Si comincia come si era finito: all’Inter la Supercoppa
agosto 22, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria In primo piano
I nerazzurri conquistano il trofeo battendo 3-1 la Roma a San Siro. Totti ispira, giallorossi avanti con Riise. Poi la rimonta grazie a Pandev e a un super Eto’. Ancora e sempre Inter. Il filo della vittoria non si spezza per i nerazzurri; da Mourinho e Benitez, il risultato non cambia. Zanetti e compagni conquistano la Supercoppa battendo 3-1 la Roma in un match piu’ equilibrato di quanto non dica il risultato. Due gravi disattenzioni di Vucinic e Taddei hanno regalato altrettanti gol ai campioni d’Europa, ma la squadra di Ranieri non ha affatto sfigurato. Primo tempo equilibrato, con i giallorossi che si fanno preferire per compattezza e concentrazione su un’Inter distratta. Con Totti ispiratore, Vucinic spreca a tu per tu con Julio Cesar. Menez irride Chivu ma non centra lo specchio della porta. Al 20′ i giallorossi passano: il solito Totti pesca Riise in profondita’, che con un tocco di esterno sinistro beffa Julio Cesar. L’Inter si rovescia in avanti alla ricerca del pari, che trova grazie a un clamoroso errore di Vucinic, il cui retropassaggio si trasforma in un assist al bacio per Pandev. Tocco sotto misura del macedone e palla in rete. Ripresa in equilibrio, fino al minuto 70′: percussione di Lucio sulla destra che scarica per Milito; el Principe serve a centro area Eto’o che con un tocco sotto misura brucia Lobont. Entra in campo Adriano, ma la Roma non c’e’ piu’. All’80′, Taddei regala il pallone a Eto’o che di sinistro supera un incerto Lobont. Il 3-1 punisce eccessivamente la squadra di Ranieri, ma premia la superiorita’ complessiva dei campioni d’Europa e d’Italia. La stagione si apre come si era chiusa quella precedente, con l’Inter che arricchisce con la quinta Supercoppa la sua gia’ florida bacheca. -goalcity-
Benitez avvisa la Roma: voglio iniziare vincendo
agosto 21, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Sport
Adesso l’era Mourinho è davvero finita. Alla vigilia della finale di Supercoppa contro la Roma, suo debutto sulla panchina dell’Inter in una gara ufficiale, Rafa Benitez, mostra la stessa fame del suo predecessore «Voglio iniziare vincendo » sorride affabile. Ma, diversamente dal mago di Setubal, si scansa da ogni riflettore, perchè se si porta a casa la Coppa «la vincono la società e i giocatori e, poi, tutti quelli che sono vicini». Poche parole, misurate e implacabili, per cancellare l’immagine guascona del portoghese e quel «Benitez non vincerà più di me», lasciato cadere a poche settimane dall’inizio della nuova stagione e dal primo dei trofei in palio: primo tassello di un Grande Slam che in Corso Vittorio Emanuele tutti vogliono inseguire. E tra qualche giorno potrebbe arrivare il rinforzo Kuyt. vecchio pallino di Benitez. «Siamo contenti di disputare la gara che ci attende contro la Roma – ha esordito in conferenza stampa il tecnico spagnolo – dopo il Mondiale certamente non è mai facile iniziare, ma durante l’estate abbiamo lavorato bene e siamo pronti» per inseguire nuove vittorie: a partire dalla sfida con i giallorossi. «La Roma – ha osservato Benitez – è una squadra forte, con un buon allenatore e giocatori di qualità. La chiave saranno i calciatori che hanno vinto e vogliono continuare a vincere: anzi, vogliono vincere ancora di più». E, bandito ogni nervosismo per il debutto ufficiale – «sono un po’ vecchio, ho un po’ di esperienza per essere nervoso » – l’allenatore nerazzurro mostra rispetto per l’avversario Ranieri, protagonista insieme a Mourinho, lo scorso anno, di battibecchi e punzecchiature. Sicuro degli stimoli che muovono la sua squadra, Benitez liquida in poche battute le sirene del mercato – «è responsabilità del direttore dell’area tecnica Marco Branca, io lavoro sul campo» – e resta abbottonato sull’undici da mandare in campo contro la Roma. «La formazione ce l’ho in testa, vedremo dopo l’allenamento. Zanetti sta bene» e potrebbe essere schierato, fin da subito, sul terreno di gioco. Recuperato Zanetti, Benitez dovrebbe disegnare un’Inter disposta con il 4-2-3-1: