Roma, Borriello è ufficiale
Agosto 31, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria In primo piano
Marco Borriello è un nuovo attaccante della Roma. Il club giallorosso e il Milan hanno trovato l’accordo per il trasferimento del giocatore. La Roma lo ha acquisito in prestito con diritto di riscatto. Borriello che ha raggiunto la sede del Milan insieme al suo agente ha accettato l’offerta della Roma, rappresentata dal direttore sportivo, Daniele Pradè, anche lui nella sede del Milan. Questo il comunicato ufficiale apparso sul sito del Milan: "A.C. Milan comunica di aver ceduto all’ A.S. Roma, a titolo temporaneo, le prestazioni sportive del calciatore Marco Borriello". Queste le parole del neo attaccante romanista a Sky: "Ora sono un giocatore della Roma, questa è una svolta importante della mia carriera ma non voglio parlare della Juventus. Ne parlerò domani in conferenza stampa"
Solo mezza Inter
Agosto 31, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
Vita dura per l’Inter campione d’Italia. Quarto pareggio consecutivo all’esordio in campionato. Rafa Benitez ha ripetuto quanto avevano fatto Mancini (2007) e Mourinho (2008 e 2009) e pensando a come era andata a finire in maggio, questo rilievo statistico è l’unico elemento che può indurre il tecnico spagnolo all’ottimismo. La partita con il Bologna ha dimostrato che, al momento, le stelle guardano da un’altra parte. Dopo un primo tempo di stenti, contro un avversario che ha corso di più e che si è battuto con il massimo del furore agonistico possibile, gli interisti hanno provato in tutti i modi a vincere la partita nella ripresa, riuscendo a tirare 15 volte in porta e costruendo almeno 5 palle-gol, compreso quella di Eto’o, che ha calciato il pallone sulla traversa (31’). Si è vista ancora una squadra imperfetta, lontano dalla migliore condizione, che litiga con il gol, ma che ha messo in campo tutto quello che aveva, anche se l’impressione è che il gruppo abbia perso un po’ di convinzione, cioè la sicurezza di arrivare al traguardo con i 3 punti che tante volte si era vista nel biennio di Mourinho. Benitez ha insistito sul 4-2-3-1, immettendo un uomo fresco, Mariga, che molto ha corso e che ha recuperato tanti palloni, ma la formula a trazione offensiva non è sembrata congrua alla condizione degli uomini d’attacco e allo sviluppo di partenza della partita. Milito e Pandev sono apparsi ancora fuori dal gioco; Eto’o, che aveva cominciato male, pretendendo di fare tutto, anche quello che non gli compete e Sneijder sono cresciuti nella ripresa, trascinando l’Inter all’assalto per portare a casa la vittoria. Però questo sistema di gioco non è obbligatorio; si possono tentare in partenza anche altre soluzioni, magari meno dispendiose, in un momento in cui la condizione generale è ancora precaria. La prima parte della gara aveva confermato gli stenti nerazzurri: poche idee e tutte poco chiare, uno sviluppo del gioco macchinoso e tormentato, nessun movimento senza palla, situazioni sempre prevedibili, contro un avversario che, nonostante l’esonero dell’allenatore (Colomba) all’antivigilia del debutto, ha dimostrato di avere lavorato bene in estate. Contro il pressing del Bologna, gli interisti rimanevano fermi ad aspettare, cercando soltanto dribbling avventurosi, in assenza di un gioco collettivo e di quei movimenti senza palla, senza i quali non si va da nessuna parte. In assenza di sbocchi in avanti, l’Inter ha concesso anche due palle-gol al Bologna, per errori che chi ha vinto la Champions League non dovrebbe fare: Gimenez ha avuto una doppia occasione per il vantaggio, sprecato con due conclusioni sbilenche. Per vedere qualcosa di accettabile nei 20 metri finali da parte degli interisti, è stato necessario aspettare gli ultimi 5 minuti, quando il ritmo è salito e la partita si è in parte sbloccata. Era evidente che il Bologna non avrebbe potuto reggere il ritmo imposto nel primo tempo, anche se fino all’ultimo secondo la squadra ha difeso il pareggio con dedizione assoluta. Così l’Inter, nella ripresa, ha cominciato a guadagnare campo e a farsi minacciosa, riducendo la forza del contropiede rossoblù. L’Inter ha provato in tutti i modi a cercare il gol, con soluzioni centrali, da lontano, compresa la punizione finale di Sneijder (50’), deviata in angolo da Portanova e allargando il gioco sulle corsie esterne. Ma la difesa del Bologna ha sempre saputo reggere l’urto, e Viviano, che al 50% è ancora dell’Inter, ha parato tutto quanto era possibile. È mancata all’Inter anche un po’ di lucidità negli ultimi 20 metri, segno che la squadra resta un cantiere aperto: la sosta per le nazionali difficilmente risolverà i problemi, perché a lavorare con Benitez resteranno in pochi, per prepararsi a un settembre nel quale già si giocheranno molto. Con questi uomini, perché oggi, ultimo giorno di mercato, non sono previsti fuochi d’artificio. Per una volta, sarà un’estate austera. (Monti coSera)
