Bisio Ferilli: Siamo due cialtroni comici

febbraio 25, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria Dal mondo

(leggo.it) La Ferilli e Bisio da domani su Canale 5 con quattro film tv “Due imbroglioni e…mezzo!”: «Simpatici e in fondo vittime». Bidonisti di professione, totalmente inabili a lavori onesti, più inclini a istruire due novelli truffatori sulle tecniche di fuga dal ristorante prima dell’arrivo del conto. I “Bonnie & Clyde” de’ noantri, sono Claudio Bisio e Sabrina Ferilli, protagonisti della serie tv in quattro puntate Due imbroglioni e…mezzo! (Canale 5 da domani alle 21.10), dirette da Franco Amurri. L’esperimento versione tv movie è datato 2007 e l’ascolto di quasi 7 milioni di spettatori con share che ha sfiorato il 27% ha convinto Rete e produzione Lucisano a confezionare il bis formato 4 serate, «ma sono film e non fiction», ci tiene a precisare Bisio. «Nella cronaca che leggiamo – dichiara il capo comico di Zelig – gli imbroglioni sono meno simpatici, questi sono solo due cialtroni comici, due paperino che non diventano mai Paperon de’ Paperoni, né Rockerduck o Gastone, ma restano due sfigatissimi». Nel marasma di serialità con ambizioni da commedia, ma demenziali di fatto, Due imbroglioni e…mezzo! punta tutto sull’ironia dei due protagonisti: «Dai cliché allo sfottò nord-sud, di Lello e Gina ne è piena l’Italia», afferma la Ferilli che si lancia nello spottone della fiction dicendo che «da venerdì inizia il nostro Sanremo» e se Antonella Clerici «aveva il principe, noi abbiamo il Cavaliere». Tra Salerno, Roma, la Tunisia e la nave da crociera Mcs nel Mediterraneo, il duo Bisio-Ferilli mette in piedi improbabili colpi dall’esito perennemente fallimentare, anche grazie al “mezzo”, il piccolo Nino (Gianluca Grecchi) che manda a monte le loro truffe. «Essendo vittime – spiega la Ferilli – è chiaro che suscitino simpatia, il bambino è il loro carnefice, l’artefice della loro sconfitta». E nel cliché dei ladri cialtroni non manca quello della guardia alle loro calcagna, il commissario napoletano Carlo Buccirosso.

Condanna a Google, sentenza storica

febbraio 25, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria Dal mondo

Il Tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google per violazione della privacy, nell’ambito del procedimento nato dopo la diffusione in rete, nel 2006, di un video in cui un giovane disabile di Torino era vittima di episodi di bullismo. Si tratta del primo processo penale a livello internazionale a responsabili della Grande G per la pubblicazione di contenuti sul Web. La sentenza di primo grado è storica, perché arriva contro l’espressione più concreta e discussa, proprio e sopratutto sul web, dell’economia online. Il colosso della ricerca e della pubblicità in rete ha annunciato ricorso in appello, parlando, con un comunicato sul proprio blog, di “un attacco ai principi fondamentali della libertà”. In una nota, l’ambasciatore Usa a Roma David Thorne, ha spiegato che gli Usa sono rimasti “negativamente colpiti” dalla decisione del Tribunale di Milano. La seconda volta nel giro di poche settimane, dopo l’affaire Google-Cina, che Washington fa capire in modo piuttosto diretto di essere molto sensibile alle vicende della rete per come si è sviluppata fino ad oggi: il web come Frontiera, con tutto il fascino, e la difficoltà di adattamento in altri contesti, che il mito americano si porta dietro. Una giornataccia ieri per la Grande G: l’antitrust europea ha aperto un’indagine per verificare che il leader della ricerca su web non usi pratiche anticoncorrenziali. In attesa di leggere le motivazioni, la sentenza di Milano è comunque un precedente ingombrante, che complica molto la vita alle piattaforme che si basano sui contenuti prodotti dagli utenti, quindi allo stesso web “sociale”. Da quel che si può ipotizzare, secondo l’analisi dell’Istituto Bruno Leoni, la sentenza implica “un onere amministrativo addirittura superiore al filtraggio preventivo dei contenuti: quello di ottenere da ogni soggetto coinvolto l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini”. La cosa è piuttosto complicata anche tecnicamente. Le piattaforme di contenuti generati dagli utenti sono generalmente intese come intermediari, canali, non responsabili dei file postati dagli utenti, obbligati a rimuoverli solo dopo segnalazione. Un orientamento che viene messo in discussione sempre più spesso, e per motivi diversi, in Europa e Asia. Il problema cruciale su cui si confrontano diverse concezioni della rete. Che oggi è come dire: diverse visioni del mondo.

