Italia, faticosa vittoria alla “prima” di Prandelli
Settembre 4, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Si vince, e per il momento bisogna accontentarsi di questo. L’Italia di Prandelli supera 2-1 l’Estonia a Tallinn nell’esordio delle qualificazioni ad Euro 2012 ma i brividi durano un’ora: giusto il tempo di andare sotto 0-1 e recuperare nella ripresa, tra 15’ e 18’, con due gol di Cassano e Bonucci su calcio d’angolo. Per lo spettacolo, ripassare più avanti, forse. La parola d’ordine del nuovo corso prandelliano è “qualità”. Alla Le Coq Arena ci sono tutti i piedi buoni disponibili, cioè pochi, visto che Balotelli è infortunato. Pirlo liaveva chiamatiaraccoltaeil ct cuce intorno al suo registauna mediana con De Rossi e Montolivo. Ai tre il compito di innescare Pepe sulla destra e Cassano, sempre pronto a svariare alle spalle del mobile Pazzini. I gemelli del gol doriani si trovano con discreta facilità ma l’unico frutto è un diagonale poco preciso del centravanti, respinto da Pareiko. La prima vera emozione arriva alla mezzora, e non è una buona notizia per l’Italia. Punizione dai 25 metri di Vassilijev, la palla rimbalza nei pressi della linea di porta, Sirigu ribatte goffamente, Zenjov è più lesto di Cassani e firma l’1-0. L’incubo sudafricano prende di nuovo forma: ancora uno sconosciuto a far tremare gli azzurri (al Mondiale fu lo slovacco Vittek, in Estonia il 21enne “bomber” degli ucraini del Karpaty Lviv), ancora una disattenzione del portiere (Marchetti come il guardiano del Palermo, entrambi semi-debuttanti), ancora una mezza umiliazione.
RISCOSSA. La reazione questa volta c’è e passa ancora per i piedi di Pazzini (altro diagonale parato dal numero uno baltico) e Cassano (destro dal limite, fuori di poco). L’impressione, però, è che agli uomini di Prandelli ancora manchino, più che organizzazione, personalità e sicurezza. Tutto logico, senonfosse che gli avversari sono 94esimi nel ranking Fifa. Se lo scialbo 0-1 al debutto agostano nell’amichevole di Londra contro la Costa d’Avorio era stato accolto con beneficio d’inventario, dalla prima ufficiale nelle qualificazioni europee è lecito aspettarsi di più. I numeri, tra l’altro, fanno paura: nelle ultime 8 occasioni in cui la Nazionale è passata in svantaggio, 7 volte è finita con una sconfitta. E poi c’è la maledizione-vittoria: l’ultima risale al novembre 2009, 1-0 alla Svezia. Da allora, 4 pareggi e 3 ko. L’inizio della ripresa non regala altra musica. Al 3’ Puri ha spazio e lascia partire dalla lunetta un gran mancino: a Sirigu battuto, il pallone scheggia la traversa. Prandelli chiede ai suoi di allargare il gioco, dare ossigeno alla manovra. Il guaio è che Molinaro sul fondo ci va ma non riesce a mettere in mezzo un solo cross decente, mentre Cassani rinuncia a priori a spingere, rintanandosi nella propria metà campo. E davanti a lui, Pepe non fa molto di più né di meglio. Con queste carenze, anche i cervelli Pirlo e Montolivo vanno in confusione. Al 14’ Prandelli cambia: dentro Quagliarella, fuori proprio Pepe. Pochi secondi dopo arriva il pari in uno dei pochi modi possibili, su calcio piazzato: corner dalla destra di Pirlo, difesa estone in vacanza e Cassano, fin qui troppo alterno, inzucca di potenza.