Roma, spunta una società interessata all’acquisto
Agosto 31, 2010 pubblicato da: Alessandra
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ROMA. I soliti noti. La Roma si rimette al lavoro oggi pomeriggio e per Claudio Ranieri, intristito dal pareggio con il Cesena, nessuna novità: Behrami sembra destinato a restare un sogno e la truppa è sempre ottima ed abbondante. La Roma degli indesiderati è fedele al suo motto: nessuno li vuole e allora tutti insieme appassionatamente a Trigoria. Per Baptista, è sfumato lo Schalke 04. Per Doni, niente Benfica: se il portiere brasiliano fosse finito in Portogallo, la Roma avrebbe arruolato Marchetti, in disgrazia a Cagliari. Vacanze romane anche per Cicinho: nonostante l’ottimismo del suo procuratore, Riccardo Sarti, nessuno ha bussato alla porta della Roma. Il Torino non vuole Loria. Morale: le uniche operazioni in uscita, oggi, dovrebbero riguardare Greco a Padova e Barusso a Livorno. La vendita del club Il direttore sportivo Daniele Pradè sbarca oggi a Milano. È restato a Roma, negli ultimi due giorni, perché per chiudere un’eventuale operazione internazionale meglio gli uffici di Trigoria che il caos del calciomercato. Oggi è il giorno degli affari last minute e, all’ultimo momento, potrebbe scapparci qualche colpo a sorpresa. Pradè però lo esclude anche se, da buon credente, non mette limiti alla divina provvidenza. Altri limiti, decisamente più terreni, sembrano destinati a segnare le giornate della Roma e ieri, sulla scia di un paio di lanci di agenzia dell’Adnkronos, è tornata d’attualità la questione societaria. I due dispacci hanno messo in evidenza altrettante questioni. La prima: la Banca d’affari Rotschild, advisor scelto da Unicredit per curare la vendita del club, avrebbe ricevuto una lettera con manifestazione d’interesse da parte di una società che fa capo ad un gruppo multinazionale. La seconda: Unicredit e la famiglia Sensi hanno dato a Rothschild l’input per trovare un acquirente che «valorizzi l’asset e abbia un progetto serio per il futuro della società». L’agenzia Adnkronos è controllata dal 1999 da Giuseppe «Pippo » Marra, amico storico dei Sensi. Basta scorrere alla lettera i due lanci per capire l’attivismo di ieri: si vuole far sapere che ci sono investitori interessati alla Roma e si vuole ricordare che, nelle pieghe dell’accordo del 26 luglio, la Roma va venduta auspicabilmente ad un acquirente credibile, possibilmente danaroso e preferibilmente senza guai in arrivo. È un avviso ai naviganti, soprattutto ai salotti della finanza romana, e anche una discesa in campo: Adnkronos sarà la sentinella dei Sensi in questa fase cruciale. (gaSport)
Udinese ko, il Genoa espugna il Friuli
Agosto 29, 2010 pubblicato da: Alessandra
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L’Udinese comincia con una beffa a dieci minuti dal termine. Si, perché a prescindere dal bel gesto tecnico del neo entrato Mesto, che ha infilato in rovesciata il gol del successo rossoblu, la sconfitta dei friulani suona come uno schiaffone immeritato dopo una gara condotta con buon piglio anche se non confortata da vere e proprie occasioni da rete. Di fronte a un Genoa ruvido e tignoso a centrocampo, la formazione di Guidolin ha subito opposto convinzione a centrocampo e in fase offensiva e soprattutto una concentrazione difensiva che ha bagnato le polveri del temuto potenziale balistico dei liguri. Con Di Natale punto di riferimento avanzato sostenuto da un finalmente reattivo Floro Flores, dal solito, funambolico Sanchez e da un Cuadrado a fare l’elastico sulla fascia di Sculli, l’Udinese più del Genoa ha saputo comunque avvicinarsi alla porta