Roma, a san Giovanni torna la festa delle lumache
Giugno 20, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
A Piazza San Giovanni in Laterano a Roma da domani prenderà il via la seconda edizione dell’Antica Festa di San Giovanni. Cinque giorni che riporteranno in uno dei luoghi più belli e suggestivi della capitale, concerti liturgici, le arti ed i mestieri di una Roma sparita e l’immancabile simbolo della festa: le lumache al sugo. Andrea Germoni: «Nel rispetto della tradizione anche questa nuova edizione 2010 vedrà circa 200 kg di lumache cucinate e distribuite gratuitamente ai visitatori. Al contempo sul palco prenderanno vita esibizioni musicali e teatrali di eccezionale livello». «Grande spazio - aggiunge Germoni - sarà dedicato alla musica con Gerardo Casiello, dell’orchestra da Camera “Piccola Orchestra Bramante”, di Serena D’Ercole con la Roman Acoustic Band, con le splendide note della musica popolare di Canto d’Inizio, e con Strada Banda: nelle vie cittadine i suoni degli strumenti usati camminando». -epolis-
Bus, giallo sull’aumento del biglietto
Giugno 17, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
Il biglietto del bus aumenta. Un salasso mai visto: al vaglio dei responsabili della Mobilità capitolina ci sarebbe la proposta per un super rincaro da 50 centesimi. Una piano che porterebbe il ticket dall’attuale euro a 1,50, aumentando però la soglia del tempo di utilizzo: il Bit avrebbe validità per 90 minuti anziché per i 75 attuali. Il settore degli abbonamenti non sarebbe però toccato dalla manovra. Una scelta dettata in particolare da un buco di bilancio nelle casse dell’Agenzia per la Mobilità. L’aut-aut è stato abbastanza chiaro: o rincara il biglietto o il deficit si allargherà irrimediabilmente. Una proposta che però non convince affatto il Sindaco: «Nel bilancio 2010, attualmente in fase di approvazione, non è previsto un aumento dei biglietti per bus e metro». Anche Bertucci, amministratore delegato dell’Atac, getta acqua sul fuoco: «Noi non abbiamo richiesto alcun aumento delle tariffe Metrebus che, per quanto riguarda le prerogative dell’azienda, quindi, non è previsto». Insomma, nessuno ha voglia di prendersi la briga di mettere le mani in tasca ai romani. Un giallo che però trova una soluzione: il Comune, nella questione dei titoli di viaggio dei mezzi pubblici, ha poca voce in capitolo. Ogni decisione spetta esclusivamente alla Regione. La presidente Polverini - seppur martedì abbia sbandierato un buco di 400 milioni di euro per i trasporti dovuto ai tagli della manovra - non firmerebbe neanche sotto tortura un impennata dei prezzi per bus, tram e metrò del 50%. La soluzione è tutta nelle cifre: gli aumenti ci saranno e arriveranno entro i primissimi mesi del 2011, ma saranno di entità minore, esattamente il Bit arriverà a costare 1,20 euro. Una cifra che non rimpinguerebbe le casse comunali ormai storicamente a secco, ma limiterebbe di molto le uscite. Una boccata d’ossigeno che per l’Atac significherebbe la possibilità di continuare ad esistere. La scelta di rincarare solo i biglietti e non gli abbonamenti non avrebbe risvolti drammatici sui romani habitué del trasporto pubblico, ma colpirebbe in particolare gli occasionali e i turisti. -leggo.it-
Intercettazioni, l’Italia rinunci
Giugno 16, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
Affondo dell’Osce contro il ddl intercettazioni varato dal governo. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, con sede a Vienna, ha chiesto all’Italia di rinunciare al disegno di legge o di modificarlo in sintonia con gli standard internazionali sulla libertà di espressione. Dopo le parole di alcune settimane fa del vicesottosegretario del Dipartimento della giustizia Usa Lanny Brauer, che aveva definito le intercettazioni «essenziali» per le indagini, il ddl torna quindi sotto i riflettori internazionali. «Sono preoccupata che il Senato abbia approvato una legge che potrebbe seriamente ostacolare il giornalismo investigativo in Italia. I giornalisti devono essere liberi di riferire su tutti i casi di pubblico interesse», ha detto Dunja Mijatovic, responsabile dell’Osce per la libertà dei media. Stizzita la replica della Farnesina: «Da parte italiana, attraverso i canali diplomatici, è stata fatta notare con fermezza l’inopportunità di tale intervento su un ddl il cui iter non è ancora concluso» ha fatto sapere il portavoce del ministero degli Esteri, Maurizio Massari. L’opposizione però protesta: «Il governo Berlusconi ha esposto l’Italia a una umiliazione» dice il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. E c’è chi ipotizza una possibile bocciatura anche all’Onu. Ma a voler mettere una parola fine anche alle fibrillazioni interne al Pdl sul disegno di legge è il premier, Silvio Berlusconi, che considera la partita ormai chiusa, nonostante le resistenze dei finiani. Da giovedì l’esame in commissione. -leggo.it-
