L’Inter è assediata, Milan e Roma pronte alla rimonta
Febbraio 28, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Il Corriere della Sera - Il momento è solenne e l’importante è fare gruppo. Così sono scattati il silenzio stampa e la precettazione collettiva per la trasferta di Udine: arruolati anche gli squalificati e gli invalidi. Josè Mourinho, squalificato pure lui, ha reagito a modo suo alle turbolenze della partita con la Samp. Al di là del fantacalcio e dei complotti veri o presunti, l’Inter in campionato ha perduto un po’ di brillantezza ed è come quello in fuga solitaria nel tappone del Giro d’Italia che ad un certo punto si accorge di essere tallonato da un paio di inseguitori. I nerazzurri hanno pareggiato le ultime 3 partite e nel 2010 hanno vinto soltanto la metà delle 8 gare giocate. In totale fanno 16 punti e oggi a Udine, contro avversari sull’orlo di una crisi di nervi come dimostra lo schizofrenico balletto in panchina (Marino-De Biasi-Marino), si troveranno a rattoppare una formazione in cui, tanto per dare l’idea dell’emergenza, Thiago Motta potrebbe addirittura fare il libero. Le assenze di Cordoba, Samuel, Cambiasso e Muntari sono macigni, anche se tutto si può dire di Mourinho tranne che non abbia saputo infondere carattere alla sua squadra: quando hanno l’acqua alla gola, i campioni d’Italia reagiscono come un serpente a sonagli. Leonardo invece non è in silenzio stampa e ieri ha estratto dal repertorio di quel fuoriclasse che è stato una serie di concetti che noi in Italia non ne vogliamo sapere di metabolizzare: «Nessuno vince un campionato perché ha avuto un episodio arbitrale a favore: chi vince lo merita perché è stato costante. Per questo non riesco a dare peso importante ad episodi specifici» ha infatti affermato. Niente da fare: noi non riusciamo a convincerci che l’arbitro faccia parte del gioco e non si riesce a capire perché un attaccante possa sbagliare un gol a porta vuota senza che nessuno faccia una piega (o quasi) e a un arbitro, al contrario, non sia consentito di sbagliare a modo suo, negando un rigore alla Fiorentina contro il Milan o al Chelsea contro l’Inter. Così se i nerazzurri fanno della tensione il loro propellente, il Milan si è portato a 4 punti dalla vetta con la forza dei nervi distesi. Nel 2010 i rossoneri hanno giocato 9 partite, vincendone 6, pareggiandone 2 e perdendo il derby: 20 punti incamerati. Oggi contro l’Atalanta ecco subito la controprova perché l’ultima volta a San Siro contro una formazione con l’acqua alla gola non è che sia andata benissimo (1-1 con il Livorno). A Roma Claudio Ranieri è impegnato a disinfettare le ferite procurate dall’eliminazione in Europa League. Quello giallorosso è un ambiente umorale e ondivago e, come sottolinea il successore di Spalletti, «la normalità viene proprio quando puoi perdere». Certo, con un background di 7 successi consecutivi in campionato il rischio che per la legge dei grandi numeri oggi a Napoli possa interrompersi la folle rimonta scattata dopo il traumatico 2-2 di Cagliari, è reale, soprattutto in assenza di pedine-chiave del calibro di Pizarro, Totti, Toni e (forse) Julio Sergio. Resta il fatto che nel nuovo anno la Roma ha incamerato 22 punti in 8 partite, 6 in più dell’Inter. È per effetto di questi numeri, certamente più credibili degli sproloqui verbali, che la squadra che era sola al comando, la cui maglia era nera e azzurra, adesso è un po’ meno sola. In attesa dell’ultimo sprint.
