Barcellona furioso anti-doping a sorpresa

marzo 18, 2011 pubblicato da: News Roma  
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«Oggi ci hanno fatto un controllo antidoping dell’Uefa. Che coincidenza»: con sottile ironia è stato Gerard Piquè, il difensore del Barca e della nazionale spagnola, a dare su Twitter la notizia del controllo anti-doping a sorpresa cui l’Uefa ha deciso ieri mattina di sottoporre 10 giocatori blaugrana. Dopo l’allenamento i medici inviati dall’organizzazione di Michel Platini hanno fatto passare l’esame fra l’altro a tutte le stelle del Barca, da Lionel Messi a David Villa, da Andres Iniesta a Xavi Hernandez, Victor Valdes, Gerard Piquè. Certo una eccezionale coincidenza di tempi. Solo tre giorni fa la radio privata di Madrid Cadena Cope, citando fonti del Real, aveva insinuato dubbi su possibili pratiche illecite dei medici di Barcellona e Valencia, scatenando una tempesta fra la capitale spagnola e quella catalana. Il Barca ha querelato l’emittente – che si è scusata – e il presidente del Real Florentino Perez, dopo 36 ore di silenzio, ha telefonato al collega blaugrana Sergio Rosell affermando di non avere nulla a che vedere con la vicenda. La stampa catalana si è comunque scatenata contro quella che considera l’ultima «manovra sporca» del Real Madrid, dopo le continue lamentele di Josè Mourinho su arbitri, calendario e «presunti favori» delle avversarie al Barca, per cercare di destabilizzare i rivali catalani. -Leggo-

L’Inter vince 3-2 col Bayern e si qualifica ai quarti

marzo 16, 2011 pubblicato da: News Roma  
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Fratelli d’Italia ancora presenti in Europa. L’Inter fa partecipare degnamente il nostro calcio ai 150 anni dell’Unità con un’impresa all’Allianz Arena: battuto 3-2 il Bayern Monaco e quarti di finale di Champions conquistati all’88’, grazie ad una rasoiata liberatoria di Pandev. È un mezzo miracolo, o forse un miracolo intero, con i nerazzurri capaci di risalire dal 2-1 per i bavaresi e dalla mazzata di un nuovo errore di Julio Cesar, che a fine gara esplode in lacrime, portato in trionfo da Materazzi. Incontenibile la gioia di Leonardo: «Sono morto. Al gol di Pandev qualcuno mi ha fatto un’entrata da dietro per l’entusiasmo. L’1-1 ci aveva tagliato le gambe. Poi un’Inter tutta cuore. Voglio solo festeggiare e godere. Sono strafelice per Pandev. Julio Cesar? Vederlo emozionato è stato molto bello». Il portiere racconta: «Dopo quell’errore voleva andarmene a casa dalla mia famiglia». Mille partite diverse in 90’ pazzeschi: lo sottolinea anche il presidente Massimo Moratti: «Partita strana, ad un certo punto non ero ottimista. E Ora? Ci ricapiterà il Barcellona, come sempre. Intanto Mourinho mi ha subito chiamato, contentissimo. Ci vuole bene». Si comincia con Eto’o che riceve da Pandev sul filo del fuorigioco, mette la palla sotto le gambe di Kraft (che a San Siro aveva fatto miracoli) e dopo soli 4’ pareggia lo 0-1 dell’andata con il proprio 32° gol stagionale. Ma il peggiore e inatteso degli incubi si manifesta al 21’, sotto forma di un altro erroraccio di Julio Cesar, sempre su sinistro di Robben: una papera ancora più goffa di quella del Meazza. Gomez, come tre settimane fa, ringrazia, pareggia e fa girare il match. Muller al 31’ fa il 2-1. La difesa nerazzurra sbanda paurosamente, il Bayern pregusta la vendetta di Madrid, potrebbe dilagare e non lo fa. Ma ci sono due degli eroi del triplete a sconvolgere di nuovo il tutto, con Eto’o che serve a Sneijder al 63’ la palla di un insperato 2-2. Qui accade ancor di più l’incredibile: il Bayern si prende paura, Van Gaal toglie Robben e fioccano le occasioni nerazzurre: Ranocchia, Pandev, Sneijder, addirittura un tiro dell’olandese respinto dal fondo schiena del macedone. All’88’ l’apoteosi: Eto’o, ancora lui, ruba palla a Breno e vede Pandev, il cui sinistro questa volta finisce nel sacco. 22 anni e mezzo dopo la volata di Berti all’Olympiastadion, un’altra impresa bavarese da raccontare ai nipotini nerazzurri. -Leggo-