CESARE FESTEGGIA. Con due punte pure (quasi tre) e soprattutto un buon carico di fiducia ritrovata, l’Italia spinge alla ricerca del 2-1. Detto fatto: altro calcio d’angolo, stavolta da sinistra, battuta bassa prolungata di tacco da Fantantonio e Bonucci insacca da due passi. È il 18’ e perlomeno la notte baltica emette un verdetto: sulle palle inattive l’Italia funziona. Non altrettanto si può dire del servizio sicurezza dello stadio, che lascia spazio ad un imprevisto siparietto: un simpatico invasore di campo, con tanto di mantella e bandierine estoni, ha tempo di farsi 40 metri di corsa e cercare di segnare a Sirigu prima di venire placcato da due energumeni in divisa. Finisce così, dopo un paio di spaventi nell’area italiana, ed è la prima vittoria del ciclo Prandelli: «I ragazzi nell’intervallo erano sfiduciati, siamo stati bravi a reagire». Intanto la Serbia, nostra principale avversaria nel girone C, ha svolto il suo compitino asfaltando 3-0 a domicilio Far Oer. Martedì toccherà agli azzurri fare i conti con il “ma - terasso” del gruppo. (libero)
Semenya-Baldini Milano va in pista ricordando Cannavò
Settembre 3, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Molinaro GaSport- Da lassù Candido Cannavò avrà sorriso. Vedere il premio a lui dedicato consegnato dal sindaco di Milano Letizia Moratti nelle mani di Stefano Baldini, un campione fra i più amati dall’ex direttore della Gazzetta, e constatare che la Notturna di Milano, di cui Candido ha fortemente voluto al rinascita, sta crescendo di livello l’avranno sicuramente fatto felice. Avrà ammiccato con angeli e cherubini spiegando che lui per la sera di giovedì 9 settembre non vuole altri impegni. Semenya E chissà come Candido avrebbe affrontato Caster Semenya, che fra una settimana sarà in pista all’Arena e che ieri è stata la testimonial della presentazione del meeting nella Sala Alessi a palazzo Marino. La 19enne sudafricana è fra gli atleti più ricercati di questo fine stagione e fa spallucce quando si parla della gara bucata l’altra sera a Rovereto: «E’ stata una giornataccia, le gambe non giravano, l’ho capito subito. Non siamo macchine in cui basta mettere la benzina per farle funzionare.Ma a Milano andrà sicuramente meglio. Amo l’Italia: per me significa scarpe e calcio di qualità». «Tutti i suoi impegni—ha precisato allora l’allenatore Michael Seme—sono diretti a trovare la miglior condizione in vista del Giochi del Commonwealth che si svolgeranno in India nella prima parte di ottobre. Dopo questa gara all’Arena torneremo in Sud Africa per gli ultimi allenamenti». Già, del passato non si parla, dei controversi controlli sul sesso che l’hanno tenuta lontana dalla pista per 11 mesi. Caster è tornata a correre e basta. «Non mi interessa cosa dice la gente, penso solo al mio futuro, a difendere l’anno prossimo il mio titolo mondiale e fra due anni all’Olimpiade di Londra». E per dimostrare che fa sul serio è tornata subito a Rovereto per svolgere un importante allenamento e tornerà a Milano solo la mattina del 7 settembre, due giorni prima del meeting. Il meeting La Semenya non sarà l’unica stella della serata milanese. Negli 800 dovrà vedersela con la russa Andrianova e con la nostra Cusma, vincitrice a Rovereto. Altre gare di grande interesse sono i 100 con Lemaitre contro i componenti della staffetta azzurra d’argento agli Europei di Barcellona, quindi Andrew Howe in pista a Milano sui 200, i 400 con Vistalli e Oscar Pistorius, gli 800 con l’altro sudafricano Mulaudzi ed i 1500 con il campione mondiale Kamel. Tecnicamente le gare più interessanti sono i 3000 con il duello Asbel Kiprop e Silas Kiplagat e l’asta con il tedesco Mohr, il polacco Michalski ed il nostro Gibilisco. Fra le donne, oltre agli 800, attacco al record italiano dei 400 della Grenot, Di Martino nell’alto e La Mantia nel triplo. BaldiniMasenz’altro il momento più toccante è stato la consegna del premio Cannavò a Baldini, da parte del sindaco Letiza Moratti, alla presenza del figlio Alessandro, del direttore della Gazzetta Andrea Monti, dei rappresentanti delle amministrazioni e dello sport locali. Baldini nell’occasione ha confermato che correrà l’ultima gara della sua straordinaria carriera il 9 ottobre a Trento. «Poi cercherò di portare la mia esperienza ai più giovani—ha detto —. Questo premio mi onora tantissimo, mi dà la stessa soddisfazione di una grande vittoria, significa stima e riconoscimento per quello che ho fatto in questi anni». Nell’occasione in sindaco Moratti ha sottolineato il rinnovato impegno per lo sport in città con la ristrutturazione dell’Arena e del campo XXV Aprile, primi passi per un futuro con maggior attenzione ai giovani.