Sempre Brighi come vice Pizarro

febbraio 25, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria In primo piano

Ancora lui. La riserva di lusso, il centrocampista in grado di ricoprire tutte le zone del campo. In due parole: Matteo Brighi. Il 29enne riminese sostituirà stasera David Pizarro al fianco di De Rossi, come successo già domenica scorsa contro il Catania. «Sto vivendo un bel momento. Sto meglio anche fisicamente, tanti piccoli problemi non mi facevano allenare bene, ma ora sono passati. Speriamo continui così», ha detto Brighi, autore di 4 gol in campionato in questa stagione. Quanto al Panathinaikos, le aspettative si traducono con una cifra: quasi 6.000 tifosi al seguito. Oltre a Gilberto Silva, appena recuperato per esorcizzare il momento difficile in campionato. Il Panathinaikos ha infatti perso le ultime due partite (con Kavala e Paok Salonicco) che hanno permesso alla rivale Olympiacos di ridurre lo svantaggio (ora a -2). Una situazione che ha innervosito l’ambiente, come testimoniano i recenti litigi all’interno dello spogliatoio. Il tecnico greco Nioplias, nonostante l’imminente e delicata partita con il Panionios, manderà comunque in campo la squadra migliore contro la Roma: «Questa è una partita speciale. Vorrei fare dei cambi, ma prima c’è la Roma. Al Panionios ci penseremo da venerdì». (leggo.it)

Riportiamo una coppa a Roma

febbraio 25, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria In primo piano

(leggo.it) «Riportare a casa una coppa europea dopo 50 anni». L’obbiettivo di Ranieri è chiaro e per niente semplice: vincere stasera per continuare la strada europea che porta alla finale di Amburgo. «Mi piacerebbe portare questo trofeo a Roma. Non sono De Coubertin in questo senso. Prima di tutto ci dovrebbe essere il sogno, ma poi devono seguire i fatti», ha esordito il tecnico in conferenza stampa. Il prossimo ostacolo per i giallorossi verso il sogno europeo si chiama Panathinaikos. I greci nella partita di andata di 7 giorni fa ad Atene sconfissero per 3-2 una Roma disattenta che era andata due volte in vantaggio, ma si era fatta rimontare anche per gli errori di Doni. «Credo che ci sia un 50 e 50 di possibilità per entrambe le squadre. Il Panathinaikos ci renderà la vita difficile. Aspetterà per poi ripartire, ma siamo preparati a questo». Ranieri punta alla Coppa, quindi, e allontana per il momento il sogno tricolore: «Allo scudetto non ci pensiamo perché l’Inter è di un’altro pianeta». Nella sfida di questa sera mancherà Pizarro, mentre in difesa tornerà Mexes al fianco dell’insostituibile Juan, paragonato dal tecnico a “Benjamin Button”, il protagonista dell’omonimo film interpretato da Brad Pitt: «Quando sono arrivato aveva 40 anni, adesso sembra che ne abbia 25. Non mi sembra mai stanco». Più difficile vedere in campo Menez che per Ranieri «sta migliorando di volta in volta», mentre Vucinic, che «sta raccogliendo i frutti del suo lavoro», guiderà l’attacco giallorosso. All’Olimpico saranno presenti 40.000 spettatori. Quasi un record stagionale per uno stadio che trova difficoltà a riempirsi nonostante il secondo posto. «Non capisco questa situazione – ha commentato Ranieri -, stiamo facendo di tutto per riportare i tifosi allo stadio. Mi auguro che stasera, nonostante l’orario, l’Olimpico ci possa dare una grossa mano». Un Olimpico che dovrà aspettare almeno 15 giorni prima di riabbracciare Francesco Totti. Ranieri non si sbilancia sul recupero del capitano: «Mariani conosce alla perfezione Totti e ci fidiamo di lui. Si tratta di un ginocchio già infortunato e non è facile». Infine, il tecnico romano, ha affrontato il tema-Mourinho. «Il fatto di caricare la squadra e di far vedere che tutti sono contro di lui è una caratteristica di Mourinho da sempre. L’arbitraggio di Tagliavento è stato ottimo».

