Napoli, De Laurentiis: voglio tutto, vittorie e gol

luglio 30, 2010 pubblicato da: Alessandra  
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De Laurentiis dà appuntamento ai tifosi del Napoli per la sfida col Wolfsburg del 3 agosto al San Paolo. Con una mezza frase dice tutto, il patron che arde dalla voglia di vincere: «Non tradisco la mia politica sui giovani, ho già preso Cavani e resto alla finestra», in realtà il discorso del presidente De Laurentiis parte da Cristiano Lucarelli che arriverà da un momento all’altro, ma lascia anche intendere ben altro: la caccia al centrocampista che serve a Mazzarri è tuttora aperta. A Radiomarte Aurelio De Laurentiis fa il punto della situazione all’indomani della pubblicazione dei calendari. Non ci sarà Palombo nel mirino del club azzurro? «I tifosi devono capire che la Sampdoria non lo molla. Garrone è un grande presidente e di certo non se ne priva. Noi non andiamo a scippare i giocatori che non sono in vendita…». Ha una gran voglia di vedere all’opera il Poker azzurro, don Aurelio. Smania per Hamsik, Lavezzi, Quagliarella e Cavani, quelli che devono guidare il Napoli all’assalto del grande calcio nell’Europa League, è il primo obiettivo che il patron intende centrare: «Abbiamo un gruppo importante. Non vedo l’ora che ci sia la festa del 3 agosto. Saluteremo il nostro pubblico. I tifosi devono starci vicino, comunicherò loro anche le modalità della campagna abbonamenti. Poi avremo altre due amichevoli per prepararci in vista dell’Europa League. Avremo modo di ammirare il nostro attacco, Cavani con Lavezzi, Hamsik e Quagliarella», non si dicute affatto: «Devono giocare insieme», Mazzarri è messo sull’avviso. Sarà una stagione da battaglia e di straordinari traguardi. De Laurentiis guarda nell’immediato futuro, immerso come è nella realtà del suo Napoli, destinato a grandi imprese. D’altra parte per lui la squadra del cuore è una famiglia e come tale deve restare unita, anche nelle prossime vacanze natalizie, quando ci sarà la sosta. c«Chiederò ai giocatori e alle loro famiglie – mi riferisco soprattutto ai sudamericani – di restare da queste parti. Saranno nostri ospiti per una settimana, dove vogliono. Mi faranno sapere loro, a Saint Moritz oppure a Cortina. Non ci sono problemi». Annuncia l’arrivo di Lucarelli e saluta con rammarico Bogliacino e Denis, destinati altrove, il patron che a furia di spallate vuole cambiare il vecchio calcio italiano, così come ha ribadito il suo punto di vista al sorteggio dei calendari in Lega. «La volontà di indipendenza dei club è sacrosanta», dal cervellone viene fuori l’esordio del Napoli a Firenze: «Abbiamo la possibilità di dimostrare di che pasta siamo fatti…». -leggo-

Eto’o: sono all’Inter per fare gol

luglio 30, 2010 pubblicato da: Alessandra  
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«L’obiettivo è far bene come l’anno passato, anzi meglio. E io ho una voglia immensa di segnare». Non si chiamerebbe altrimenti Samuel Eto’o, uno col gol nel sangue e che se non segna «dorme poco la notte». E il bomber di Nkon, sbarcato martedì mattina nel ritiro dell’Inter a Philadelphia, lo ha sottolineato inquadrando la nuova stagione dei Campioni d’Europa ai microfoni di Inter Channel. La parola d’ordine, infatti, non cambia ed è sempre «fare meglio», sia a livello personale che di squadra. «Meglio io e meglio l’Inter – ha proseguito il camerunense -. Abbiamo una bella squadra e si può fare ancora di più del tanto già fatto. Bisogna mantenere alta l’ambizione, ma anche il rispetto per gli avversari». Le 16 reti messe a segno nel 2009/10 in nerazzurro non possono bastare ad un bomber abituato a medie realizzative impressionanti (nell’ultima stagione a Barcellona 36 gol tra Liga e Coppe). E andrà rivisto anche il ruolo di esterno, alto e basso all’occorrenza, che Mourinho gli ha ritagliato addosso ma in cui non si sente a suo agio. «Ho parlato con l’allenatore – conferma -: Gli ho spiegato che l’Inter mi ha preso per fare gol. Benitez è bravo, troverà la maniera per non tenermi troppo lontano dalla porta…». L’idea è quella di un’Inter più padrona del campo. «Ne ho parlato con Benitez – ha concluso Eto’o – e vogliamo fare un pressing più vicino alla porta avversaria». E «felicissimo di ricominciare a lavorare con i compagni» è anche Diego Milito, che si è limitato ad un lavoro di riattivazione con la palla (insieme agli ultimi arrivati Julio Cesar, Maicon, Lucio, Burdisso, Samuel, Muntari e l’affaticato Balotelli) nella seduta di ieri.  -leggo-