Lorenzo: «Rossi via per causa mia»
Settembre 3, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Jorge Lorenzo sbarca a Misano, “casa” di Valentino Rossi, ma non mostra alcun timore riverenziale, anzi; alla vigilia delle prime prove libere del Gp di domenica prossima, il leader della classifica iridata (ha 68 punti di margine sul secondo, il connazionale Dani Pedrosa) punge il Dottore: «Rossi stava bene in Yamaha prima del mio arrivo, ma quando ho cominciato a migliorare il mio rendimento lui si è ritrovato in una posizione meno comoda. Il mio futuro? Qui per ora sono felice». Intanto, sulla Riviera Romagnola è un fiorire di eventi connessi all’appuntamento motoristico. Stasera Pokerstars.it, la poker room numero 1 in Italia, durante un grande party premierà con una Honda Cbr la vincitrice del Grand Final del Pokerstars.it SuperRace. Ad aggiudicarsi la moto griffata Pokerstars e LCR Racing (del quale la poker room è Platinum sponsor) è stata Annalisa Milani che ha battuto i migliori 100 giocatori qualificatisi nel corso dei tornei on line degli ultimi 4 mesi; la cerimonia è in programma presso l’Hakuna Matata sul lungomare di Riccione, dove la vincitrice riceverà le chiavi della moto direttamente dal pilota Randy De Puniet e da Lucio Cecchinello, Manager del team LCR Honda impegnato in MotoGp.
Con Montolivo leader si guarda in alto
Settembre 3, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Il paragone con Giancarlo Antognoni pesa come un macigno. Anche se Riccardo Montolivo ha finalmente mostrato la personalità giusta per vestire i panni del leader nella Fiorentina. Il capitano viola è rimasto a Firenze per aprire un altro ciclo importante dopo l’era Prandelli. Forse l’ultimo anno del regista gigliato è stato il migliore dell’ex atalantino per rendimento, qualità e carattere. Un Montolivo capace di prendere in mano la squadra come gli chiedono Mihajlovic e i tifosi. Sul presente e futuro del centrocampista bergamasco però c’è la questione del rinnovo del contratto. Si parla di 100 mila euro di differenza e un accordo pluriennale fino al 2016. La fumata bianca sembra vicina. Meglio però fare in fretta per garantire al giocatore la massima tranquillità. Ed evitare tensioni e malintesi. Come alcune presunte dichiarazioni relative alla sua condizione fisica e all’arbitraggio contro il Napoli che la società ha prontamente smentito attraverso il suo sito ufficiale. Montolivo è il faro di una Fiorentina che ha fantasia da vendere in mezzo al campo. Forse non si è visto fino in fondo. Questo può essere il suo anno. Intanto il capitano viola oggi potrebbe partire titolare in Estonia nella prima gara dell’Italia nelle qualificazioni ad Euro 2012. Da capire anche se giocherà Gilardino o se sarà tenuto a riposo per il proscenio di Firenze, nella prossima sfida degli azzurri con le isole Faroer. Probabile una staffetta con Pazzini, mentre De Silvestri partirà dalla panchina. La Fiorentina invece continua la preparazione per la trasferta di Lecce alla ripresa del campionato. E’ tornato in gruppo Mario Alberto Santana dopo il lungo stop per l’infortunio. Per la gara contro i salentini mister Mihajlovic avrà completamente a disposizione anche Ljajic, il vice-Jovetic. Due buone notizie per il tecnico serbo che avrà più scelta. Infine una curiosità: il gol fantasma del Napoli ha permesso a Frey di vincere 90 bottiglie di vino messe a disposizione dal comune di Neive che premia, ironicamente, il portiere che per primo subisce gol in campionato.