Roma, Ranieri: pronti al riscatto
Febbraio 28, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria In primo piano
Il Messaggero - «Bisogna reagire». E il primo dei tanti slogancon i quali Claudio Ranieri si presenta a Napoli. Utili per caricare il gruppo, incompleto e fiacco, dopo l’eliminazione di giovedì. «Voglio vedere la Roma che conosco», «non eravamo imbattibili prima e non siamo ora gli ultimi arrivati» e «non firmo mai per un pari prima di giocare», gli altri più significativi. Parole mirate alle certezze da ritrovare subito, nell’ultima gara di febbraio: oggi pomeriggio al San Paolo in palio c’è la partecipazione alla prossima Champions. Che non è solo obiettivo stagionale giallorosso, ma anche del presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis e di Walter Mazzarri. Il Napoli è quinto, a un punto dalla Juve quarta. La Roma, pur avendone dieci di vantaggio, non si può permettere soste o distrazioni. Soprattutto nella città in cui ogni numero ha una sua storia, una sua favola e un suo significato. Leggendo quelli che accompagnanola sfida c’è da sbizzarrirsi: da tredici stagioni gli azzurri non vincono contro i giallorossi e da tredici mesi Lavezzi non fa gol nel suo stadio. E come se non bastasse, digiuno di reti per la squadra di Mazzarri, nelle ultime tre partite casalinghe, finite tutt’e tre 0 a 0. Per risalire a un successo interno, bisogna tornare al 10 gennaio, contro la Samp: guarda caso con l’ultima rete di un attaccante partenopeo, Denis. Ranieri, insomma, sa bene che clima ci sarà al San Paolo. Ma, proprio ripartendo dalla sconfitta con il Panathinaikos, si fida della Roma: «Veniamo da una grossa delusione. Però, la squadra è rimasta squadra, siamo usciti a testa alta e nello stesso entreremo in campo contro il Napoli. Nel secondo tempo di giovedì ha dato tutto, come gli ho chiesto io. Tutto ciò ci deve dare energia positiva da mettere in questa sfida tosta e vibrante». In classifica la Roma deve difendere soprattutto il terzo posto. L’allenatore evita di fare conti e tabelle: «Io le somme le tiro alla fine e mai a metà dell’opera. Ci attendono due partite importantissime, ma non sarei contento di due pareggi. Io provo sempre a vincere, firmo solo per una vittoria o per un obiettivo. Il Milan ha un punto in più e vogliamo riprenderlo. E dobbiamo tenere lontane le squadre che ci stanno dietro». Non vuole sentir parlare di mentalità vincente: «Ce l’hai quando le cose vanno bene. E diventa perdente quando perdi. Questa squadra, nell’ultima Champions è uscita tra gli applausi con l’Arsenal, per cui non dobbiamo metterci in testa delle teorie che non stanno nè in cielo nè in terra. Ci sono squadre che magari sono al tuo livello, vengono con tutti i giocatori e riescono ad esprimersi al meglio e tu non ce la fai. Questo è il calcio, questo è lo sport».Quifa,però,unparagone che non convince: «La Kostner è andata alle Olimpiadi e ha lavorato tantissimo, si è sacrificata una vita e poi è scivolata. Fa parte dello sport, bisogna abbracciarla per tutto quello che ha fatto nella sua carriera e continuerà a fare». Quattro cadute, come la pattinatrice, per la Roma sarebbero troppe. «Noi abbiamo avuto qualche minuto di sbandamento: non dobbiamo finire fuori strada. La voglia di strafare ci ha reso poco lucidi nel leggere la gara». Rimpiange Pizarro «chetienelapalla,cifa ragionare enon ci fa trovare scoperti». Tranquillizza Doni: «Anche con Julio Sergio prendevamo quei tre gol». Qui allenò un anno e mezzo, lasciò Napoli nel ’93: «Esperienza bellissima e formativa. Troveremo una squadra determinata, veloce e col pubblico che gli soffierà dietro. La componente principale, però, sono i calciatori. Che chiedono sempre di recitare in un teatro stracolmo. Ci stanno aspettando da una settimana e noi dobbiamo essere forti e pronti a superare le difficoltà che abbiamo e che avremo».