Bertolaso: pagavo le bollette, non l’affitto
Giugno 16, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
G8. Bertolaso due ore dai pm: «La casa romana gratis dal professor Silvano». E’ entrato nella caserma della Guardia di Finanza alle 17, evitando accuratamente le telecamere. Guido Bertolaso ha affrontato per oltre 2 ore le domande dei pm di Perugia sulla casa di via Giulia e sui suoi rapporti con la cricca. Il capo della Protezione civile avrebbe svelato il nome di quell’ «amico personale» che mise a sua disposizione l’appartamento nel centro di Roma. E’ il professor Francesco Silvano, collaboratore della congregazione di Propaganda Fide. In quanto amico, Bertolaso non avrebbe pagato l’affitto ma «le bollette sì». Il sottosegretario avrebbe anche presentato fatture per provare il pagamento dei lavori che l’imprenditore al centro dell’inchiesta Diego Anemone, aveva fatto nella suo appartamento. Intanto, nell’ambito del processo per l’appalto sulla scuola marescialli di Firenze, la procura di Roma, a cui l’inchiesta è stata trasferita da Firenze, ha iscritto nel registro degli indagati 7 persone, fra cui il coordinatore del Pdl, Denis Verdini. Per lo stesso processo, il Governo ha annunciato che chiederà di costituirsi parte civile, per danno all’immagine. -leggo.it-
Rai, un autunno grandi firme
Giugno 16, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
Tutto confermato. I palinsesti autunnali della Rai, presentati ufficialmente ieri a Milano (stasera a Roma) sono quelli pubblicati da Leggo il 10 giugno scorso: le tre reti di viale Mazzini in parte rivoluzionano la loro programmazione, in parte mantengono le grandi firme della scorsa stagione. Tra le novità di Raiuno, per esempio, da settembre il ritorno di Antonella Clerici a La prova del cuoco al posto di Elisa isoardi declassata a Linea verde: ma Antonella è prevista anche il mercoledì con Ti lascio una canzone e, rumors dell’ultim’ora, forse a Sanremo 2011. Poi, l’approdo di Paola Perego a Festa italiana al posto di Caterina Balivo che trasloca su Raidue (quasi sicuramente a Pomeriggio sul due accanto a Milo Infante). E ancora, Carlo Conti che il venerdì con I migliori anni viene abbinato alla Lotteria (e mantiene L’eredità nel preserale), mentre Fabrizio Frizzi, rinata stella Rai, con I soliti ignoti il sabato sfida C’è posta per te su Canale 5 e mantiene anche la striscia quotidiana dell’access time. La nuova Domenica in, orfana di Pippo Baudo che trasloca su Raitre con un programma nuovo, vede al timone Massimo Giletti, Lorella Cuccarini e l’altra new entry, l’ex miss Italia Miriam Leone. Leone che il weekend viene promossa da Raidue a Raiuno con In famiglia di Guardì. Non manca la fiction, la domenica e il lunedì, il martedì e giovedì con prodotti innovativi e conferme. Capitolo Raidue: ancora da sciogliere il nodo Santoro, comunque il giovedì è previsto uno spazio informativo per lui (forse non è Annozero), visto che X Factor è confermato al lunedì con Francesco Facchinetti (a seguire lo show comico Terminator con Belen). Come già scritto, se salta Santoro, X Factor finisce al giovedì (Belen inclusa). Come anticipato, Monica Setta perde Il fatto del giorno e vince 8 prime serate di un programma leggero, Solo per amore. Anche per Raidue tanta fiction le storiche serie Usa, da N.C.I.S. a Criminal Minds. Finale su Raitre: Serena Dandini mantiene il suo Parla con me, Fabio Fazio oltre Che tempo che fa conquista 4 prime serate con Saviano (Vieni via con me) ma «devono essere consecutive» il diktat di Fazio altrimenti, dice, «si farà un’altra cosa». Torna infine Gene Gnocchi, la domenica in seconda serata con lo show surreale Gene Gnocchi Show. -leggo.it-