Emergenza Ronaldinho

luglio 30, 2010 pubblicato da: Alessandra  
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Niente volo con la squadra oggi a Londra, Ronaldinho salta l’esordio nell’Emirates Cup contro Arsenal (domani) e Lione (domenica). Addio campo per una ventina di giorni almeno. Gli esami a cui si è sottoposto il brasiliano nel tardo pomeriggio di ieri hanno confermato il problema muscolare emerso mercoledì: elongazione (stiramento) al bicipite femorale sinistro. La prognosi, per il Milan, è di appena sette giorni, però realisticamente prima di rivederlo in campo in piena efficienza ci vorrà una ventina di giorni. Si complica il lavoro di recupero del brasiliano arrivato in Italia in precarie condizioni fisiche dopo un’estate di solo divertimento. Irritato anche Allegri che dovrà trovare fin da subito una soluzione alternativa al fantasista brasiliano che lavorerà per essere a disposizione per il Trofeo Berlusconi la sera del 22 agosto a San Siro. Intanto il tecnico rossonero tornerà a bussare alla porta di Galliani per ricorrere al mercato e trovare un giocatore (Honda, Van der Vaart o Caceres?) pronto a sacrificarsi per il nuovo progetto. Un mercato che piange e capitan Ambrosini non lo ha nascosto nel corso della presentazione della nuova maglia: «L’Inter si può permettere di perdere Balotelli, noi invece siamo più o meno la stessa squadra di un anno fa. Solo se riusciremo a dare tantissimo in questa stagione, potremo insidiare l’Inter che ora indiscutibilmente è ancora molto avanti di tutte le avversarie». Un po’ di amarezza, come per i tantissimi tifosi che ieri pomeriggio al Milan Megastore nel cuore di Milano non sono riusciti ad entrare per vedere i beniamini e, poi, nemmeno a farsi fare un autografo. -leggo-

Marotta prende tempo

luglio 30, 2010 pubblicato da: Alessandra  
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C’è sempre il cartello dei lavori in corso davanti al cantiere Juve. Ma la ristrutturazione della squadra bianconera procede lentamente. Assestati i primi cinque colpi, più il figliol prodigo Lanzafame, per ben 47 milioni di euro da spalmare sul bilancio dei prossimi tre anni (una rateizzazione che ricorda il miglior Lotito), il direttore generale Marotta scruta il mercato in uscita. La priorità ora è vendere, anche perché – al di là della necessità di recuperare liquidità – Del Neri non sopporta un gruppo sovraffollato. Venticinque giocatori. Ha già messo fuori squadra gli indesiderati Camoranesi, Grosso, Giovinco e Salihamidzic. Ma la rosa ha altre spine da togliere: Grygera, Poulsen e Zebina, bocciati nella sostanza dal tecnico. E chissà che non parta anche un attaccante, forse Iaquinta, in convalescenza dopo l’ennesimo infortunio, anche se Dzeko somiglia ad un sogno di mezza estate. Mercoledì Diego si è tolto dal mercato: «Ma quale Bayern, io resto alla Juve». E ieri, a poche ore dall’esordio europeo a Dublino, Marotta ha confermato che, a meno di scambi importanti o offerte irrinunciabili, il brasiliano avrà la seconda chance per dimostrare il proprio valore: «Diego? Credo che resterà con noi». Giusto non sbilanciarsi troppo. La Juve può ancora rispedirlo in Bundesliga, all’Amburgo, per arrivare al terzino Aogo o all’esterno Elia (anche se Krasic nel ruolo è sempre il favorito). Insomma, è un mercato senza certezze e senza incedibili. Cresce, intanto, la ressa nell’atrio partenze della stazione bianconera. Le valigie sono pronte, ma i treni sono sempre in ritardo. Giovinco è già al binario, destinazione Parma o Bari: «Sono molte le squadre interessate a lui – prosegue Marotta – noi vogliamo dargli la possibilità di maturare e giocare da titolare. Il Parma sta pensando di prenderlo in comproprietà». Piazza Affari del calcio è congestionata di trattative imbottigliate come il traffico all’ora di punta. «Per ora, gli investimenti più frizzanti sono stati i nostri – aveva già detto Marotta nei giorni scorsi – siamo alla finestra per cogliere le occasioni migliori. Vedremo come si svilupperà il mercato, abbiamo ancora molto tempo. Niente fretta, la chiusura è fissata per il 31 agosto». Intanto, la stagione juventina è cominciata. -leggo-