Julio Cesar in porta, Maicon e Chivu esterni, Lucio e Samuel al centro della difesa, Zanetti-Cambiasso diga di centrocampo e il trio Pandev-Sneijder-Etòo dietro Milito. Se Rafa stima Ranieri, il sentimento è ricambiato dal tecnico giallorosso. Tentato, e non poco, da uno sgambetto ai nerazzurri. Ben lontano da ogni nostalgia per il ”guru” di Setubal. «L’Inter è sempre la favorita – ha affermato Ranieri – ma è una partita secca e ce la giochiamo, ci proviamo con tutta la nostra forza e il nostro orgoglio. Rispettiamo » i nerazzurri «ma abbiamo tantissimi tifosi al seguito», circa 20.000 «e cercheremo di fare nostra la coppa», cercando di frantumare, subito, i sogni di ‘grandeur’ intera. Serafico nello snocciolare i propri desideri, Ranieri dedica parole al miele a Benitez e una stilettata a Mourinho, ex del campionato italiano ancora ingombrante. «In campo giocano le squadre – ha liquidato l’argomento – e direi che non mi manca ». -ilpiccolo-
Aquilani rinforza la Juventus
agosto 21, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Ieri Krasic e oggi Aquilani in prestito. La Juventus stringe i tempi sul mercato, ma stenta ancora in campo: l’altra sera si è praticamente qualificata per l’Europa League ma non è piaciuta contro il modesto Sturm Graz. In particolare Diego, la cui cessione poteva dare una svolta alla campagna acquisti, convince sempre meno. L’esistenza di una trattativa per Aquilani dimostra che Marotta e Del Neri sono convinti che a centrocampo, oltre alla qualità, manchi anche un regista capace di lanciare con i tempi giusti le ali. L’ex romanista costerebbe troppo (almeno 20 milioni) se acquistato e non offre garanzie sul piano fisico, perchè da due anni è vittima di infortuni ricorrenti: la Juve aveva già messo gli occhi addosso al giocatore del Liverpool lo scorso anno, quando era ancora giallorosso, ma fu dissuasa proprio perchè era rimasto fermo per mesi. Il procuratore dell’ex alabardato ammette: «Siamo ai dettagli, è fatta». Si tratterebbe di un prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 16 milioni.
Juve, Del Neri: Dimentichiamo i fantasmi del passato
agosto 20, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Fra i più contenti del risultato, a fine gara, c’è naturalmente Del Neri, che però non è del tutto soddisfatto dall’atteggiamento della sua squadra: «Abbiamo sofferto, è inutile negarlo, probabilmente perché dopo aver segnato il primo gol abbiamo pensato che fosse tutto più facile e ci siamo un po’ rilassati, subendo la loro reazione. E’ stato un errore che non si deve commettere, perché l’aspetto mentale è importantissimo ». Ma che Juve ha visto in campo Del Neri? «Possiamo sicuramente fare molto meglio. Abbiamo preso una rete da evitare, però adesso non tirate fuori i soliti fantasmi della scorsa stagione. Quelli ormai sono passati e non esistono più, credetemi. Dimenticati per sempre. E’ vero però che dobbiamo ancora crescere e lo possiamo fare soltanto se guardiamo avanti e proseguiamo per la nostra strada, senza subire condizionamenti». Buono il risultato, in sostanza, un po’ meno il modo in cui è maturato. L’importante però è che la “nuova” Juve abbia vinto ancora, battendo anche alcuni aspetti ambientali al limite del grottesco. Fra gli inservienti di servizio, schierati ieri sera sul campo di Graz, ce n’erano infatti alcuni muniti di variopinti ombrelloni. Il loro compito diventava evidente ogni volta che un giocatore bianconero si apprestava a calciare un corner: gli omini, infatti, gli si avvicinavano per proteggerlo da eventuali oggetti o sputi provenienti dagli spalti. Ciononostante i bianconeri hanno portato a casa il risultato pieno che li mette quasi al sicuro per il match di ritorno in calendario giovedì prossimo. -lastampa-
Calciomercato Milan, ufficiale l’arrivo di Boateng
agosto 19, 2010 pubblicato da: Alessandra