«Il mio Napoli di lottatori»
Settembre 3, 2010 pubblicato da: Alessandra
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«L’interesse del Napoli e dei suoi tifosi al disopra di tutto e di tutti», Walter Mazzarri è tornato a parlare sintetizzando in poche battute la sua filosofia di lavoro, a proposito del caso Quagliarella – chiarito in ogni dettaglio – e in ordine a ciò che l’allenatore della squadra del cuore chiede agli attuali azzurri, quelli della Vecchia Guardia e quelli sbarcati a Castelvolturno fino a qualche giorno fa: «Chi viene nel Napoli deve sapere che non c’è il posto sicuro e che bisogna ammazzarsi per giocare, così come succede nell’Inter, nel Milan e nella Juve, i club storici. Non siamo ancora a livello di queste grandissime squadre, c’è ancora un lungo percorso da fare e chi è rimasto nel Napoli darà l’anima per conquistare i maggiori risultati possibili, lo garantisco io».
Un discorso che serve per spiegare in buona parte il caso Quagliarella e il suo passaggio alla Juve. L’addio dello stabiese provocato dall’arrivo di Cavani e dall’impossibilità da parte del tecnico di farlo giocare titolare, sempre: «Adesso la rosa è perfetta, siamo coperti con due giocatori in ogni ruolo. E non esistono titolari. Cavani l’ho voluto io per avere più frecce nelle coppe e quando Fabio è tornato dal mondiale gli ho detto che qui bisogna accettare la mentalità del gruppo: tre giocano e uno sta fuori, ciò per rendere la competizione tra loro (Lavezzi, Cavani, Quagliarella e Hamsik, ndr) al massimo, gli ho spiegato. Tutto qui». Mazzarri chiarisce ancora: «Nessuno lo ha mandato via, né io e nemmeno la società. Fabio è stato coccolato da me e dal club. L’ho difeso e aiutato facendo giocare Lavezzi centravanti. Ha fatto gol, ha riconquistato la nazionale ed è andato ai mondiali. Le sue qualità non sono mai state messe in discussione. Ha parlato adesso, tirandomi in ballo senza nessuna ragione. Con Cigarini, Denis e Rinaudo ci siamo abbracciati e baciati. Sono partiti perché volevano giocare».