Amauri esalta la rinascita Juve

luglio 30, 2010 pubblicato da: Alessandra  
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Centotrentatre giorni dopo la scioccante eliminazione dalla scorsa Europa League contro il Fulham (1-4), la Juve torna alla vittoria nella seconda coppa continentale battendo a Dublino per 2-0 lo Shamrock. Un successo doppiamente importante perché permette ai bianconeri di ipotecare il passaggio al quarto turno preliminare e di festeggiare la prima uscita firmata Del Neri. Dopo quattro amichevoli è già calcio vero, e sulla serata irlandese c’è la firma di Amauri. Sigla doppia con un gol per tempo. Il primo, dopo tre minuti su imbeccata di Diego, è una doccia gelata sui modesti irlandese, il secondo, una zuccata violenta ad un quarto d’ora dalla fine, arresta la timida reazione degli avversari. E i gol di Amauri potevano anche essere tre se nella parte iniziale della ripresa non avesse preso un clamoroso palo interno sull’uscita del portiere. La rinascita della Juve coincide, quindi, con quella dell’oriundo, strafelice a fine partita: «Ho tanta voglia di riscattarmi e sono contentissimo per i due gol e per questo ringrazio i compagni e Dio». Dopo Diego, ieri ancora titolare al posto di Del Piero entrato solo nei minuti finali, Del Neri sta recuperando un altro giocatore importante, che sembrava perso dopo la disastrosa passata edizione: «La squadra – dice ancora Amauri – ha giocato per me. Non dobbiamo però illuderci di aver già passato il turno». A Modena giovedì prossimo, dove la Juve è stata sfrattata per l’inagibilità dell’Olimpico occupato dagli U2 (pure loro irlandesi) in concerto, sarà una formalità, o almeno così dovrebbe essere. La Juve ancora non incanta ma si intravede in campo quel minimo di chiarezza sempre assente negli ultimi dodici mesi. Con Amauri, bene anche Lanzafame oltre al già citato Diego. Discreta la difesa. Unica nota negativa: i nervi troppo tesi visto che ieri a fine primo tempo si è andati ad un passo dalla rissa. In tribuna, infine, gli applausi dei trecento tifosi al seguito e del presidente Agnelli, anche lui all’esordio. -leggo-

Balotelli-City: rischio rottura

luglio 30, 2010 pubblicato da: Alessandra  
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Fumata nera tra Balotelli e il Manchester City. Il manager di Supermario, Mino Raiola, ha lasciato ieri dopo 9 ore di colloquio l’Inghilterra sbattendo la porta, senza trovare l’accordo sull’ingaggio. L’attaccante interista, che vive da separato in casa nel ritiro nerazzurro a Philadelphia, vuole 5 milioni all’anno e tira la corda con gli inglesi, che vogliono chiudere quanto prima. Mancini farà da intermediario, ma i Citizens sono già pronti a valutare le alternative, in primis Edin Dzeko. United e Chelsea sono in agguato, pronte a ripiombare su Balotelli. Accordo tutto da costruire anche quello tra Maicon e il Real Madrid. Il procuratore del giocatore Caliendo conferma che le merengues come prima opzione, ma accusa il Real di non accontentarlo sull’ingaggio: 6 milioni a stagione. Moratti rimane alla finestra e continua a monitorare la situazione di Mascherano, Elano e Kuyt. Per Burdisso oggi è previsto un nuovo incontro tra Pradè della Roma e Branca dell’Inter. L’argentino vuole solo i giallorossi, che offrono 5 milioni, Moratti ne vuole almeno 7, tanti quanti la Juventus sarebbe disposta a investire sull’argentino. Se dovesse saltare l’operazione, la Roma ha comunque pronta l’alternativa, Barzagli del Wolfsburg. In casa Milan Galliani incassa i 60 milioni in 5 anni dalla Fly Emirates, ma non fa proclami di mercato. Sul tavolo c’è la questione rinnovi di contratto, tra cui quello in scadenza di capitan Ambrosini, e l’intenzione di accontentare Allegri con una mezz’ala che potrebbe essere Van der Vaart. Il procuratore di Veloso, Jorge Mendes, ha chiuso l’accordo col Genoa, che allo Sporting verserà 9 milioni più il cartellino di Zapater. La Lazio sta per ufficializzare Garrido, il Napoli aspetta solo di ricevere il fax con la firma di Denis all’Udinese per sbloccare l’arrivo di Lucarelli dal Parma, a cui andrà Pià. I friulani hanno ceduto Lukovic allo Zenit di Spalletti. Il Cesena tratta per Adailton e ha ufficializzato Moscatelli dal Fulham, mentre il Catania prepara un rinnovo biennale per Mascara e ha reso ufficiale l’arrivo dal San Lorenzo di Gomez che ha firmato per 5 anni. -leggo-