Intercettazioni, il Pd a Fini: legge in Aula a settembre
Giugno 12, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
«C’è da combattere una legge contro legalità e informazione », tuona il segretario del Pd Pierluigi Bersani. «Rischi il ridicolo», ribatte il portavoce del premier Paolo Bonaiuti. «Non accetteremo diktat», rincara la presidente Rosy Bindi. Pronta al D-day di Montecitorio, per fermare il ddl intercettazioni l’opposizione si infila nelle divisioni del Pdl, lanciando segnali a Gianfranco Fini e ai suoi. Rullano i tamburi. Il numero due del Pd Enrico Letta vaticina che per la maggioranza la discussione del provvedimento sarà «un Vietnam ». «Nei panni di un vietcong non ce lo vedo», replica il presidente dei deputati del Pdl Cicchitto. Nel giorno in cui anche Romano Prodi si dichiara «preoccupatissimo» perché si cerca «di controllare il Paese», Dario Franceschini annuncia che scriverà a Fini e alla sua fedelissima Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia. Chiedendo a Fini di distinguere tra «ruolo politico dentro il Pdl e ruolo di garanzia come presidente della Camera ». Ovvero di rispettarne il regolamento in base al quale il ddl può sbarcare in aula «non prima di settembre». Perché, spiega il capogruppo democrat, «il calendario dell’aula di giugno e quello trimestrale sono stati già approvati dalla Conferenza dei capigruppo. Noi siamo contrari a cambiarlo, quindi manca il quorum», e «lo può modificare solo una decisione monocratica del presidente Fini». E sia chiaro, avverte Franceschini, «non accetteremo forzature, ma sono convinto che non ci saranno». Interviene il guardasigilli Alfano che, dopo aver a palazzo Grazioli un Berlusconi in vena di accelerazioni, accusa la «sinistra demagogica» di ignorare privacy e articolo 15 della Carta. E Cicchitto è convinto che, trattandosi di terza lettura, il ddl possa essere approvato prima dell’estate perché «la Camera lo ha già discusso in prima lettura » per «più di un anno fra commissione e Aula». Sfumature regolamentari, e la grana è in mano a Fini. Intanto anche l’Idv conferma che «darà battaglia» e si lavora i deputati fedeli all’ex leader di An. «Il testo del ddl è la vittoria piena di Berlusconi su Fini», dice Massimo Donadi, «e il passaggio alla Camera è l’ultima spiaggia che hanno i finiani di mostrare la loro coerenza. Non si può sacrificare la legalità per equilibri di coalizione». Tra i finiani, almeno tra i più duri, il problema è sentito. Flavia Perina vorrebbe cambiare le parti del ddl su «reati spia (racket, estorsioni e traffico di rifiuti), multe agli editori e limiti alle intercettazioni ambientali». Ma Italo Bocchino osserva che, seppure il testo non rappresenta «la legge che vorremmo votare », quella norma è frutto di «un patto» nel Pdl. A 24 ore dallo scontro in Senato, il presidente Renato Schifani si sente con «la coscienza a posto» per aver dato tutte «le garanzie di approfondimento » del testo. E tornando sul battibecco tra Di Pietro e Napolitano a proposito della firma di quest’ultimo, osserva che il Capo dello Stato è un «punto di riferimento» e che «non va mai coinvolto quando il Parlamento legifera». -epolis-
Mamma Ebe torna in carcere per truffa aggravata
Giugno 12, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
Le porte del carcere si spalancano di nuovo per la 77enne Gigliola Giorgini, conosciuta come Mamma Ebe. La santona, arrestata per truffa insieme al marito e a uno stretto collaboratore, è stata condotta nel penitenziario di Pistoia per aver effettuato benedizioni via telefono, esorcismi, massaggi purificatori e agopunture in cambio di offerte tra i 50 e i 100 euro. I carabinieri ritengono di aver individuato un «sodalizio criminale dedito all’associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica e alla truffa aggravata, il tutto riferibile all’Opera di Gesù Misericordioso, fondata da Mamma Ebe». I militari riferiscono anche che «sono in corso perquisizioni e sequestri preventivi del rilevante patrimonio immobiliare» della donna. Sono stati notificati dai carabinieri anche quattordici provvedimenti cautelari a carico di altrettanti adepti e collaboratori. Gigliola "Ebe" Giorgini divenne famosa negli anni Ottanta, quando furono aperte varie inchieste sul suo operato di santona e guaritrice, e sul finto ordine religioso da lei stessa fondato. Nelle case gestita dall’organizzazione (in Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna) si sarebbero consumati abusi fisici e psichici, sotto forma di trattamenti medici e riti religiosi sui malati, ai quali sarebbe stato estorto denaro in cambio della promessa di guarigione. -epolis-