L’ultima nota sempre per Quagliarella, e poi per tutti gli altri: «Avrei voluto tenerlo insieme con Cavani e Lavezzi. Quelli che sono andati via lo hanno fatto perché non hanno accettato le mie scelte: devono capire tutti che qui conta solo il Napoli». Campionato, Europa League e Coppa Italia, a chi la precedenza? «La nostra priorità va al campionato». -leggo-
Juve, Marotta è nella tempesta
Settembre 3, 2010 pubblicato da: Alessandra
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In tre mesi il mondo bianconero si è ribaltato per Marotta, l’uomo chiamato dagli Agnelli a ricostruire la Juve dopo il peggior campionato di sempre e definito proprio dal giovane presidente Andrea «il miglior acquisto della stagione». Sul dirigente varesino artefice del miracolo Sampdoria si stanno abbattendo in queste ore la rabbia dei tifosi, per un mercato giudicato deludente, e gli attacchi dei giocatori che hanno lasciato la Juve nel mercato appena conclusosi. Nemmeno il tempo di disfare la valigia e Diego da Wolfsburg spara a pallettoni contro Marotta: «Con me si è comportato male, Del Neri voleva tenermi e lui no, lavorando sempre nell’ombra per vendermi. Gli manca l’esperienza a questi livelli e la sua campagna acquisti è stata sbagliatissima». Il lancio del brasiliano viene catturato a Parma da Giovinco, il giovane fantasista torinese che non ha mai nascosto la sua delusione per il trattamento ricevuto in bianconero: «Ha ragione Diego, la società non è stata chiara. Non so come si sia comportata con lui, ma io non sono stato trattato come mi aspettavo». Parole pesanti come macigni che hanno fatto risentire Marotta e infuriare tutta la Juve. Ma l’affondo più duro ancora arriva dai tifosi scatenati su internet che rappresentano il barometro del mondo bianconero. Nello schizofrenico circo del pallone tutto deve essere preso con le molle ma il 65 per cento (fonte Juworld.net) dice che la squadra costruita arriverà a metà classifica. Marotta sotto accusa come Blanc e Secco nei giorni più bui del recentissimo passato: neanche pensabile tre mesi fa. Il mancato botto finale ha cancellato gli undici acquisti della lunga estate e concluso la luna di miele. I dodici milioni spesi per Martinez quando la Samp ne chiedeva 20-25 per Pazzini hanno scatenato la polemica sul web. Il tutto condito da come stanno giocando Diego e Giovinco con le nuove maglie e dalla deludente prestazione di Bari, che ha fatto scattare il campanello d’allarme su una squadra che andava profondamente rinnovata senza sfondare, però, un bilancio già privato dei 30 milioni della Champions. Insomma, Marotta per primo non si aspettava una navigazione facile ma questa bufera d’inizio settembre l’ha colto di sorpresa. -leggo-
Bologna, Malesani: Salvezza senza sofferenze
Settembre 2, 2010 pubblicato da: Alessandra
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Alberto Malesani ha diretto il suo primo allenamento nel pomeriggio di ieri dopo la presentazione alla stampa: «Voglio ringraziare la società che mi ha dato questa opportunità. Erano anni che non partivo dall’inizio e questo mi fa un grande piacere perchè amo molto dare un’impronta alle mie squadre e, lavorare sul campo sin dall’inizio, era importante. Ho una voglia tremenda di mettere i piedi nel campo». Poi Malesani ha fissato l’obbiettivo della sua stagione: «Credo che si debba cercare una salvezza senza, o con poche, sofferenze. Sotto sotto questa dirigenza del Bologna cova altre speranze, il problema è che le covano tutte le squadre. Ed allora diciamo che non ci poniamo limiti e speriamo di far bene». La descrizione del Malesani allenatore è lui stessa a farla:«Sono un allenatore che conosce tre fasi di gioco: l’attacco, la difesa e una intermedia tra queste due. Bisogna essere bravi in tutte e tre le fasi. Nel calcio quello che risulta vincente è quando una squadra riesce ad essere equilibrata. Tuttavia non dimentichiamoci quante sono le persone che ci seguono e che pagano un biglietto: per questo, nel calcio, è anche importante offrire uno spettacolo. A me piace vedere la mia squadra giocare. E ritengo che, in questi anni, qualcosa sotto questo punto di vista sono riuscito a fare». -leggo-