Champions. Milito e Cambiasso in gol: 2-1 al Chelsea nell’andata di San Siro

febbraio 25, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria Sport

L’Inter questa volta non stecca in Champions League contro una grande d’Inghilterra. Dopo le eliminazioni senza gol all’attivo contro Liverpool e Manchester United, fa sua l’andata di San Siro con il Chelsea. Un 2-1 che tiene apertissimo il discorso qualificazione. Verdetto rimandato al ritorno del 16 marzo a Stamford Bridge. I nerazzurri sanno colpire con Milito, soffrire contro gli uomini di Carlo Ancelotti, reagire e ripartire, tornando avanti con Cambiasso. I due dubbi della vigilia vengono risolti con Julio Cesar che recupera dai postumi dell’incidente d’auto di domenica, anche se si presenta sul manto di San Siro con il volto ancora tumefatto. Mourinho, poi, decide di arretrare Zanetti sulla fascia sinistra e di mettere Thiago Motta a centrocampo sulla linea di Cambiasso e Stankovic. Il Meazza nerazzurro è elettrico e ribollente di entusiasmo: esplode subito, dopo 3’, quando Milito manda a farfalle Terry e sorprende Cech, al termine di una pregevole azione corale. Gli “ancelottiani d’Oltremanica” non si scompongono e cominciano a macinare il loro gioco, con Malouda inventato terzino sinistro, con gli inserimenti di Lampard e la vivacità di Kalou. C’è poi Drogba, che su punizione fa tremare la traversa. L’Inter subisce e reagisce, con Eto’o che si divora un gol non da bomber abituato ad essere decisivo in Champions. Brividi finali con Mejuto Gonzalez che perdona una trattenuta in area di Thiago Motta su Ivanovic e soprattutto non vede un aggancio di Samuel su Kalou che avrebbe potuto portare al rigore e all’espulsione (sarebbe stata la seconda, dopo i fatti di Inter-Sampdoria) dell’argentino. Il pareggio del Chelsea arriva dopo 6’ di ripresa: Kalou piazza bene dalla distanza sul palo lontano, ma Julio Cesar non sembra impeccabile e si lascia ingannare dal rimbalzo della sfera. L’Inter subisce, sente il colpo, ma reagisce e Cambiasso, dopo soli 4’ dall’1-1, si inventa il gol-flipper. Tira di prima intenzione, incassa la respinta del muro Blues, tira senza esitare una seconda volta e lascia Cech immobile. Il portiere ceco deve uscire per infortunio, mentre Balotelli entra con la sfrontatezza e la voglia di spaccare il Mondo, caricato da Mourinho. Julio Cesar riscatta l’incertezza su Kalou, con un miracolo d’istinto sul “quasi nerazzurro” Lampard. Il Chelsea si getta in avanti, compatto ma senza frenesie: i nerazzurri sono stanchi, ma resistono con un grande Lucio. Sneijder, Pandev e Balotelli tentano addirittura di pungere in contropiede, ma può andar bene così. (leggo.it)