avversaria, con Eduardo a disimpegnarsi egregiamente sulle conclusioni dello stesso Floro al 12′ e soprattutto su una fucilata dalla lunga distanza di Pasquale al 42′. Il Genoa, che perdeva Toni per infortunio al 39′ della prima frazione, una sola volta, anche se seriamente, metteva in difficoltà Handanovic, con l’estremo sloveno a salvarsi sulla linea, con la collaborazione di Coda, su un’inzuccata di Palacio al 22′. Grande battaglia fisica nella zona mediana, Udinese reattiva e Genoa che rischiava di rimanere in dieci alla mezz’ora, con Dainelli autore di un fallo da tergo su Inler che l’arbitro Rocchi sanzionava solo con un giallo. Spingeva sull’acceleratore, l’Udinese, nella ripresa, costringendo il Genoa a rintanarsi nella propria metà campo, anche se gli spazi giocabili risultavano comunque ridotti. Con una manovra fluida vivacizzata da Sanchez, i friulani spingevano con continuità sul fondo reso viscido dalla pioggia ma i veri pericoli per Eduardo risultavano relativi. Era invece il Genoa a protestare vivacemente al 20′ per un mani di Domizzi che i rossoblu ritenevano entro l’area ma che Rocchi puniva invece con un calcio dal limite. E quando ormai pareva che il nulla di fatto fosse scontato ecco il colpaccio inatteso degli ospiti, con l’ex Mesto, in mezzo all’area, ad andare, come dicono i brasiliani, in bicicletta e infilare imparabilmente Handanovic. Prima della partita Giuseppe Padulano, oggi questore a Trieste ma fino a pochi giorni fa a Udine, è stato premiato dall’Udinese.
Il Cesena frena la Roma all’Olimpico
Agosto 29, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Una Roma troppo sprecona stecca l’esordio in campionato all’Olimpico contro la neopromossa Cesena. La squadra di Ranieri non riesce a sfruttare le occasioni capitategli durante i 90 minuti ed esce dal terreno di gioco con lo 0-0. Fa festa il Cesena, al ritorno in serie A dopo 19 anni, sceso in campo con la mentalità di chi non vuole chiudersi in difesa ma che cerca di fare il proprio gioco pungendo in avanti. Anche se la Roma avrebbe meritato la vittoria ai punti, ottima comunque la prova in termini di personalità dei romagnoli. Dopo un brivido iniziale la Roma prende subito il comando delle operazioni. Cassetti va via sul fondo e mette dentro un pallone respinto male dalla difesa cesenate, arriva Menez ma la squadra di Ficcadenti si salva con una respinta sulla linea. Poco dopo ci prova Vucinic dopo una bella combinazione con Totti, ma la sua conclusione finisce alta. Il Cesena si fa vivo dopo 20 minuti con Nagatomo: bel suggerimento di Giaccherini per il giapponese che incrocia dalla sinistra sfiorando il palo. Alla mezz’ora accelerazione di Perrotta dopo un buon dribbling di Vucinic, il centrocampista rientra verso l’interno ma viene neutralizzato. Il Cesena sta ben coperto e prova a reagire in contropiede ma al 35′ Bogdani spreca una buona opportunità. Il secondo tempo si apre con una girata di Schelotto da buona posizione, ma il pallone finisce alto. A metà ripresa il Cesena rischia grosso. Antonioli smanaccia in malo modo un cross basso, sul pallone si avventa Vucinic che calcia a botta sicura ma il portiere del Cesena compie il miracolo. Sul calcio d’angolo seguente la conclusione di Riise viene deviata ancora una volta. L’ultimo quarto d’ora è al cardiopalma: prima ci prova Totti in tre occasioni (due tiri da lontano e un colpo di testa) poi per poco Bogdani non beffa i padroni di casa anticipando Julio Sergio in uscita. Nei minuti finali è assalto Roma ma il risultato non cambia neanche sull’ ultima percussione di Brighi con Antonioli che salva la propria porta.
Anticipo serie A, Udinese-Genoa 0-1
Agosto 28, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
Anticipo serie A, Udinese-Genoa 0-1. Sono del Genoa i primi tre punti del campionato di serie A 2010-2011: i rossoblù vincono 1-0 in casa dell’Udinese. Nel primo tempo,dopo un inizio stentato (Handanovic salva su Sculli), i friulani prendono in mano le redini del gioco e mettono in difficoltà i rossoblù. Toni esce al 39′ per infortunio (dentro Palladino). Nella ripresa stesso copione, ma nel finale per l’Udinese c’è la doccia fredda: Genoa in gol con una bella rovesciata acrobatica di Mesto su spon da aerea di Dainelli (81′).I liguri, in 10 (Palladino out), resistono ed è 0-1.