Roma, Behrami spacca la tifoseria

luglio 30, 2010 pubblicato da: Alessandra  
categoria In primo piano

Da Selmosson a Fuser passando per Manfredonia. Il passaggio (seppur indiretto) da una sponda all’altra del Tevere ha sempre diviso la tifoseria giallorossa. Non si salva da questa logica Valon Behrami. Lo svizzero non è ancora un giocatore della Roma, ma attraverso le radio e i social network è già partita la disputa fra gli integralisti che non vogliono l’ex-laziale (reo di aver segnato in un derby che costò lo scudetto) e i moderati che lo accoglierebbero a braccia aperte. Lui, Behrami, non vede l’ora di tornare nella capitale e ha già dichiarato di non avere alcun problema a vestire la maglia giallorossa. La Roma ha intavolato da tempo la trattativa con il West Ham. La società londinese è disposta allo scambio fra lo svizzero e il portiere Doni che andrebbe a sostituire Green (massacrato dai media inglesi dopo la papera al mondiale). L’accordo fra la Roma e il giocatore, invece, è stato già trovato. Behrami ha detto sì a un triennale da 1,5 milioni. Prima di chiudere per l’esterno, la Roma vuole però porre fine alla telenovela-Burdisso. Oggi Pradè e Branca si incontreranno di nuovo a Milano. Stavolta, sembra, per chiudere la faccenda. Hidalgo, procuratore dell’argentino, ha ribadito ieri la voglia del suo assistito di tornare nella capitale: «Nicolas vuole la Roma. Non siamo però disposti ad aspettare all’infinito. Speriamo questa sia la volta buona». La Roma alzerà l’offerta a 6 milioni e, a meno di rotture clamorose, dovrebbe chiudere l’affare entro domenica. Nel frattempo il difensore ha raggiunto Benitez a Filadelfia e aspetta solo un segnale per riprendersi la maglia (il suo numero per ora è stato assegnato a Barusso). La squadra giallorossa si radunerà oggi a Trigoria in vista del Tornoi de Paris. Dopo il doppio impegno transalpino (sabato alle 16.45 contro il Bordeaux, domenica alle 19 di fronte al PSG), è in programma il 5 agosto l’amichevole a Valencia con il Levante. Poi, doppia fermata in Italia: l’8 a Pescara, l’11 a Grosseto. Chiusura il 13 ad Atene, ospiti dell’Olympiacos.-leggo-