Milan, Leonardo: Ronaldinho è la chiave

febbraio 24, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria Sport

Il Milan ha la palla per riaprire i giochi, ce l’ha sul piede e non può sbagliare. Stasera, a Firenze, il Diavolo può tornare in corsa e se ci riuscisse, a -4 dall’Inter capolista, l’obiettivo tricolore, quello vero di una stagione comunque di transizione, tornerebbe nel mirino. E allora Leonardo schiera la formazione migliore, che poi sarebbe quella titolare, esclusi Seedorf e Zambrotta (e Antonini). A fascia sinistra dopo tanto tempo dovrebbe ritrovare una maglia da titolare Jankulovski. Leonardo, però, non vuole che a Milanello si respiri ancora quell’atmosfera pesante, da ultima spiaggia, che nel recente passato non ha fatto bene alla truppa. «Questa squadra si è superata di continuo – ricorda -. Il nostro campionato è ottimo a livello di classifica e di gioco, a prescindere dal risultato che otterremo a Firenze». Ma già che c’è se la vuole giocare e, almeno in parte, benedice la nevicata di fine anno. «Meglio affrontarli adesso che a dicembre – ammette -, anche se è una squadra che si esalta nelle grandi occasioni». Tirare dritto, questa la via. Farlo puntando ancora sull’uomo dal quale dipende il destino rossonero. Ronaldinho è la chiave, anche se Leonardo non rinuncia al suo realismo e la vede così. «L’obiettivo non è mai stato quello di rivedere il Dinho di Barcellona, ma di averlo al massimo per quello che è adesso. Lo vedo benissimo e il suo grande talento sta facendo bene anche agli altri». E Berlusconi? Argomento chiuso, questa la sostanza di una risposta che, però, lascia intendere che col patron è in corso un confronto tecnico e non solo. «Situazione tranquilla», dice Leo, mentre in lontananza (ma neppure tanto) si sente l’eco di una scossa.

Mourinho: giocheremo per vincere senza paura di rischiare

febbraio 24, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria Sport

Il bacio dello stemma dell’Inter per José Mourinho, lo dice lui stesso, è un inedito assoluto. Si vede che l’aria d’Europa, i giornalisti inglesi o la sfida col suo vecchio amore Blues l’ha rivitalizzato in positivo. Una volta ancora. E lo si capisce subito, quando comincia a tirare le orecchie al rivale Ancelotti, reo (anche se poi ha smentito ufficialmente) di aver detto che in Italia a parte gli interisti tiferanno tutti per il Chelsea. «Se lo dice Ancelotti … Magari però – sostiene Mou – gliel’ha detto qualcuno. O forse, chissà, fa parte di un clan». E via la prima. Si prosegue, e si torna sulle polemiche di campionato. La prima domanda la schiva, sulla seconda svicola ironizzando sul clima (parlando di quello atmosferico al posto di quello di tensione intorno all’Inter), alla terza sbotta e ‘s fida ’, testuale, un qualsiasi arbitro italiano a dire di essere stato insultato da lui. Poi però si parla solo di calcio e della super-sfida col Chelsea. «Una partita – sostiene il portoghese – che può durare 180 o più minuti: la prima partita è sempre importante, ma lo è ancora di più la seconda, perché decide tutto. Dopo la prima difficilmente si sa chi va ai quarti di finale». Anche perché in questo tipo di gare «è difficile dire chi è favorito: ci sono due squadre di qualità, abituate a vincere e a giocare per vincere, per attaccare. Mi aspetto una gara di qualità ed emozione, se possibile di spettacolo. Sarei deluso se non fosse una bella partita». Deluso dai suoi, ovviamente. Ma anche dai suoi ex, che «giocheranno come sanno, col 4-4-2 a rombo o il 4-3- 3», con «giocatori fantastici come Terry e Lampard, mai stanchi di giocare e con la stessa mentalità vincente di sempre», e con Didier Drogba: uno che lo rende orgoglioso, anche se adesso le gambe, più che per lui, se le farebbe spezzare per il Chelsea, oggi suo rivale. Contro il quale Mourinho schiererà tutto il meglio a disposizione: dal trio Sneijder-Milito- Eto’o in attacco a uno Stankovic recuperato, con Zanetti a centrocampo per rivaleggiare in quanto a corsa ed energia col reparto più tonico dei Blues e Cordoba favorito su Santon per la fascia sinistra. Col dubbio Julio Cesar che persiste, però, perché, spiega Mou, «non sono sicuro possa giocare. Magari si sveglia senza poter vedere bene il pallone, non si può sapere come reagisce il corpo umano dopo un incidente d’auto». E con questo la supersfida, che «giocheremo per vincere, e non più difensivamente del solito perché il Chelsea ha grande qualità: senza paura di rischiare», è servita.

