Di Natale. La Samp pareggia, altro rigore trasformato da Pazzini, ma poi i padroni di casa chiudono la frazione in vantaggio, con un bel diagonale di Isla. Nella ripresa l’Udinese lascia sempre più terreno e la Samp segna con Pozzi e Semioli. L’Udinese recrimina per un rigore non concesso nel finale. E ora Cassano? Del Neri non si sbilancia: «Quando torna non lo so, è un giocatore come gli altri e non ha il posto fisso».
Horror fatto in casa, incassi da paura
gennaio 25, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
Un film che costa 15.000 dollari e incassa 108 milioni: per l’industria del cinema l’horror Paranormal Activity, in Italia dal 5 febbraio, è già l’affare del secolo. Distribuito inizialmente in poche sale, in America ha guadagnato 7mila volte più del suo costo iniziale conquistando il titolo di film più remunerativo nella storia del cinema. Un record incredibile soprattutto perché a girarlo è stato un perfetto sconosciuto alla prima regia, l’esperto di videogame Oren Peli, e a recitarlo due attori esordienti, i texani Katie Featherston e Micah Sloat, fidanzata e migliore amico del regista. Il motivo del successo è semplice: senza bisogno di effetti speciali alla Avatar, il film funziona e fa paura. Nato da un’esperienza realmente accaduta a Peli, Paranormal Activity è stato girato in sette giorni all’interno dell’appartamento del regista, che per un anno ha lavorato (e vissuto) là dentro per rendere la location abbastanza spaventosa per le riprese: «Volevo raggiungere il realismo più estremo dell’ambiente perché non ho puntato sugli effetti speciali o sul sangue, ma su una storia credibile. E ho raccontato un incubo che mi riguarda direttamente, cioè la paura di un’entità demoniaca che agisce di notte quando non puoi far nulla per difenderti». Gli attori, che per meno di 500 dollari hanno accettato di chiudersi giorno e notte tra quelle quattro mura con il solo regista dietro alla macchina da presa, hanno recitato senza copione: un metodo già sperimentato in The Blair Witch Project che di fatto garantisce il realismo delle loro reazioni. E anche se le urla di terrore nel film sono tutte vere, lo sforzo della troupe è stato premiato: per i due attori si sono aperte le porte di Hollywood, mentre Peli (atteso a Roma la prossima settimana) è già al lavoro sul fantascientifico Area 51. Quanto al film, l’indispensabile sequel è già in cantiere: si chiamerà Paranormal Activity 2, uscirà a ottobre e sarà girato da un esperto del settore, il papà di Saw VI Kevin Greutert. (leggo.it)