Napoli Roma in palio punti per la Champions League
Febbraio 27, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Al San Paolo (domani) va in scena il derby del sole. Stavolta, oltre al prestigio di una sfida classica del calcio italiano, si gioca per strappare punti pesantissimi nel confronto diretto fra due pretendenti alla Champions League. A Fuorigrotta è previsto il tutto esaurito e sul grande palcoscenico Napoli e Roma cercheranno di ritrovare slancio dopo i balbettamenti recenti. La squadra di Ranieri torna a concentrarsi in campionato dopo la doccia fredda in Europa League: una doppia sconfitta contro i greci del Panathinaikos che pone seri dubbi sulla tenuta psicologica di una squadra troppo presto accreditata nel ruolo di anti – Inter. Allo stato attuale i giallorossi devono fare innanzitutto i conti con il Milan, che in settimana ha effettuato il sorpasso al secondo posto. La disfatta europea rischia inoltre di influire sul morale di un gruppo che doveva, prima o poi, scontare un inevitabile calo dopo venti risultati utili consecutivi. L’invidiabile score in campionato parla comunque di sette vittorie consecutive. La Roma, che con 43 reti all’attivo vanta il secondo attacco del torneo (meglio ha fatto solo l’atomico reparto avanzato dell’Inter), è la squadra che è andata più forte nel 2010. La difficile sfida con i partenopei è la svolta cruciale del cammino giallorosso. Il Napoli, decisamente in frenata dopo aver viaggiato a mille per tutta la stagione, cercherà di riprendere a correre con l’aiuto del suo caloroso pubblico. La squadra di Mazzarri, scivolata al quinto posto, ha ottenuto tre soli punti nelle ultime quattro gare e arriva da due pareggi per 0-0. Il gol è il problema principale degli azzurri, ma per domenica è in rampa di lancio il rientrante Lavezzi. La spalla ideale per Hamsik e Quagliarella, apparsi un po’ appannati nelle ultime uscite. In casa Roma, a bilanciare la perdurante indisponibilità di Totti e Toni, che difficilmente saranno in campo domenica, c’è un Vucinic in stato di grazia. L’estro anarchico del montenegrino è uno degli ingredienti principali di una sfida che promette emozioni e spettacolo. (international.rai.it)
Lazio Fiorentina vietati altri passi falsi
Febbraio 27, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
Sfida da ultima spiaggia sabato all’Olimpico, nell’anticipo serale della ventiseiesima giornata. Lazio e Fiorentina sono due squadre in piena crisi, che non possono permettersi altri passi falsi, se vogliono continuare ad inseguire i rispettivi obiettivi: la salvezza per i biancocelesti, la zona Champions per i viola. La Lazio, dopo la vittoria di Parma, alla prima in panchina di Reja, domenica scorsa a Palermo è incappata in un altra sconfitta. Ora, Zarate e compagni hanno solo due punti di vantaggio sulla terz’ultima e devono tornare a vincere per non farsi risucchiare nella zona retrocessione. La Fiorentina è reduce dal ko con il Milan, mercoledì al Franchi, nel recupero della diciassettesima giornata. Un’autentica beffa per i viola, in vantaggio per quasi tutta la partita, prima del micidiale uno-due rossonero nel finale. I Della Valle hanno ordinato il silenzio stampa, in aperta polemica con l’arbitraggio di Rosetti. La squadra di Prandelli ha perso cinque delle ultime sei gare ufficiali e ha bisogno di un pronto riscatto per cercare di colmare le sette lunghezze di ritardo dal quarto posto. Sono quattro gli ex della sfida: i laziali Baronio, Brocchi e Manfredini e il viola De Silvestri. Se i tre biancocelesti non hanno lasciato il segno in riva al’Arno, dove sono rimasti una sola stagione, il difensore della Fiorentina sarà emozionatissimo nel tornare per la prima volta da avversario all’Olimpico. Lorenzo De Silvestri, infatti, è nato e cresciuto a Roma e ha fatto tutta la trafila con la Lazio, dalle giovanili fino alla prima squadra, esordendo in A, a 18 anni, curiosamente proprio contro la Fiorentina. Le due squadre si sono affrontate già due volte in questa stagione, sempre a Firenze: nella gara d’andata di campionato, il 4 ottobre scorso, finì 0-0, mentre un mese fa, nei quarti di Coppa Italia vinsero i viola per 3-2. Per quanto riguarda, invece, i 60 precedenti in casa della Lazio, nei campionati di serie A a girone unico, il bilancio è di 29 vittorie biancocelesti, 19 pareggi e 12 successi viola. (international.rai.it)
Alice in Wonderland, il capolavoro di Burton in 3d
Febbraio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
“I matti sono le persone migliori”. E’ questo sorprendente segreto che il padre di Alice confida alla sua bambina svegliatasi uno strano sogno ed è la medesima frase che tredici anni dopo, diventata una giovane donna, lei stessa ripete al Cappellaio Matto per rassicurarlo. Questo uno dei tanti momenti di grande commozione raccontati da Alice in Wonderland il nuovo capolavoro diretto dal genio Tim Burton, ispirato al romanzo di Lewis Carroll di cui il film non è la nuova trasposizione, bensì il seguito ideale e decisamente più ‘adulto’. Impreziosito da un uso ‘visionario’ della tecnologia 3D, il film, scritto da Linda Woolverton (Il Re Leone) racconta la storia di Alice che, durante una festa in cui è stata chiesta in moglie da un futuro Lord un po’ “appiccicoso”, cade un’altra volta nel buco dove era scivolata da bambina in quello che per tutta la vita ha pensato essere stato solo un sogno. Emozionante e commovente, Alice in Wonderland racconta il viaggio di formazione della ragazza interpretata dalla carismatica Mia Wasikowska nel ‘paese delle meraviglie’. Un’avventura che la porterà a dovere fare delle scelte fondamentali per la sua vita, nel contesto meraviglioso di un luogo, dove gli animali parlano e dove il Cappellaio Matto interpretato da uno strepitoso Johnny Depp comunica parole di grande saggezza, legate al dovere essere un po’ folli per arrivare laddove gli altri non riescono. Un grande film, visivamente indimenticabile, che guida il pubblico e i protagonisti della storia, in un altro mondo dove la ricerca della propria identità, passa necessariamente attraverso scelte che riguardano l’etica, la gentilezza e il coraggio.