Per Menez contro il Panathinaikos può essere l’ultima chance

febbraio 24, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria In primo piano

Jeremy Menez, basta il nome ormai per fissare l’istantanea sul calciatore meno avvincente della stagione romanista. Ancor meno di Julio Baptista, il che è tutto un dire. Insofferente, almeno in apparenza; scostante e mai col sorriso sulle labbra, particolare che almeno contraddistingue quello che un tempo è stato il “leone di Siviglia”. Alcuni tifosi dicono che faccia un favore a giocare, a correre dietro a un pallone, e all’emozione di una frangia dei fan si sono agganciate le radio romane, che fra il serio e il faceto hanno studiato processi più o meno irriverenti nei confronti del transalpino. Del quale ieri ha parlato Cristian Damiano, vice di Claudio Ranieri conosciuto ai tempi della Premier League. «Abbiamo, dopo gli ultimi quindici anni, un’ottim a visione di un giocatore francese che deve venire in Italia», ha spiegato Damiano nel corso d’una intervista rilasciata al canale tematico romanista. «Devono aver fatto duecento gare in Francia e avere una presenza stabile in nazionale» ha affermato, non prima d’aggiungere «come per Djorkaef, Candela, Zidane, Deschamps. Per Menez non è così. Mexes è entrato dopo oltre 200 gare e piano piano si è preso un posto». Secondo il tecnico, Menez non è all’altezza del nostro campionato. «Ha bisogno di maturare – ha aggiunto – siamo molto vicini, abbiamo dato fiducia e molta pazienza. Bisogna fargli capire con chi si allena: grandi campioni da cui imparare. Deve essere più generoso, determinato, dare di più. Passerà per un altro periodo qui, o un prestito. Per un giovane non è facile diventare un campione. Ci vuole tempo». Secondo Alain Migliaccio, procuratore del giocatore, «la Roma non vuole cederlo». Eppure Menez, 43 partite e cinque reti in serie A (29 gare e quattro gol la scorsa stagione; 14 partite e un gol quest’anno), bidone non è, visto che ha vestito tutte le maglie della nazionale francese, dall’under 15 alla nazionale B. Eppure, viene da aggiungere, ci si raccomanderà a lui domani sera nel match contro gli ellenici. Senza Totti e Toni, e con Vucinic e Cerci non al top della forma, Ranieri affiderà a lui il compito di scardinare la difesa del Panathinaikos.

Roma, ansia per Pizarro: oggi si decide

febbraio 24, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria In primo piano

Totti e Toni, infortunati di medio corso, salteranno la sfida con il Panathinaikos. Ma si sapeva. Era appena intuibile, invece, che avrebbe potuto saltare l’appuntamento con gli ellenici David Pizarro. Il cileno, già assente domenica nella sfida contro il Catania, accusa ancora un lieve fastidio al polpaccio destro e solo oggi si saprà definitivamente se sarà in campo o resterà in tribuna. Sarà certa invece la presenza di Vucinic e Cerci, toccati duro dai difensori siculi, mentre Julio Sergio deve aspettare ancora: lo staff sanitario spera comunque di recuperarlo per il match di Napoli. Per la cronaca, la partita di domani sera sarà diretta dal portoghese Bruno Miguel Duarte Paixao, fischietto dal cartellino giallo facile. Dall’assemblea di Italpetroli, legata alle perdite legate al bilancio 2008 (33 milioni di euro) troppo alto rispetto ai cinquanta milioni di euro del capitale sociale, è arrivato invece l’assordante silenzio di Rosella Sensi.

« Pagina precedentePagina successiva »