Leonardo sicuro: «Col Bayern partiamo alla pari»

marzo 15, 2011 pubblicato da: News Roma  
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«Il momento è adesso e i ragazzi lo sanno: daremo tutto per andare avanti». Altre promesse non ne fa Leonardo. Ma, alla vigilia della sfida dentro o fuori di stasera con il Bayern Monaco di Van Gaal, forte dell’1-0 dell’andata e del fattore Allianz Arena, il pensiero del tecnico brasiliano e della sua Inter campione di tutto non può che essere positivo. «Anche se nel calcio non si promette mai nulla, noi non pensiamo all’ eliminazione – ha proseguito Leo -. Giocheremo con grande ottimismo, consapevoli della nostra forza». Servirà un’impresa per accedere ai quarti di finale e salvare l’onore (e il ranking) delle italiane, già tutte eliminate, in Champions. «All’andata poteva essere diverso il risultato – spiega il brasiliano -, non ci sarebbe nulla di sorprendente se vincesse l’Inter. Partiremo alla pari e io sono ottimista». Caso vuole anche che tutti i giocatori della rosa del brasiliano, siano a disposizione. Lucio pare recuperato e pronto a guidare la difesa, ma la vera sorpresa è Milito: non doveva nemmeno esserci, invece ieri nella partitella ha pure segnato e si è conquistato un posto in panchina. Sul fronte formazione spazio a Maicon, Lucio, Ranocchia e Chivu in difesa. A centrocampo, Zanetti, Motta (in ballottaggio con Cambiasso, al rientro) e Stankovic, con Sneijder sulla trequarti ad inventare per Eto’o e Pandev. -Leggo-

Reja al capolinea, pronto Gasperini

marzo 15, 2011 pubblicato da: News Roma  
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Tra Reja e il rinnovo c’è di mezzo Gasperini. La quinta sconfitta consecutiva al derby, la quarta personale del goriziano, ha rimesso in discussione il futuro del tecnico biancoceleste, il cui contratto scade a giugno. Le certezze di Lotito, che un mese fa gli aveva proposto il rinnovo, iniziano a vacillare. In queste ore sta prepotentemente tornando d’attualità un nome che, già in passato, prima della disastrosa era Ballardini, era tra i più quotati, quello di Gin Piero Gasperini. «Un giorno spero di poter allenare la Lazio» si lasciò sfuggire a gennaio 2010 l’ex tecnico del Genoa. Scuola Juventus (allenò le giovanili bianconere dal 1994 al 2003), dopo una parentesi a Crotone, Gasperini si è imposto sulla panchina del Genoa riportato nel 2007 in serie A. Il suo modulo preferito è il 3-4-3 e alla Lazio ritroverebbe due suoi vecchi pupilli quali Biava e Sculli, due che conoscono alla perfezione la sua capacità di motivare il gruppo. Difficile per Reja invertire la rotta. La Champions è un traguardo ancora raggiungibile, ma nella cocente delusione del quinto derby perso il pubblico allo stadio lo ha palesemente scaricato. Ieri i sostenitori biancocelesti, su internet e nelle radio, hanno lanciato un chiaro messaggio a Reja: «A fine stagione te ne devi andare». Parole che non hanno lasciato indifferente Lotito ma soprattutto l’allenatore biancoceleste. Almeno questo ha lasciato intendere il suo agente Marko Naletilic: «Quello che si è concordato prima rimane valido – ha detto a Radio Manà Manà – anche se Reja vuole capire se ci sono le condizioni per restare ancora a Roma». Il tecnico d’altronde, anche di fronte a una qualificazione in Champions, difficilmente sarebbe disposto a restare in una piazza dove tutta la tifoseria gli è contro. Gasperini, che fino a questo momento non è stato ancora contattato dalla Lazio, attende una chiamata. Sulle sue tracce ci sono anche Juventus, Fiorentina e Palermo. -Leggo-