La Juve di Zac sa accontentarsi
Febbraio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
La Juve conquista gli ottavi dell’Europa League allungando la striscia positiva di Zaccheroni. Con il tecnico romagnolo sono arrivati a sei i risultati utili consecutivi. L’ultimo è il pareggio di ieri contro l’Ajax che, sommato alla vittoria per 2-1 ad Amsterdam, vale la doppia sfida contro il Fulham dell’ex tecnico nerazzurro Hodgson prossimo avversario l’11 marzo a Torino e il 18 a Londra. Contro gli olandesi, che hanno ribadito tutti i loro limiti dovuti alla giovane età, la Juve ha chiuso la partita senza subire gol. Fatta eccezione per la sfida contro il Napoli in coppa Italia, non succedeva dal 22 novembre. Ed è questo, insieme al passaggio del turno, uno dei pochi segnali positivi della serata. L’Ajax non ha lo squalificato Suarez, la Juve perde dopo pochi minuti Amauri per un problema muscolare. Al suo posto, Trezeguet. Gli affanni nell’area bianconera nascono dalle uscite impacciate di Manninger, la Juve sfiora il gol con il palo di Sissoko e un paio di colpi testa salvati sulla linea dagli ajacidi, che dopo una buona partenza smarriscono la brillantezza. Diego dà spettacolo con numeri tanto divertenti, quanto inutili. Nella ripresa il pallino del gioco è nelle mani olandesi. La Juve lascia fare anche perchè i tentativi degli avversari sono velleitari. Camoranesi sostituisce Diego che uscendo scuote la testa visibilmente contrariato per il cambio. L’Ajax mette forze fresche in attacco con Suk, Emanuelson e Rommedahl e ha il merito di provarci fino alla fine con assalti arrembanti. I bianconeri non pungono, i traversoni orange fioccano dalle parti di Manninger costringendo al superlavoro Chiellini e Legrottaglie. La Juve, insomma, arriva al traguardo in trincea. Non un bel segnale per la sfida di domenica contro il Palermo, un autentico spareggio per la zona Champions. (leggo.it)
Si allarga l’indagine Fastweb-Telecom: gli indagati sono 80
Febbraio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
Inquirenti all’estero, 80 indagati. Riciclaggio, indagini a 360°. Schifani: «Annullare l’elezione di Di Girolamo». Mokbel uomo chiave. Le 180mila pagine degli atti sono un manifesto: gli indagati è già saliti a quota 80 e del pentolone mefitico scoperchiato dalla Procura di Roma ancora non si vede il fondo. L’inchiesta sul presunto maxi riciclaggio da due miliardi che coinvolge alcuni massimi dirigenti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, si allarga. Da ieri il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, è in missione all’estero per avviare le procedure di estradizioni di alcuni degli arrestati, tra Usa, Inghilterra e Lussemburgo. L’organizzazione riciclava centinaia di milioni tramite una rete di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese ed off-shore. Oggi, nel carcere di Regina Coeli riprendono gli interrogatori di garanzia. Uno dei primi ad essere ascoltato potrebbe essere l’ex ad di Fastweb, Silvio Scaglia, tornato nella notte in Italia. Il gip ha già ascoltato 15 persone. Tra questi anche Gennaro Mokbel, ritenuto uno dei perni dell’organizzazione e artefice dell’elezione del senatore del Pdl Di Girolamo per il quale i magistrati hanno chiesto l’autorizzazione a procedere (la 3ª volta in questa legislatura). Il presidente del Senato Schifani ha aperto alla possibilità «di annullamento di tale elezione». Sotto la lente degli inquirenti c’è anche «un favore» che “Nocciolina”, al secolo il pugile Vincenzo Cantatore, avrebbe fatto all’arrestato Aurelio Gionta fare «figurare sulla carta sponsorizzazioni per giustificare trasferimenti di soldi alla Sport Promotions Srl, ricoducibile a Cantatore». Che sarebbe una «via di fuga dei proventi del riciclaggio». (Marco Pasciuti leggo.it)
L’Isola brucia tutti anche i naufraghi
Febbraio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