Riacquistato Burdisso la Roma prova a concedere il bis
Agosto 28, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Non andrà in campo, ma l’applauso più forte dell’Olimpico sarà sicuramente per lui. Nicolas Burdisso, dopo la telenovela più lunga dell’estate, oggi sarà l’invitato speciale per la «prima » della Roma in campionato, contro il Cesena che rivede la serie dopo 19 anni. Roma e Inter hanno trovato l’accordo su tutto—8 milioni ai nerazzurri, come volevano, pagabili in tre anni — ma l’incontro tra Pradè e Branca ieri è stato «disturbato » dalla contemporaneità della finale di Supercoppa europea tra Inter e Atletico Madrid. Ci sono ancora piccolissimi dettagli da mettere a punto e, comunque, non ci sarebbero stati i tempi tecnici per mandare in campo Burdisso stasera con la maglia giallorossa. Questione di rispetto anche per Philippe Mexes, che ha fatto tutta la preparazione con la squadra e al quale sarebbe impossibile spiegare un’eventuale esclusione all’ultimo istante. Tra il caso-Burdisso e il caso- tessera del tifoso — sono previste proteste da parte di parecchi gruppi della curva Sud, che entreranno nello stadio solo nel secondo tempo o non entreranno per niente — si è parlato pochissimo della partita che, anche per questo, potrebbe essere una trappola per la Roma. I giallorossi hanno «toppato » la prima uscita ufficiale della stagione, perdendo 3-1 contro l’Inter nella Supercoppa italiana, emettendo in mostra alcuni problemi. Il portiere Lobont è stato molto incerto e, anche per questo motivo, è stato accelerato il rientro del titolare Julio Sergio, che è stato convocato e dovrebbe riprendere il suo posto. Adriano è sembrato un fantasma nella mezzora giocata a San Siro e poi si è infortunato in allenamento: starà fuori almeno un mese e, per un giocatore che cercava la forma e una dieta più efficace, non è certo una buona notizia. Non convocato Julio Baptista, che ormai è un caso. Il suo procuratore ha chiesto chiarezza alla dirigenza giallorossa, la Roma chiede che il brasiliano accetti l’offerta del Galatasaray e porti i soldi per acquistare Behrami last minute. Claudio Ranieri è stato molto cauto, mettendo l’Inter sul podio e la Roma nel gruppone che insegue. Una specie di girone dantesco dove si può arrivare indifferentemente secondi o sesti: «L’arrivo di Ibra può portare il Milan a livello dell’Inter. Altre squadre si sono rafforzate di più e noi di meno, per i motivi che conosciamo. Io, però, continuo a puntare sul mio gruppo perché so che risponde al meglio alle difficoltà. Per questo chiedo subito i tre punti. Dobbiamo partire forte, loro sono una neopromossa compatta e veloce e noi dobbiamo interpretare bene la gara. Ho fatto ai miei il lavaggio del cervello perché abbiano la giusta umiltà. Vogliamo ripetere il campionato dell’anno scorso». Il Cesena sarà seguito all’Olimpico da oltre 600 tifosi e in porta avrà uno dei protagonisti dell’ultimo scudetto giallorosso, nel 2001, e cioè Francesco «Batman» Antonioli. Hanno fatto più notizia, però, le foto osée diffuse su Internet della bellissima moglie della sua riserva, l’argentino Cavalieri, appena arrivato dal Liverpool. L’arma dei romagnoli in serie B era una difesa quasi imbattibile. Partito Bisoli per Cagliari, il nuovo allenatore Ficcadenti ha portato un 4-3-3 molto offensivo. Basterà per salvarsi? (Valdiserri CoSera)
Totti: «Io, a caccia del mito Baggio»
Agosto 28, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Il 28 marzo 1993 i giornali raccontavano cose singolari (lo scomparso Msi che elogiava l’ex leader comunista Togliatti) ed altre abbastanza normali (gli imprenditori Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti che litigavano). Essendo domenica, però, i tifosi erano più in ansia per il calcio, e così faceva notizia che Roberto Baggio, stella bianconera, avrebbe saltato la partita in trasferta con l’Ancona per un fastidio al fianco sinistro. La Juve vinse lo stesso (0-1) ma non fece troppa notizia, così come l’esordio in serie A di un sedicenne che si chiamava Francesco Totti. A dividerli c’era l’età e un pezzo di storia del calcio; a riunirli, oltre 17 anni dopo, una rincorsa fra cannonieri che riparte stasera all’Olimpico con Roma-Cesena. L’aggancio