Al Ghetto torna la paura
Giugno 3, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
«Israele: stato falso di veri assassini» e «Maledetti p…, l’ora si avvicina! Israele boia!». È questo il contenuto di alcuni striscioni affissi nella notte tra martedì e mercoledì, a firma Militia, su Ponte Nenni, ai quali poche ore dopo se ne sono aggiunti altri dello stesso tenore a Batteria Nomentana. Ieri, nei controlli prima delle celebrazioni del 2 giugno, nei giardini di piazza San Marco la polizia ha rinvenuto uno striscione con una frase incompleta contro gli israeliani per il quale sono stati fermati 17 appartenenti alla sinistra antagonista, rilasciati dopo gli accertamenti di rito. A due giorni dal corteo pro Palestina, che, lunedì scorso, ha tentato di invadere il Ghetto, lasciando anche qui più scritte antisioniste, la tensione rimane decisamente alta e coinvolge l’intera città. Forte è la paura nel quartiere ebraico. Malgrado la zona sia presidiata da carabinieri e poliziotti, chi ci abita non riesce a dimenticare l’attentato alla Sinagoga del 1982, in cui perse la vita un bimbo di due anni. «Ricordiamo bene ciò che è successo nel 1982 - dice Leo B., seduto al tavolo di un bar - la nostra non è paura ma attenzione, perché sappiamo che queste sono situazioni ad alto rischio. Non a caso, lunedì quanti sfilavano nel corteo hanno cercato di sfondare i cordoni per entrare nel quartiere». «Dicono di non essere antisemiti ma antisionisti - commenta Miriam S. - ma allora cosa vengono a cercare qui? Qui ci sono gli ebrei romani, non gli israeliani. E poi questi pacifisti dov’erano negli altri attentati e omicidi? Dove quando Ahmadinejad faceva sparare sulla folla? Diciamo la verità: è gente che non ha nulla da fare e cerca scuse per manifestare». Stesso interrogativo per Lello Astrologo: «Dov’erano i pacifisti quando, da ragazzino, durante la guerra, ho visto portare via mio padre? In nome della pace ora si fomentano i popoli, incitando alla violenza». «È un momento rischioso - conclude Alex Zarfati - e precauzionalmente è bene aumentare la sicurezza nella zona. La situazione politica è diversa dal 1982, meno tesa, ma la gente è spaventata». -leggo.it-
È Bianchini lo stupratore seriale
Maggio 20, 2010 pubblicato da: Alessandra
categoria Dal mondo
«Bianchini oggi è soggetto imputabile, non ha scompensi psichici, è ossessionato da pensieri di tipo sessuale». Per questi motivi, ieri davanti ai giudici del Tribunale, il pm Antonella Nespola ha chiesto una condanna a 15 anni di reclusione per Luca Bianchini, il ragioniere di 34 anni, nonché ex segretario del circolo Pd del Torrino, ritenuto lo stupratore seriale che ha aggredito nella Capitale, un anno fa, almeno tre donne. L’uomo, attualmente a Regina Coeli, era stato assolto nel ’97 per un episodio analogo nei confronti di una vicina di casa in quanto ritenuto incapace di intendere e di volere. Al contrario di quella sentenza, ieri la pubblica accusa ha sostenuto che Bianchini è una persona che ha compiuto le violenze in uno stato di lucidità mentale e che si tratta di un soggetto pericoloso. Bianchini, all’epoca dei fatti, aveva un lavoro, una fidanzata e rapporti sociali ma nutriva un’insana attrazione per donne più grandi di età. Per anni si era sottoposto a una terapia farmacologica poi interrotta su consiglio del suo medico. L’uomo è stato inchiodato dall’esame del Dna, oltre che dalle testimonianze delle vittime, che hanno riconosciuto il suo odore e la sua voce (lo stupratore agiva sempre col volto nascosto da un passamontagna Mephisto nero da motociclista). «Aveva un desiderio disturbato - spiegano i pm - era un feticista di biancheria intima (non restituiva le mutandine alle donne), era un amante della pornografia e lo spavento delle vittime lo eccitava» . L’imputato, non ha mai ammesso le sue responsabilità, fornendo ogni volta «spiegazioni poco convincenti e improbabili». -leggo.it-