Reja: «Provocati dal capitano romanista»

marzo 14, 2011 pubblicato da: News Roma  
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«Non è stato un atteggiamento da derby». Edy Reja non cerca scuse. La quinta sconfitta consecutiva contro la Roma per il tecnico ha un solo motivo: «Credo abbiano pesato psicologicamente i quattro derby persi. Pur non facendo molto in attacco, eravamo comunque in pieno equilibrio, ma alla fine la differenza l’ha fatta l’episodio della punizione. Per quello che si è visto in campo il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio». Squadra senza carattere ma soprattutto molto nervosa. Per il tecnico c’è un solo colpevole: «Abbiamo sbagliato ad eccedere ma voglio pure ricordare che in mezzo ad ogni episodio negativo c’è stato sempre di mezzo Totti. Ha perso tempo, ci ha irritato e ci ha indotto a esagerare. Abbiamo sbagliato a reagire. Detto ciò devo sinceramente dire che il capitano giallorosso ha giocato un’ottima partita». In realtà, alla base della sconfitta, per Reja c’è il solito problema in avanti: «Siamo mancati da metà campo in avanti. Sinceramente mi aspettavo una determinazione diversa». Il tecnico guarda già alla gara contro il Cesena in programma sabato: «Dovremo smaltire la rabbia e pensare alla gara contro i romagnoli dove possiamo recuperare i punti persi oggi. Avremo tre squalificati (Ledesma, Radu e Lichtsteiner a meno che con la prova tv non si aggiunga anche Matuzalem, ndr) ma dovremo fare una prestazione di livello». -Leggo-

Lotito furioso, pensa al ricorso. E querela Di Canio

marzo 14, 2011 pubblicato da: News Roma  
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«Il nostro portiere mi ha detto che in occasione del gol non è riuscito a vedere niente proprio per colpa di questo laser». Lotito è furibondo: «Durante il riscaldamento i giocatori lo hanno fatto presente all’arbitro. La Roma ha fatto un annuncio e Tagliavento ha detto al portiere di dire quando veniva disturbato. Muslera l’ha chiamato ma il direttore di gara non ha sentito». La Lazio oggi valuterà se fare ricorso alla giustizia sportiva. Pronta è arrivata la replica del direttore sportivo della Roma, Pradè: «Muslera si doveva fermare». Per Lotito il risultato è bugiardo: «Non ha vinto il migliore. Non recriminiamo sul risultato: ma poniamo l’attenzione su certe cose che negli stadi non dovrebbero succedere». Lotito ieri ha anche minacciato di querelare Paolo Di Canio a seguito di un battibecco televisivo. L’ex giocatore biancoceleste ai microfoni Mediaset, ha detto che per acquistare Zarate «sono usciti 37 milioni dalle casse biancocelesti», aggiungendo che il presidente è «anche indagato per questo». Lotito quindi ha tuonato: «Lei domani si troverà una citazione per danni, visto che dichiara il falso in pubblico». Di Canio rilancia: controquerela. -Leggo-

«Battiamo la Roma e andiamo in Champions»

marzo 11, 2011 pubblicato da: News Roma  
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«Un derby da Champions». Hernanes non ha dubbi. Domenica la Lazio si gioca una buona fetta di possibilità di entrare nell’Europa che conta, ma guai a distrarsi, come sottolinea il brasiliano: «Negli altri due derby abbiamo fatto bene, ma alla fine li abbiamo persi – ha detto a Lazio Style Radio -. Adesso sto vivendo questa vigilia con molta concentrazione e attenzione, come tutta la squadra. Questa volta, non vogliamo commettere il minimo errore. Dobbiamo essere perfetti. Non vogliamo soffrire un’altra volta, soprattutto perché questa volta in palio ce la possibilità di giocare in Champions». I tifosi sono pronti a puntare su Zarate come uomo-derby, Hernanes preferisce guardare al collettivo: «Non è mai un giocatore solo che fa differenza, ma è tutta la squadra, il gruppo. Noi ne abbiamo uno fantastico che ha dimostrato di poter fare grandi cose. Voglio una domenica meravigliosa, e l’importante è che qualcuno di noi riesca a fare la differenza, non importa chi». Una cosa è certa: vincendo la Lazio allontanerebbe la Roma, un’altra diretta concorrente per l’Europa: «Sarebbe importante anche perché io sono certo che noi possiamo andare in Champions». Un ottimo viatico per fare il definitivo salto di qualità e poter puntare allo scudetto: «Se riusciremo a mantenere questo gruppo, l’anno prossimo possiamo puntare alle prime posizioni». Hernanes ha svelato qual è stato il suo gol più bello: «Sicuramente quello su punizione contro il Chievo». Il brasiliano, dopo i timori iniziali, si è innamorato dell’Italia: «Adoro le persone che mi hanno accolto benissimo. Avevo paura di trovarmi male col cibo e con il clima, invece adesso sto benissimo. C’è solo una cosa che non mi piace: come succede in Brasile se vinci sei il migliore ma alla prima sconfitta vieni subito criticato». Sul suo ruolo ideale, il centrocampista non ha dubbi: «So fare la mezzapunta, ho cominciato in quel ruolo in Brasile ma poi sono stato arretrato addirittura come terzino, in seguito ho fatto il centrocampista arretrato e per finire sono tornato dove avevo cominciato, trequartista dove mi trovo a meraviglia». La chiusura è dedicata alla famiglia: «Mi sono trasferito da Recife a San Paolo nel 2001 dove ho frequentato la Chiesa Evangelica: è li che ho conosciuto la mia attuale moglie. Per tre anni non l’ho più vista perché mi sono dovuto allontanare ma nel 2005 sono tornato e l’ho ritrovata lì dove l’avevo incontrata l’ultima volta. Eravamo molto amici e poi è nato l’amore, ci siamo sposati dopo tre mesi di fidanzamento». -Leggo-