Nulla di strano, d’altronde. Baggio ha chiuso la sua carriera al 5° posto fra i cannonieri della Serie A, con 205 gol all’attivo. Totti (6°) lo insegue a 192, tant’è che ha aperto ufficialmente la caccia ad uno dei miti del calcio italiano. «I due obiettivi personali che mi sono posto per questa stagione sono quelli di superare quota duecento gol nella massima serie e poi agganciare Baggio—ha detto —. Se gli infortuni non mi ostacoleranno potrei farcela anche nel girone d’andata». E non è una spavalderia, tant’è che gli scommettitori hanno già quotato il sorpasso a breve. Bandiere e no Sarebbe la conclusione di un ping pong fra fuoriclasse che hanno avuto in comune un talento straordinario, dividendosi però sull’interpretazione del ruolo simbolico di campione. Baggio ha attraversato tutta la nobiltà del calcio italiano lasciando dietro di sé una scia di affetto e nostalgia, Totti ha voluto essere il simbolo moderno di Roma, godendone la gloria e pagando probabilmente un prezzo di visibilità internazionale. Motivo in più perché il giallorosso viva questa rincorsa come un tassello della carriera, sapendo bene come ogni suo record in qualche modo si coniughi con il decollo della sua squadra. Insomma Antonioli — ex di lusso che riporta alla memoria l’ultimo scudetto romanista— farà bene a stare attento, perché il capitano ha fretta e famedi applausi dinanzi ad un Olimpico avvelenato dalle polemiche sulla tessera del tifoso -GaSport-.
Ibra al Milan può arrivare già stasera
Agosto 28, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
A Milanello è tutto pronto: per Ibra le porte sono aperte a qualsiasi ora. Già stasera o al massimo domattina. Pronta anche la maglia: quella con il numero 11, lasciata libera da Huntelaar. L’appuntamento decisivo con il Barcellona è stato fissato per le 16.30 al Camp Nou e il timing dell’operazione dipende proprio dalla durata di questo incontro. Galliani ha lavorato intensamente sino a tarda ora per fare l’ultimo passo, quello decisivo: ha già strappato uno sconto consistente su un’operazione che al lordo tra cartellino e ingaggio costerà comunque circa 100 milioni di euro, e oggi cercherà di abbassare ancora il prezzo. Ieri l’a.d. rossonero ha freneticamente tenuto i contatti con Sandro Rosell (ancora a Ibiza) e ha incontrato Mino Raiola per concordare l’ingaggio con il giocatore. Il traguardo appare davvero vicino. Il comunicato Una battuta di Raiola fotografa al meglio l’evoluzione della trattativa: «Volete sapere se il bambino è nato? Diciamo che siamo all’ottavo mese ». La giornata, però, consegna gli immancabili colpi di scena. Su tutti il durissimo comunicato con cui il Barcellona prende le distanze dall’agente di Zlatan per le dichiarazioni degli ultimi giorni su Guardiola. Il club catalano minaccia addirittura un ricorso alle vie legali, vedendo messa in discussione la reputazione del suo tecnico. La buonuscita Di buon’ora Ibrahimovic arriva al campo e stavolta si allena. E alle 10 al Camp Nou arriva anche Raiola, accompagnato da Rafaela Pimenta, legale della sua scuderia. Negli uffici del club si fermano sino alle 12,30 e trattano con gli avvocati del Barça. All’ uscita lui mischia le carte e nega d’aver parlato di Zlatan. In realtà ha trattato la buonuscita del suo assistito. E subito dopo va a trovarlo a casa per fare il punto. L’attesa Nel frattempo Adriano Galliani aspetta una chiamata in albergo. Alle 16,15 è proprio Raiola a raggiungerlo al Juan Carlos I. Gli chiedono della buonuscita e lui rilancia: «Ma quale buonuscita, Zlatan se mai tratta una super uscita». E va verso l’ascensore che lo porta alla stanza del dirigente rossonero. Il Milan insiste nel proporgli un contratto da 9 milioni a stagione netti per 4 anni. Il Barcellona, partito da una richiesta di 40 milioni per il cartellino, è sceso a 30, ma Galliani ha detto chiaro a Rosell che non va oltre i 25 se lo svedese non cala le sue pretese. L’operazione, alla fine, è disegnata così: prestito con obbligo di riscatto e pagamento in tre anni. Quindi il club rossonero potrebbe spalmare l’investimento su quattro stagioni. Ieri al telefono Ibra ha già dato un assenso di fatto al manager rossonero. Ora serve anche il sì di Rosell. -GaSport-