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È ufficiale l’arrivo, in rossonero, di Kevin Prince Boateng. Il giocatore, si legge sul sito del Milan, è stato «acquisito dal Genoa con la formula del prestito con diritto di riscatto dell’ intera proprieta». Ultimo arrivato in casa Milan, Boateng è un centrocampista di 23 anni, in arrivo dagli inglesi del Portsmouth, dopo avere giocato nell’ Hertha Berlino, nel Tottenham e nel Borussia Dortmund. Boateng è stato premiato come miglior giocatore tedesco del 2006 e ha vinto la Coppa di Lega inglese con il Tottenham nella stagione 2007-2008. Il giocatore, madre tedesca e padre ghanese, ha fatto tutta la trafila nelle nazionali giovanili tedesche, ma al momento delle convocazioni per Sudafrica 2010 ha accettato la chiamata del Ghana in cui ha giocato al fianco dell’altro rossonero, Adiyiah. Il Parma ha acquistato a titolo definitivo il centrocampista Massimo Gobbi, milanese, 30 anni ad ottobre, la scorsa stagione alla Fiorentina, società da cui si era svincolato. Ha giocato le ultime 6 stagioni in seria A, prima due anni al Cagliari poi alla Fiorentina. Conta anche una presenza in Nazionale, nel 2006 in un’amichevole contro la Croazia. Altra operazione conclusa: Robert Acquafresca è di nuovo del Cagliari. Il bomber italo-polacco è stato presentato ieri mattina al Centro sportivo Cellino di Assemini. Il direttore generale Francesco Marroccu ha spiegato i dettagli dell’operazione: Robert torna in prestito con l’opzione di riscatto del cartellino da parte del Cagliari. La sua condizione è buona, se l’allenatore Bisoli glielo chiedesse, potrebbe scendere in campo già domenica sera, nell’amichevole col Betis. L’arrivo di Acquafresca rinforza il parco attaccanti rossoblù, sia qualitativamente che numericamente. Cinque attaccanti, ma il dg Marroccu sottolinea: «Potrebbero alla fine restare tutti. Il mercato attraversa una fase di stasi». (ilpiccolo)
Sampdoria, brutto stop con il Werder
agosto 19, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Il Werder dilaga con l’uomo in più, Pazzini accorcia al 90’. Un buon primo tempo poi il crollo. Per fortuna Pazzini ci mette una pezza proprio al 90′ e tiene vive le speranze doriane. La Sampdoria perde 3-1 a Brema, in casa del Werder, nell’andata degli spareggi di Champions League. Una sconfitta figlia più della poca personalità doriana che di una reale supremazia dei tedeschi. Che corrono tanto, come si usa da quelle parti, e sono più avanti nella condizione. Ma che, se attaccati, mettono i brividi ai loro tifosi perdendo spesso gli avversari diretti. I blucerchiati ci hanno messo orgoglio e non hanno mai mollato. In apertura di gara si sono visti annullare un bel gol di Pazzini per fuorigioco, sempre col centravanti hanno colto un palo pieno quando si era sullo 0-1 e hanno sfiorato tre volte il gol con Guberti e Stankevicius nonostante stessero giocando con l’uomo in meno. In pochi minuti i blucerchiati hanno rischiato di compromettere il loro sogno: al 51′ l’1-0 di Fritz, poi il palo di Pazzini, quindi la frittata: Lucchini commette un fallo da rigore e si becca seconda ammonizione e cartellino rosso. Frings dal dischetto sigla il 2-0, la Samp in dieci incassa, due minuti dopo, la terza rete di Pizarro. Al 90′, però, Pazzini trova il gol del 3-1 che tiene aperto il discorso qualificazione. Di Carlo schiera il 4-4-2, sceglie Volta in difesa e Mannini a centrocampo, in attacco la coppia Pazzini-Cassano. Inizia bene la Samp che al 4′ è pericolosa con un colpo di testa di Pazzini. Il Werder risponde con un sinistro di Frings deviato in angolo, ma al 14′ è ancora Samp: Pazzini segna, ma la sua posizione, sul cross di Semioli, è irregolare. La risposta è affidata a Hunt che impegna Curci dal limite. Al 28′ pericoloso Almeida che di testa colpisce la traversa. Non brilla Cassano. Al 44′, ci prova Bargfrede dalla distanza, bravo Curci a respingere in tuffo. Nessun cambio nella ripresa, ma al 6′ il Werder trova il jolly. Tissone sbaglia il rinvio, palla per Fritz che indovina un gran sinistro che batte Curci: 1-0 Brema. Pazzini al 13′ sfiora il pari, glielo nega il palo, poi il crollo doriano. Lucchini commette fallo in area, viene espulso e Frings dal dischetto non sbaglia. Due minuti dopo arriva anche il 3-0 firmato Pizarro. La Samp non demorde, si riorganizza e si mette ad attaccare nonostante l’uomo in meno. E dopo tre occasioni fallite di poco, al 90′ Pazzini stacca di testa sul cross di Stankevicius e mette dentro la palla del 3-1 che tiene aperto il discorso qualificazione, anche se a Marassi sarà dura. (ilpiccolo)