Gattuso e Huntelaar restano rossoneri

luglio 29, 2010 pubblicato da: Alessandra  
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Gattuso e Huntelaar, due storie diverse, due finali che un po’ si assomigliano. Vestiranno la maglia del Milan per un altro anno, poi si vedrà. Ma le strade che hanno portato a questa conclusione sono di lunghezza e ampiezza differenti. Gattuso si è rimboccato le maniche e, quasi rinfrancato dai ritmi e dai carichi pretesi da Allegri, è tornato a ringhiare. Il nuovo tecnico è entusiasta della sua grinta, ma anche persuaso che le sue condizioni fisiche non siano quelle che qualcuno gli aveva sussurrato prima che l’azzurro tornasse a Milanello. È stato Allegri a chiedere che Gattuso non si muovesse e, alla fine, tanto ha fatto che anche Galliani è sceso in campo. L’ad rossonero ha parlato con il giocatore durante la cena di martedì a Milanello. Poche battute, un gesto d’intesa e un sorriso.Quei propositi d’addio che svaniscono, in attesa di capire quale ruolo Allegri abbia in mente per lui. Huntelaar, invece, resta soprattutto perché lo ha deciso lui. Ha rifiutato un’offerta di un club turco, ha puntato i piedi nonostante lo stesso Galliani gli avesse fatto capire che sarebbe stato meglio cambiare aria. Alla fine resterà. Lo ha confermato il suo agente, pronto a smentire le sirene inglesi: «Non è arrivata nessuna offerta dalla Premier – assicura Oostervelt – Huntelaar è contento a Milano e il club è contento di poter contare su di lui. Quest’estate non si muoverà ». -dnews-

Maicon, è un nodo Real la trattativa si arena

luglio 29, 2010 pubblicato da: Alessandra  
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Caliendo è arrabbiato, Maicon è arrabbiato, Florentino Perez è arrabbiato. Insomma, tutti arrabbiati, tranne l’Inter. Nell’intricata telenovela estiva relativa al passaggio di Maicon al Real Madrid, infatti, l’unica a non subire emicranie continue pare essere proprio la società nerazzurra, per la quale la situazione è chiara: trovate un’intesa, dateci i soldi che vogliamo e il giocatore è vostro. Ma non è così semplice, anzi. E a smenarci, più di tutti, è proprio Maicon, che ora è mal visto da una parte e dall’altra. Il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, avrebbe deciso di porre un limite alle trattative con l’entourage del giocatore sull’ingaggio che dovrebbe percepire il giocatore qualora finisse in Spagna: non più di 5.5 milioni di euro bonus inclusi, a fronte dei 7 richiesti da Caliendo. È qui che si sta bloccando l’affare nelle ultime ore. Come se non bastasse, a chiudere ulteriormente la porta ci sono anche le dichiarazioni di José Mourinho, che intervistato da TVI non parla di Maicon, tutt’altro. Lo Special One infatti preferisce chiamare a sé il difensore Ricardo Carvalho, operazione low cost alternativa a quella costosissima del brasiliano: «Uno dei migliori al mondo, lo ho sempre detto. Ora è avanti con gli anni, ha raggiunto la maturità assoluto, vediamo cosa succederà», dice lasciando intendere che ci si sta lavorando. L’altra alternativa è David Luiz: «Un difensore che diventerà importante per il calcio europeo nel breve. Ma il prezzo è proibitivo». Nemmeno una parola su Maicon: che sia solo pretattica? Intanto, in casa Inter, la voce grossa la fa Esteban Cambiasso, che intervistato da Inter Channel in terra americana dice a chiare lettere: «All’Inter non si sta comodi, ma felici»; chiaro il riferimento a Balotelli, ma chiara anche la frecciatina a Maicon. Qui i musi lunghi non li vogliamo. Al momento, la situazione è questa: la trattativa prosegue, il nodo è ovviamente lo stipendio che Maicon dovrebbe percepire. Ma visto che c’è già stato un contatto telefonico tra Maicon e Mourinho, il tutto sembra uno scoglio superabile. Antonio Caliendo, agente di Maicon, ha negato d’aver mai chiesto 7 milioni all’anno per il suo assistito, mentre da Madrid dicono diversamente. Un accordo si troverà: tra Real e Inter si parla di un’operazione complessiva di 30 milioni di euro, bonus inclusi. Intanto Rafael Benitez si appresta a riabbracciare molti dei tasselli più importanti del mosaico a sua disposizione. Ieri sera sono rientrati i tre brasiliani (Julio Cesar, Maicon e Lucio), i tre argentini (Samuel, Burdisso e Milito) e Muntari. L’unico che non si aggregherà ancora al gruppo è Sneijder, che arriverà direttamente a Milano. L’olandese difficilmente riabbraccerà Mario Balotelli: ieri il suo agente, Mino Raiola, era Manchester in riunione con il City per definire l’accordo; stamattina (o domani) i dirigenti inglesi arriveranno a Milano per formalizzare l’accordo con l’Inter. Probabile che SuperMario si aggreghi al City sabato, subito dopo la partita che lui, comunque, non giocherà. -dnews-

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