«La mia Inter può vincere tutto»

marzo 11, 2011 pubblicato da: News Roma  
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«Tutte le grandi squadre giocano per vincere tutto. L’Inter lo ha fatto recentemente e la voglia di ripetersi è enorme». Alla vigilia della trasferta di campionato di stasera a Brescia, fondamentale nella rincorsa al Milan, e a 5 giorni dalla sfida dentro o fuori di Champions con il Bayern Monaco, Leonardo fa il Mourinho e punta al triplete. «Ci sentiamo in grado di andare avanti in Europa e di lottare in campionato e coppa Italia – ha spiegato ieri ad Appiano -. Non credo sia una responsabilità esagerata. Detto questo, noi dobbiamo continuare come abbiamo fatto finora: pensando partita dopo partita». Prima il Brescia nell’anticipo, quindi, per ritornare a -2 dal Milan e mettergli ancora il fiato sul collo. «La squadra di Iachini può giocare in tanti modi e non dà punti di riferimento. Non sono un caso i risultati che ha fatto ultimamente fuori casa». Solo poi si penserà al Bayern, reduce dell’annunciato divorzio da Van Gaal a fine stagione. «Non so il tipo di rapporto che c’è al Bayern tra tecnico, giocatori e società – spiega Leo -. Ma è sicuramente una decisione presa di comune accordo, non peserà sulla squadra nel ritorno di Champions». Contro l’11 di Iachini, potrebbero, invece, incidere, in senso negativo, le assenze di casa Inter. A Milito e Cambiasso, si sono aggiunti Chivu e Thiago Motta, a riposo precauzionale. Leo non sembra preoccuparsi: «Motta e Chivu non hanno niente di grave. Quanto a Cambiasso e Milito l’idea è di recuperarli per martedì». In attacco spazio alla coppia gol Eto’o-Pazzini. Entrambi sono diffidati, ma Leo nega gialli a “orologeria” per arrivare al derby immacolati, con In panchina il bomber della Primavera Dell’Agnello, fresco vincitore del Viareggio. A centrocampo spazio a Kharja accanto a Zanetti, Stankovic e in difesa a Nagatomo e al rientrante Cordoba (in panchina Ranocchia). Leonardo è pronto a scommettere sull’approccio alla gara dei suoi. «E’ stato sempre importante – dice il brasiliano -. Vincendo a Brescia potremmo rendere la nostra classifica ancora migliore e guardare alla prossima partita con più ottimismo. Il Milan? Non so dire se l’eliminazione dalla Champions può essere un vantaggio per i rossoneri. Una competizione così, a volte, ti dà stimoli in più». -Leggo-

Robinho scommette: Milan, si può fare

marzo 8, 2011 pubblicato da: News Roma  
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Il messaggio di Robinho al Milan è chiaro: si può fare. Si può vincere a Londra domani sera contro il Tottenham e passare il turno in Champions. Un muro contro cui i rossoneri hanno sbattuto nelle ultime partecipazioni: un anno fa, fu il Manchester United a spazzare via i sogni milanisti, nel 2008 ci aveva pensato l’Arsenal, in mezzo anche l’uscita dall’Uefa per mano del Werder. «Sarà dura, ma sono convinto che possiamo vincere; so come giocano in Inghilterra», avverte Robinho. Il brasiliano conosce benissimo il calcio inglese, è un ex City. L’obiettivo è «diventare campione d’Europa con il Milan quest’anno o nel futuro». Un sogno ambizioso, perché si scontra con lo 0-1 di San Siro: «Abbiamo subito il gol nel nostro momento migliore. Ma possiamo rifarci». Ottimista anche il Milan di Allegri che non si sente inferiore agli Spurs. Restano 90’ in uno stadio pieno di entusiasmo. Il ct inglese Capello, ieri a Milanello con i nipotini, parla con Allegri e poi si lascia sfuggire: «Sarà dura».

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