Il nuovo Napoli a due facce
Settembre 2, 2010 pubblicato da: Alessandra
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A Mazzarri il Napoli sta bene così: il mercato lo ha liberato dalla marea di esuberi e nello stesso tempo gli ha conservato pressoché intatta la squadra del sesto posto, con la variante di Edinson Cavani al posto di Quagliarella, una diversità tecnica che dà più slancio offensivo al team da lui allenato. In più sono arrivati altri cinque nuovi calciatori, il difensore brasiliano Cribari, il centrocampista franco-algerino Yebda, il trequartista argentino Sosa e gli attaccanti Cristiano Lucarelli con il giovanissimo Nicolao Dumitru.Quello che Mazzarri cercava, anche da un punto di vista numerico, ma anche di qualità e con gente motivata. I motivi ci sono, il tecnico toscano in realtà le riflessioni del caso le ha già fatte: per le tre competizioni a cui prende parte la squadra – campionato, Europa League e Coppa Italia – il mister ricorrerà al Napoli 2, un team insomma a due facce: quella consueta della scorsa stagione con Dossena in più sulla fascia sinistra e un altro Napoli con le alternative rappresentate dal brasiliano Cribari e Santacroce in difesa, con Yebda nella zona centrale e Sosa più avanti, a far da partner a Lavezzi o Cavani, insieme con Cristiano Lucarelli o con Dumitri lì davanti. Tutti giocatori che entreranno in scena quando le partite – soprattutto tra campionato e Europa League – arriveranno pressoché a sovrapporsi, tra la domenica, il giovedì e la domenica successiva, senza respiro. Sarà quello il momento di far girare gli uomini a disposizione, al fine di evitare spiacevoli e pericolosi affaticamenti anche nei ruoli chiave della squadra. C’è insomma spazio per tutti, stavolta, per inderogabili esigenze. Tutto sommato c’è anche da considerare che alcuni dei nuovi azzurri possano scalzare dal ruolo, qualcuno dei titolari stabili. Mazzarri a sua volta ha aperto il regime di libera concorrenza, senza preferenze per chicchessia. Andranno in campo quelli che stanno meglio e più adatti ad essere utilizzati contro le squadre da affrontare. “Vi giocherete il posto partita per partita”, è il principio che il mister sta inculcando negli azzurri nel Napoli a due facce. -leggo-
Juve, attacco di guai
Settembre 2, 2010 pubblicato da: Alessandra
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La Signora balla sulle punte. Dzeko, Pazzini e Borriello non sono arrivati. Trezeguet e Diego sono andati via, così come il baby Immobile. Amauri è ko per altre tre settimane, Iaquinta è convalescente e Martinez, battezzato esterno ma seconda punta all’occorrenza, è bloccato per un mese. Per fortuna c’è la sosta azzurra, ma alla ripresa del campionato, all’Olimpico contro la Sampdoria, la musica non cambierà: l’attacco bianconero sarà spuntato. Del Neri è costretto a scommettere sulla coppia formata da Quagliarella e Del Piero, ormai all’alba dei 36 anni. Per non sfigurare con i nuovi compagni di reparto, l’ex attaccante del Napoli ha una controindicazione: non può giocare in Europa league, come Aquilani. Un brutto guaio. Se l’ex Coppa Uefa si giocasse domani, Del Neri non potrebbe fare altro che affidarsi a Del Piero e Lanzafame, un’altra ala con licenza di attaccare. O, in alternativa, mandare allo sbaraglio il giovane attaccante della Primavera Libertazzi, che ha segnato due bei gol nella sfida in famiglia a Villar Perosa, ma non ha la minima esperienza internazionale. Al tecnico manca un’alternativa ad Amauri per il ruolo di centravanti. L’unico giocatore che all’occorrenza può fare la prima punta è Iaquinta. Ma negli ultimi anni, in bianconero e in azzurro, Vincenzo si è progressivamente allontanato dal recinto dell’area di rigore per scatenare i suoi cavalli sulle corsie esterne. La maggiore preoccupazione resta l’assenza di un uomo da venti gol, il bomber in grado di far tornare la Juve all’altezza delle sue ambizioni. La speranza è che Amauri e Quagliarella migliorino i loro primati stagionali (15 gol per l’italobrasiliano, 13 per l’ex Toro), che Iaquinta ritrovi forma e gol perduti e Del Piero viva la terza giovinezza. -leggo-