Europa League: Juve, Napoli e Palermo in cerca di qualificazioni
agosto 19, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Stasera a Graz la Juventus si gioca l’Europa, sia pure quella minore. Ma dopo la figuraccia dello scorso anno, anche il traguardo di entrare nel tabellone di Europa League diventa irrinunciabile e la squadra di Del Neri lo sa benissimo. Sulla carta c’è una categoria di differenza tra lo Sturm Graz e la Juventus, ma poichè la Signora è un cantiere aperto sul mercato, ben lontana dall’aver completato il disegno tattico per la prossima stagione, non mancano le preoccupazioni per una trasferta che può rivelarsi molto insidiosa. Intanto la questione Diego si trasforma sempre più in intrigo, con botta e risposta tra Juventus e Wolfsburg: l’ultima è che i tedeschi avrebbero addirittura abbassato l’offerta da 16 a 14 milioni e i bianconeri avrebbero sdegnosamente sbattuto la porta. Del Neri chiude il discorso: «Diego rimarrà con noi, come avevamo detto». Ma è proprio il tecnico il problema principale, perchè nel suo 4-4-2 c’è posto solo per due punte e Diego non lo è. Ad aggiungere ulteriormente un pizzico di pepe non certo desiderato, ci si mette anche Amauri, che martedì sera, dopo un acceso diverbio con alcuni carabinieri che lo avevano multato a Moncalieri per sosta vietata, si è preso una denuncia per oltraggio. «Una gara insidiosissima, dalle molteplici incognite, in cui la squadra dovrà avere la mentalità di sempre: propositiva e vincente». Così il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, presenta la sfida di oggi contro l’Elfsborg, andata del preliminare di Europa League. Un match che il tecnico toscano intende affrontare affidandosi agli uomini che nella passata stagione hanno conquistato il sesto posto in campionato. «L’Elfsborg è un avversario duro – avverte il tecnico – ha già alle spalle oltre diciassette gare di campionato quindi, in questo senso, è più avvantaggiato di noi». Non sarà della gara, almeno dall’inizio, il neoacquisto Edinson Cavani. Il Palermo si ripresenta in Europa con buone credenziali. Omani nello stadio Barbera, sfida agli sloveni del Maribor, reduci da altri preliminari e dunque più pronti per i match che valgono. La caratura dell’avversario, tuttavia, non mette i brividi all’allenatore Delio Rossi, all’esordio in questa competizione, dopo avere respirato l’aria della Champions sulla panchina della Lazio. (ilpiccolo)
La Francia usa il pugno di ferro contro i “ribelli”
agosto 18, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Diciotto partite di sospensione dalla nazionale per Nicolas Anelka, cinque per Patrice Evra, tre per Franck Ribery e una per Jeremy Toulalan. Queste le pene inflitte dalla commissione disciplinare della Federcalcio francese ai protagonisti del momento simbolo della disastrosa avventura della Francia al Mondiale sudafricano, il boicottaggio dell’allenamento prima dell’ultima partita del girone. Nessuna sanzione invece per il quinto giocatore deferito, Eric Abidal, chiamato a rispondere del rifiuto di scendere in campo nel match conclusivo, contro i padroni di casa, che sancì l’eliminazione dei Bleus dal torneo. A pagare il prezzo più alto nella brutta vicenda, come tutti si aspettavano, è stato il bizzoso Anelka, i cui insulti all’allora ct Raymond Domenech durante l’intervallo tra primo e secondo tempo della partita con il Messico, finiti in prima pagina sul quotidiano sportivo L’Equipe, avevano dato il via al putiferio. I rapporti tra il trentunenne attaccante del Chelsea e la Fff si sono definitivamente guastati con il suo allontanamento anticipato dal campo base della nazionale francese in Sudafrica, a Knysna, e la sua assenza ingiustificata all’udienza di oggi non ha certo sorpreso i vertici federali. La giustizia sportiva è stata invece relativamente clemente con capitano e vicecapitano dei Bleus ai Mondiali, Patrice Evra e Franck Ribery, sanzionati per il loro ruolo istituzionale ma anche perchè ritenuti leader della protesta.