Se Simona Ventura cade in studio, se i naufraghi si tuffano dall’elicottero ma l’acqua è troppo bassa (e si fanno male), se già si punta su gossip e litigi, allora non ci sono dubbi. È proprio l’Isola dei famosi. L’edizione numero sette è partita mercoledì su Raidue, raccogliendo 4.171.015 spettatori (share 19.53%), di poco meglio rispetto allo start-up dell’esordio dell’Isola 6, molto peggio per cast e contenuti. Ma chi sono Claudia Galanti, Nina Senicar, Federico Mastrostefano e Simone Rugiati? Cos’hanno fatto per meritarsi l’appellativo di vip? Oggi basta andare in tv 10 minuti e si diventa “very important people”. Molto importanti? Ormai - visto che si parla di Isola - siamo alla deriva. Sorvolando su Loredana Lecciso (famosa per la sua storia con Al Bano), sono un po’ più vip lo scrittore Aldo Busi, l’attrice 77enne Sandra Milo, l’attore-doppiatore Luca Ward, l’attrice Clarissa Burt e il rugbista Denis Dallan: proprio quest’ultimo, ironia del destino, ha avuto la peggio nel volo dall’elicottero. Portato in ospedale, ha rischiato una distorsione al ginocchio e alla caviglia ma dalla produzione dicono stia meglio. Merito del fisico, forse. Anche questo fa audience, come le nuove nomination educative: i concorrenti, per indicare chi vogliono cacciare via dal gioco, bruciano la foto di un altro naufrago. Sì, la gettano nel fuoco vero (sono finiti in cenere Busi, l’ex tronista Mastrostefano e lo chef Rugiati). Lì, sull’isolotto Maroon Cay (Nicaragua), i concorrenti della (s)Ventura che scivola per colpa dei tacchi e si rialza subito «so cadere perché sono stata sugli sci», sembrano pronti a tutto pur di arrivare in fondo. Sempre che il fondo non lo tocchino prima. E con l’acqua bassa è facile facile. (leggo.it)
La Roma umiliata dal Panathinaikos
Febbraio 26, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Il sogno europeo è già finito. Il Panathinaikos umilia la Roma all’Olimpico e accede agli ottavi di finale di Europa League. La Roma fallisce un appuntamento importante davanti a un Olimpico insolitamente gremito. Le tante assenze non bastano a giustificare un atteggiamento disattento e approssimativo contro un avversario combattivo e sottovalutato che ripete il risultato dell’andata (3-2). La sfida greco-romana, alla quale Ranieri teneva particolarmente, finisce già nel primo tempo. Il gol di Riise al 11’ con un sinistro micidiale dai 20 metri, deviato da Marinos, su punizione illude l’Olimpico. Al 9’ sale in cattedra Vucinic, l’uomo più in forma del momento. Il montenegrino parte dalla trequarti e penetra in area di rigore, il suo destro è respinto con qualche affano da Tzorvas. Il portiere greco non può nulla due minuti dopo sul sinistro di Riise. Al 37’ il norvegese ci riprova dalla stessa posizione, palla di poco a lato. Dopo sessanta secondi, però, il Panathinaikos decide di fare sul serio e mostra le lacune romaniste. Il pareggio arriva grazie a un rigore guadagnato con astuzia dal giovane talento Ninis che trascina la gamba ed entra in contatto con De Rossi. Dal dischetto va Cissè, nulla da fare per Doni. Passano tre minuti e avviene il patatrac. Prima Ninis salta Brighi e infila da fuori area Doni sul secondo palo, poi è ancora Cissè a gelare l’Olimpico. Il francese, tenuto colpevolmente in gioco da Mexes, è tutto solo davanti a Doni, lo aggira e gonfia la rete per la terza volta in due partite. Il settore ospite (gonfio all’inverosimile) esplode, mentre la faccia di Ranieri in panchina è tutto un programma. La sua Roma perde tanti, troppi contrasti a centrocampo e in attacco il solo Vucinic può ben poco. La ripresa si apre con l’assedio romanista che deve segnare 4 gol in 45’ per accedere agli ottavi. Ci prova in due occasioni Cerci, ma è bravo Tzorvas. Al 67’ la Roma accorcia con De Rossi che sfrutta una respinta del portiere sul bolide da fuori del solito Riise. Poi il palo di Salpingidis, la conclusione murata dalla difesa di De Rossi, qualche spunto di Menez e l’espulsione di Katsopuranis. I greci approdano agli ottavi ed espugnano uno stadio che non conosceva sconfitta da 4 mesi. Per Ranieri un brutto colpo, il più doloroso da quando siede sulla panchina giallorossa. (leggo.it)