Champions, Werder-Samp senza Oezil
agosto 18, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Si dice, solitamente, che è meglio guardare in casa propria. Ma è difficile sbagliare pensando a un Di Carlo più sereno quando gli è stato comunicato che il sito ufficiale del Werder riportava la notizia della cessione al Real Madrid di Mesut Oezil. Il Real ha annunciato ufficialmente il trasferimento questo pomeriggio, senza precisarne il prezzo. Ma la stampa sportiva madrilena non ci ha messo molto a scoprirlo: 15 milioni di euro al Werder, un contratto di 6 anni con uno stipendio di 5 milioni a stagione per Ozil. Nei giorni scorsi lo stesso Mou era sceso in campo confermando l’interesse per il centrocampista offensivo del Brema, 21 anni, esploso durante i mondiali sudafricani. «Mi piace perchè è un giocatore polivalente» aveva detto il portoghese, polemizzando con il collega del Barcellona Pep Guardiola che non lo aveva voluto: «io sono un allenatore normale – aveva graffiato – non direi no alla possibilità di avere un grande giocatore». Don Florentino Perez glielo ha fatto avere. Con l’acquisto di Ozil sale a 76 milioni l’investimento del Real per ora sul mercato. Il gioiello del mercato tedesco quindi questa sera (ore 20.45) non ci sarà e, inutile negarlo, sarà un problema in meno per la difesa della Sampdoria, che torna a giocare in Champions League, o almeno alle porte della competizione europea, dopo l’amara sconfitta di Wembley datata 20 maggio 1992. Play off, per carità, altra cosa, ma il presidente Riccardo Garrone, che non ha ancora raggiunto la squadra, vorrebbe entrare nel girone, e non solo per i 7 milioni di euro che entreranno nelle casse del club. Prestigio, ma anche qualcosa di più. Prestigio anche per Mimmo Di Carlo che sa benissimo di avere tra le mani l’occasione più ghiotta della sua carriera: «Ci vorranno due partite perfette, è una squadra tosta, ci vuole imprevidibilità e un colpo alla Cassano, a lui chiedo soprattutto questo. Siamo pronti e sappiamo di potercela giocare alla pari senza avere paura di nessuno. Conosciamo le qualità del Werder, anche senza Ozil. È un ottimo giocare ma guardando la rosa ci sono altri elementi di grande qualità, e non dobbiamo dimenticare che la squadra tedesca ha più esperienza di noi. Rispetto, quindi, ma anche conoscenza dei nostri mezzi e delle nostre potenzialità ». Di Carlo ha svolto la rifinitura in serata, con 15 gradi e cielo grigio: l’ossatura della squadra c’è e gli unici dubbi sono a centrocampo con Mannini e Guberti che si giocano un posto sulla corsia di sinistra, mentre in mezzo il ballottaggio è tra Dessena e Poli. In difesa invece Stankevicius partirà titolare sulla corsia di destra. L’entusiasmo dei tifosi blucerchiati che ha già invaso Brema potrebbe invece essere l’arma a sorpresa di Cassano e compagni ed è quella su cui punta il direttore generale Sergio Gasparin: «Il Werder ha molta più esperienza di noi in campo internazionale, ma cercheremo di sopperire con la grande voglia che abbiamo di giocare questa partita». (ilpiccolo)


